Nella splendida cornice del complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli si è celebrata sabato 28 novembre la seconda edizione degli Italian Jewellery Awards. Ecco i nomi dei vincitori.
IL MIGLIOR GIOVANE DESIGNER ITALIANO ’09
STEFANO MARCHETTI (nella foto un suo bracciale)
IL MIGLIOR DESIGNER PROFESSIONISTA ITALIANO ’09
GABRIELE DE VECCHI
IL MIGLIORE GIOVANE DESIGNER BRITANNICO ‘09
SARAH HO
IL MIGLIORE GIOVANE DESIGNER CAMPANO ’09
MARIO BOTTIGLIERI
IL PIU’ INNOVATIVO PUNTO VENDITA DEL SETTORE ’09
POMELLATO
LA PIU’ INNOVATIVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DEL SETTORE ’09
BULGARI
IL MIGLIOR PRODOTTO REALIZZATO CON MATERIALI E TECNICHE PROPRIE DELLA GIOIELLERIA CAMPANA ’09
LOFFREDO
LA PIU’ INNOVATIVA AZIENDA ORAFA ITALIANA ’09
SAN LORENZO
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Effetto sorprendente della crisi: il gioiello corre in soccorso della moda. Ed infatti, la haute couture parigina (nella foto, un abito Christian Dior) alla ricerca di novità che rilancino un settore giudicato in declino di creativi, ordini, clienti si affida all’alta gioielleria nell’intenzione di trasformare la kermesse in una “settimana del lusso” a 360 gradi, vetrina privilegiata delle esclusività eccellenti. E’ notizia di ieri, infatti, che la Chambre Syndicale parigina ha deciso di introdurre nel calendario delle sfilate alta moda una giornata dedicata ai gioielli. Già a partire dalla prossima edizione, 25-28 gennaio 2010, sette tra i più importanti nomi dei preziosi, francesi ça va sans dire, affiancheranno i capi delle maison di moda.
I magnifici sette sono Boucheron, Cartier, Chanel Joaillerie, Chaumet, Christian Dior Joaillerie, Mellerio e Van Cleef & Arpels. Riceveranno solo su appuntamento giovedì 28 gennaio.
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Per la serie: semestrali amare. Aggiunge il suo nome alla lista Damiani che, l’indomani dell’evento glamorous a Tokyo con Sharon Stone (nella foto, l’anello della collezione ‘Maji’ con diamante grezzo), licenzia il primo semestre 2009, concluso il 30 settembre scorso, con un fatturato pari a 56,3 milioni di euro, in calo del 14,8% rispetto al 2008. Forti contrazioni dalle Americhe (-40,8%) e dal Giappone (-26,7%) mentre in Italia la flessione è limitata all’1,5%.
Il risultato operativo del gruppo vira in negativo, passando da 2,8 a -9,2 milioni di euro. La perdita del periodo è di 9,6 milioni di euro, mentre nel 2008 vi fu un utile netto di 1,8 milioni.
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Sharon Stone, splendida cinquantenne, ha presentato a Tokyo con Damiani il progetto “Clean Water” nato dalla volontà della stessa Stone e della famiglia Damiani di realizzare pozzi d’acqua pulita nei villaggi africani e per combattere e ridurre l’alto tasso di mortalità, soprattutto infantile. Per l’occasione la star ha disegnato con i creativi del marchio milanese Damiani la linea di gioielli ‘Sharon Stone for Damiani’, composta da diverse collezioni e caratterizzata da un nuovo concetto di gioielleria espresso dall’utilizzo di diamanti grezzi. A Tokyo ha esordito la prima di queste collezioni: Maji (che significa acqua in lingua swahili), solitari, verette, ciondoli, bracciali e orecchini in cui i diamanti grezzi sono montati su oro o argento bruniti. Ogni pezzo è quindi unico e reca incisa la firma “Sharon” ed il marchio Damiani. Parte dei profitti sarà donata ad associazioni umanitarie non governative e no-profit per la realizzazione dei pozzi.
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Una risposta implicita al commento di Maurizio, dimostratosi scettico sull’iniziativa di Irene Pivetti chiamata Gioiello etico, è contenuta nella notizia che arriva dagli Usa (fonte National Jeweler). Sears, Ultra e Bluenile – tre grossi retailer americani, il terzo vende on-line – si sono aggiunti a Ben Bridge Jeweler, J.C. Penney, Leber Jeweler, QVC, Signet Group, Tiffany & Co., Wal-Mart, Zale Corporation e ad altri cinquanta nomi nell’adesione alla campagna “No Dirty Gold”. In sintesi, si tratta di rifiutare oro e altri metalli preziosi provenienti da miniere che operano irresponsabilmente in tema di risorse umane ed ambiente e ricercare fornitori che pongono più attenzioni etiche nella loro attività, pungolando contemporaneamente i fornitori di prodotto finito a fare lo stesso. Per saperne di più: NoDirtyGold.org. Questa notizia fa inoltre il paio con quella di Cartier che ha deciso di rifornirsi di oro da una miniera dell’Honduras gestita da Goldlake (società con capitali italiani) che minimizza l’impatto sull’ambiente e garantisce ai lavoratori le migliori condizioni possibili. Allora, Maurizio, è proprio vero che “le abbiamo già provate tutte”?
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Oggi sono stati rese note le nomination delle otto categorie degli Italian Jewellery Awards, il premio promosso dalla Regione Campania in partnership con la Spring Fair International di Birmingham, patrocinato da ADI, Fiera di Vicenza e ICE, con il supporto dei consorzi orafi campani il Tarì, Consorzio Borgo Orefici, Vulcano PROM.ART e Consorzio Oromare. La premiazione si terrà a Napoli la serata del 28 novembre prossimo. (leggi tutto)
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