18 novembre 2009

Diamanti poco trasparenti

Polished  DiamondsLeggiamo oggi, 18 novembre, una nota sul sito www.ilsole24ore.com che parla di beni rifugio. Ebbene, la nota si domanda come mai i diamanti non seguano le orme dell’oro come protezione dall’inflazione e dalle oscillazioni di valute e borse. Se la domanda di oro da investimento continua a correggere i record, – si legge – solo il taglio dell’estrazione ha fatto risalire i prezzi dei diamanti grezzi. E visto che la domanda consumer è ferma al palo, le miniere dovranno produrre più pietre per rendere accessibili i prezzi, evitando la scomparsa di mezzo milione di posti di lavoro solo nei centri di taglio indiani. La risposta a ciò la offre Martin Rapaport: come da invincibile tradizione i prezzi sono pilotati, un tempo da un monopolio, oggi da un oligopolio. Il che non dà garanzie di trasparenza e di fiducia. Morale: ci vorrebbe il mercato libero, allora sì, i diamanti sarebbero un ottimo bene rifugio.

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Il gioiello etico: un affaire europeo

Bruxelles, Parlamento Europeo, Vice Pres. on. Angelilli, on. Pittella e Irene Pivetti[1]Il progetto Gioiello Etico – Ethical Jewel promosso da Irene Pivetti con la fondazione Learn To Be Free Onlus prosegue il suo percorso, trovando una sponda a livello europeo. La scorsa settimana, infatti, Gianni Pittella e Roberta Angelilli, vicepresidenti del parlamento europeo, con Pivetti, hanno presentato a Bruxelles (foto) il progetto alla presenza di europarlamentari, associazioni di categoria nazionali e internazionali, istituti di ricerca, organismi di cooperazione internazionale. Obiettivo: individuare una serie di best practice condivise dall’intera filiera produttiva e farle diventare norme del mercato orafo.

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17 novembre 2009

Brangelina Jewellery & Co.

123430,xcitefun-angelina-jolie-asprey-jewelry-4Il serpente stavolta non porta al peccato, ma si fa simbolo di altruismo. Il serpente è infatti il soggetto scelto dalla coppia più bella di Hollywood e del mondo, diventata designer di gioielli per beneficenza. Brad Pitt e Angelina Jolie (la coppia definita dalla stampa del gossip “Brangelina”) hanno creato gioielli e oggetti in oro e argento che da ieri, 16 novembre, sono in vendita nei negozi del marchio inglese Asprey. Il prezzo di vendita parte da 525 dollari per un cucchiaino e termina con cifre a più zeri per i gioielli più impegnativi, di alta gamma. Parte del ricavato sarà devoluto a “Education Partnership for Children of conflict”, l’associazione co-fondata nel 2006 dalla Jolie per proteggere i bambini vittime dei conflitti nel mondo.

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Credito al futuro

am39-1Chiuso ieri il secondo Antwerp Diamond Symposium, organizzato dall’Antwerp World Diamond Centre (nella foto, il chief executive officer Freddy J. Hanard). La lettura che è stata fatta per il futuro è in linea con le previsioni di tutti o quasi gli analisti del pianeta: nel 2010 l’economia (e con essa il business) tornerà a crescere, ma molto cautamente. Difatti, sia il moderatore Chaim Even-Zohar che l’economista Pranay Narvekar, hanno affermato che il dettaglio segnerà una non irresistibile crescita dello 0,4%. Tuttavia, la pulizia degli stock avvenuta quest’anno genererà una crescita del 25% sulle vendite di diamanti tagliati. Da sottolineare un particolare emerso dal simposio: nonostante le immense difficoltà degli ultimi 18 mesi, il numero dei fallimenti tra i diamantaire non è stato superiore a quello di un periodo non recessivo. Una stabilità relativa, frutto di tre fattori convergenti: l’immissione di liquidità da parte dei proprietari delle aziende, lo stop delle attività minerarie nella prima parte dell’anno e (udite, udite) il mantenimento da parte delle banche dei livelli di credito pre-crisi. Cose dell’altro mondo!

Segno meno

cartierTempo di bilanci. Vediamo: nei giorni scorsi li hanno resi noti Richemont (nella foto, la fede Trinity) e Bulgari. I conti dei due grandi brand del lusso ci aiutano a capire non solo la loro situazione economica ma anche il sentimento generale del mercato. Che stando alle cifre espresse (nei nove mesi passati) non è stato dei migliori. Certo, lo sapevamo, ma non in quale misura. (leggi tutto)

12 novembre 2009

Mille e non più (sotto) mille

Immagine 2Il sito web del Il Sole 24 Ore oggi riporta le parole di Marc Faber, guru svizzero dell’economia, secondo il quale “non scenderemo più sotto i 1.000 dollari/oncia“, anche se, sottolinea, “considerati i tassi di interesse, l’oro è meno costoso oggi che nel 2001″. E dunque, avanti così! (Oggi il metallo ha toccato a Londra la quota record di 1.123,38 dollari/oncia). Secondo Rozanna Wozniak, investment research manager del World Gold Council, sempre intervistata dal quotidiano economico, non si tratta solo di una questione di metallo giallo ma, un po’ come nel mondo del petrolio, di lingotti di carta. “Non chiamiamola, però, speculazione – spiega la Wozniak – Gli investitori sono in cerca di un porto sicuro e dunque differenziano i loro portafogli”.

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