11 novembre 2009

I gioielli di Madoff all’asta

10madoff.480E’ l’incarnazione stessa della crisi finanziaria, simbolo negativo più forte, più evocativo, della Lehman Brothers, il cui crac scatenò il panico mondiale. Oltre ad ingannare migliaia di risparmiatori (anche il regista Steven Spielberg tra le sue vittime), Bernie Madoff, nella sua carriera truffaldina, ha saputo accumulare ricchezze favolose tra case, yacht, beni di lusso vari e orologi e gioielli. Che nel week end prossimo saranno messi all’asta per recuperare un po’ di fondi da destinare ai truffati. Tra i gioielli di pregio messi all’incanto si segnalano un paio di orecchini in stile vittoriano da 20.000 dollari, e poi dozzine di Rolex rari e altri gioielli per un valore stimato di 100.000 dollari. Volendo, si può volare a New York per partecipare all’asta che si svolge all’hotel Sheraton.

Tag:asta
10 novembre 2009

Adesso l’Italia esporta materia prima

goldIeri, 9 novembre, l’oro ha toccato i 1.111 dollari/oncia. Nel frattempo, sotto l’incalzante tendenza rialzista, accadono casi quantomeno curiosi. Ad esempio, secondo le statistiche doganali (biennio 2007-2009, primi sette mesi) l’Italia è diventata esportatore netto di materie prime preziose in Svizzera, tradizionale fornitore per i produttori italiani di gioielli, con 861 milioni di euro contro 587 milioni di importazioni. In generale, nello stesso periodo di tempo le vendite all’estero sono più che raddoppiate in valore (da 738 milioni di euro a 1537, +108,3%) per una cifra che non è molto lontana da quella delle importazioni (1,9 miliardi) e si sono quasi dimezzate in quantità. Qual è il motivo di questo traffico “all’incontrario”? Nulla di ufficiale, tuttavia, rumors non confermati indicano che ad alimentarlo sia l’attività di fusione degli stock di gioielli. Sarà vero?

Tag:export, oro
9 novembre 2009

A Roma il progetto Botteghe orafe. Per crescere

Immagine 1La fondazione LTBF Onlus ha annunciato che il 10 novembre viene firmato il protocollo di intesa con il Comune di Roma per il progetto “Botteghe orafe”, volto a promuovere lo sviluppo del comparto orafo, favorendo lo sviluppo delle piccole realtà, migliorando la loro qualità e nello stesso tempo promuovendo l’inclusione sociale. Insomma, il progetto si pone l’obiettivo di far crescere le piccole imprese per creare lavoro e per accrescere una cultura d’impresa più evoluta e competitiva. A sancire l’intesa Davide Bordoni, assessore alle attività produttive, al lavoro e al litorale del Comune di Roma e Irene Pivetti (nella foto), presidente di LTBF Onlus.

5 novembre 2009

Logo sì o no?

08.JPGSu Vioro Magazine del gennaio 2008 Chiara Pomarici, senior consultant di Bain & Company, affermava: “Se le vendite mondiali (valore retail) nel 2006 hanno superato di oltre 6 miliardi di euro quelle del 2005 (125 contro 119) e se i dati del 2007 indicano un’ulteriore crescita del 4/5% generale, per i brand si stima un’accelerazione del 10/12%, ovvero un tasso di crescita molto più forte del passato”. Su Affari & Finanza di lunedì 2 novembre Roberto d’Incau, consulente per le risorse umane e socio di Langpartners, alla domanda se è finito lo strapotere del brand, ha risposto: “Assolutamente sì. Il marchio continuerà a funzionare nei mercati emergenti, mentre in quelli maturi il traino lo farà solo la qualità”. Caspita, come cambiano velocemente i tempi e le opinioni! Però è anche vero che in occasione del recente opening dello store milanese di Abercrombie & Fitch (foto) ressa come non mai.

Tag:brand
4 novembre 2009

Oro: chi offre di più e chi meno

DSCN0193Follie da oro a 1.090 dollari/oncia. Mentre si intensifica il fenomeno dei punti vendita che comperano oro dai privati (a conferma che al di là di tutto il metallo è tuttora un bene rifugio prediletto) un quotidiano nazionale ci informa che Harrod’s (nella foto) ha messo in vetrina lingotti di oro catturando immediatamente l’interesse della clientela. Si va al grande magazzino, seppur di lusso, e si acquista oro. A lingotti o sottoforma di oggetti artistici o monete. Harrod’s, tra l’altro, sfrutta la nuova auri sacra fames facendosi pagare il 10% in più rispetto al fixing ufficiale. Del resto, raggiunti i 100o dollari/oncia, il metallo punta con decisione ai 1100, e quindi anche se la spesa è più cara, l’investimento sembra assicurato. Curioso, quando si tratta di oreficeria l’ossessione sembra essere all’opposto: tirare sul prezzo è un must, quasi fosse un obbligo morale. Vince sempre il minor offerente a scapito del produttore. Un altro mistero che si addensa sul mito.

Tag:oro

IJA alla ricerca dell’eccellenza

Immagine 2Italian Jewellery Awards, atto secondo. E’ cominciato il 3 novembre scorso a Milano con la conferenza stampa il percorso di avvicinamento alla consacrazione dei vincitori delle otto categorie che si terrà il 28 novembre prossimo a Napoli, nel complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore. La seconda edizione rafforza l’investimento promozionale in favore del sistema produttivo orafo campano e guarda all’eccellenza produttiva e creativa, così come ai giovani, ai quali sono dedicate tre delle otto categorie. La Fiera di Vicenza è partner dell’evento.

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