29 gennaio 2010

Protezionismo. Ognuno critica quello degli altri

001fd04cea510ccc835402Chissà cose penseranno i produttori italiani e le associazioni di categoria, in testa la Federorafi con la sua sacrosanta battaglia chiamata “Abbasso i dazi”, dell’affermazione del vicepremier cinese Li Keqiang (nella foto) al World Economic Forum di Davos in svolgimento in questi giorni. Secondo Li Keqiang la Cina rivendica infatti il ruolo di locomotiva economica mondiale e promette che i suoi cittadini, fino ad oggi consumatori parsimoniosi, saranno sempre più disponibili ad acquistare prodotti dell’Occidente. Ma, ha ammonito il vicepremier cinese, guai se l’Occidente cederà alle tentazioni del protezionismo. Come la mettiamo allora signor Li Keqiang con la tariffa doganale del 36% cui sono sottoposti i gioielli italiani (e dell’Occidente) per entrare in Cina, mentre i preziosi made in China pagano in Europa la miseria del 2,5%?

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27 gennaio 2010

Attenti a Ginevra

Immagine 1Riassumendo: VicenzaOro First, che partiva da un -20% in valore per le esportazioni made in Italy (stima) nel 2009, ha colto i primi risvegli del mercato pur se ancora gracili ed incerti, ribadendo la centralità di Vicenza per il business orafo. Più di qualche espositore ha tuttavia lamentato la mancanza di alcuni clienti di spessore causa la contemporaneità con il Salon International de la Haute Hologerie di Ginevra (nella foto), in pratica l’evento riservato ai marchi del gruppo Richemont, che ha chiuso registrando oltre 12 mila visitatori tra la soddisfazione di organizzatori e dei 19 brand presenti. La decisione di spostare l’evento dalla primavera a gennaio, che in un primo momento pareva provvisoria, sembra ora definitiva, soprattutto gradita alle aziende che in questo modo possono più agevolmente gestire i programmi commerciali per l’intero anno. In futuro gli organizzatori della Fiera di Vicenza e gli espositori di VicenzaOro dovranno tener conto di questo fattore non proprio marginale, visto che le date per il 2011 sono state già annunciate: dal 17 al 21 gennaio prossimo.

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26 gennaio 2010

In arrivo la nuova legge sui metalli preziosi

hallmarkE mentre VicenzaOro First consumava le ultime battute arrivava da Roma la notizia che la Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati aveva finalmente dato il via libera al testo unificato della nuova proposta di legge sui metalli preziosi per il definitivo passaggio al Senato. Sostenuta da tutte le associazioni di categoria (Confindustria, Confapi, Cna, Confartigianato), la proposta di legge innova dopo 40 anni la disciplina del settore. Suo punto saliente è la distinzione dei marchi tra chi produce in Italia e chi importa o commercializza il prodotto. Una cosa non da poco, che infatti “darà un concreto contributo alla tutela dei gioielli made in Italy”, si legge nel comunicato della Federorafi. Il testo della legge rilancia in modo significativo anche l’azione di controllo doganale e l’attività di sorveglianza sul mercato svolta dagli ufficiali metrici delle Camere di Commercio. “Nel semplificare e modernizzare l’attività di controllo – spiega ancora il comunicato – la legge incentiverà l’azione di prevenzione e monitoraggio a tutela del consumatore e l’ulteriore sviluppo di comportamenti virtuosi da parte delle imprese verso la certificazione e la tracciabilità dei manufatti in metallo prezioso. In questo modo il comparto dei preziosi anticipa gli altri settori del manifatturiero italiano nell’implementare gran parte delle disposizioni recentemente studiate in sede legislativa per la salvaguardia delle produzioni nazionali”.

VicenzaOro First. Diario minimo capitolo 3

Immagine 1Lunedì scorso un articolo su “Affari&Finanza” inneggia ai gioielli etici, ecologici e sostenibili come il segno più evidente di un prodotto modificato nel linguaggio e nel significato dalla crisi. Etica (nel senso più ampio del termine) e sostenibilità sono temi che il settore, volente o nolente, affronta però da prima della crisi. Dai diamanti di sangue alla tutela dell’originalità del design, il dibattito sta tuttavia accelerando. A VicenzaOro First almeno quattro incontri hanno avuto come motivo l’argomento in questione: la presentazione del Responsible Jewellery Council (nella foto LaPresse, John Hall, presidente della comunicazione del RJC) col suo sistema di certificazione su base volontaria e che conta già tra i suoi associati nomi altisonanti come Cartier, il convegno del Cisgem sulla armonizzazione delle certificazioni internazionali che ha radunato i rappresentanti dei sei maggiori laboratori d’analisi al mondo, l’incontro dell’Istituto Gemmologico Italiano sul valore della conoscenza gemmologica durante il quale è stato lanciato l’allarme dei certificati sui diamanti falsi, specie per quelli confezionati nei blister (e talvolta nei blister la pietra non è un diamante!), ed infine il workshop sul design e sulle sue forme di protezione nel quale il coordinatore del Giurì Stefano Mingaia a proposito dell’intensa attività dell’organismo nei giorni di Fiera ha detto: “che qualcosa si stia muovendo nel business lo dimostra il fatto che in tre giorni abbiamo ricevuto cinque denunce di imitazione, quando in tutto il 2009 i ricorsi sono stati sette in totale”. Lo chiameremo “indice Giurì”.

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VicenzaOro First. Diario minimo capitolo 2

Immagine 1Frequentata ma ordini al di sotto delle aspettative: Rapaport News liquida in una frase VicenzaOro First. Dopo un 2009 horribilis nulla di mirabilis all’orizzonte, dunque. Però quel 36% di visitatori in più non è mica cosa da sottovalutare. Certo occorre distinguere, e molto. Diciamo, le aspettative non erano uguali per tutti e c’è chi le ha superate e chi no. Ma come abbiamo scritto nel precedente post, il sentimento generale della Fiera di gennaio resta inafferrabile. La tipologia più sottoposta a pressione è parsa essere la gioielleria, così come la superquotazione dell’oro (prevista nuovamente in salita) non ha certo favorito gli orafi, molti dei quali si sono sentiti chiedere dai buyer novità e pagamenti a sei mesi e oltre, praticamente sine die. Qui il magazzino non vuol più farlo nessuno e neppure la “banca”. Acclarato che l’acciaio è in declino, è adesso la plastica colorata ad essere il nuovo fenomeno modaiolo, ma il fermento vero si veste in argento, prezioso ma accessibile, classico o spregiudicato il giusto. A tal proposito si sono insediate due tendenze di pensiero antitetiche (ma non necessariamente inconciliabili): c’è chi predica cautela nelle proposte perché i consumatori di questi tempi vanno sul classico e c’è invece chi, vista la moda prossima ventura molto compunta e pulita, pensa che il gioiello debba avere quel pizzico di twist per emergere dal guardaroba. La sentenza è affidata ai consumatori.

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25 gennaio 2010

VicenzaOro First. Diario minimo capitolo 1

Immagine 1Visivamente, quei 18 mila operatori (5 mila in più rispetto al 2009) presenti a VicenzaOro First c’erano tutti. Dunque, una fiera positiva. Però più difficile capire alla fine qual è stata la “qualità” degli ordini e di conseguenza il “tenore” della manifestazione. Tuttavia, pare universalmente accettato che la tendenza più evidente in termini commerciali sia stato l’abbassamento del prezzo medio di acquisto conseguenza diretta del mercato consumer. E così, nella sua comunicazione ufficiale la Fiera di Vicenza non indulge in facili entusiasmi: “il sensibile aumento di presenze di operatori si può interpretare come un maggior interesse per il prodotto e conseguentemente per gli acquisti da parte dei clienti finali. Al momento non è possibile trasformare queste indicazioni positive in previsioni certe degli ordinativi, per i quali bisognerà raccogliere dati specifici puntuali provenienti da altre fonti”, si legge. Ma, all’occorrenza, ecco il diffuso sentimento di soddisfazione provenire dal salone T-Gold, quello dei macchinari: segno evidente di un ritorno agli investimenti tecnologici e di una certa fiducia verso le stagioni future. A proposito di futuro, occorre dire che VicenzaOro First ha tenuto a battesimo la nuova dirigenza della Fiera con in testa il presidente e amministratore Roberto Ditri (nella foto LaPresse, in primo piano durante l’inaugurazione) insediatosi ufficialmente il giorno prima dell’inizio della manifestazione, neofita del settore, ma “entusiasta per il nuovo incarico e convinto che con il risultato ottenuto, il consenso degli azionisti, e la collaborazione dello staff, si potranno affinare grandi progetti e proposte per consolidare il ruolo di leadership di Fiera di Vicenza nel panorama internazionale e realizzare il supporto alla filiera dell’oro”. Per il momento Ditri ha cercato consigli e suggerimenti da tutti, giornalisti, operatori, personale della Fiera: molti espositori se lo sono ritrovato nello stand, senza annunci preventivi e senza “scorte” di consiglieri: un bel segno di discontinuità rispetto agli anni e ai vertici del passato.

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