Quando Françoise Izaute, amministratore delegato di Platinum Guild International Italia, ci disse a Basilea che per il platino le cose andavano bene, non pensavamo fino al punto reso noto oggi da GFMS. La società londinese di analisi e consulenza per il settore dei metalli preziosi ha infatti pubblicato il suo Platinum & Palladium Survey 2010 dal quale emerge che l’unica industria che ha fatto registrare nel 2009 un aumento della domanda per il prezioso metallo è stata quella della gioielleria (+38% per 2,26 milioni di once). Il motivo di questa impennata? Essenzialmente, la domanda cinese (particolarmente viva è la fascia di prezzo accessibile) capace di trascinare quella mondiale verso il +35%: un aumento così non si vedeva dal 2004. Intanto, la strategia di marketing del platino si sta raffinando. Come ci ha detto la stessa Izaute, l’obiettivo di PGI non è più solo il segmento bridal, ma il più esteso mondo degli affetti.
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Un nuovo successo, stavolta di carattere “morale”, per la Nardelli Gioielli. L’azienda campana, anche licenziataria del marchio Liu-Jo, sarà infatti il prossimo caso di studio del corso di Brand Management tenuto dal docente Andrea Rea per il secondo anno della laurea biennale specialistica in “Organizzazione e Marketing per la comunicazione d’Impresa” alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza. I vertici dell’azienda napoletana illustreranno strategie e azioni che hanno consentito all’azienda guidata dai fratelli Domenico e Bruno Nardelli (nella foto, Bruno Nardelli, a destra, è con Marco Marchi, Ad di Liu-Jo) di consolidarsi ed espandersi pur in anni di recessione, con un andamento in controtendenza rispetto al trend del mercato del lusso e dell’oreficeria. A suggellare la crescita di Nardelli c’è anche la prossima apertura a Capri in giugno del primo monomarca Nardelli Gioielli: un piccolo evento per l’azienda, già presente su tutto il territorio nazionale con circa 500 punti vendita.
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“Il mio obiettivo è di portare il marchio di VICENZAORO tra i primi tre competitor a livello mondiale”, afferma Roberto Ditri (in foto) nell’intervista che sarà pubblicata nel numero di Vioro di maggio. Nominato presidente della Fiera di Vicenza il 15 gennaio scorso, Ditri illustra nel testo il suo pensiero e le sue prospettive di programma e tocca diversi argomenti, come About J che si terrà a Vicenza, l’autonomia gestionale “libera” da vincoli politici, la rivisitazione del format espositivo. “A ragione la Fiera di Vicenza continua ad essere ritenuta un punto di riferimento mondiale per il settore. – dice Ditri – E’ una leadership che viene da lontano ed è un patrimonio con notevoli potenzialità e perciò siamo tornati al nome storico VICENZAORO, ritenendo un errore gravissimo scegliere di cambiare denominazione”. Dall’alto della sua specifica esperienza, Ditri manifesta tutto il suo interesse per l’internazionalizzazione del business, affermando che “è chiaro a tutti che oggi bisogna costruire posizioni forti, per esempio in tutte le aree emergenti, attraverso alleanze giuste per scalare ulteriori posizioni a supporto della filiera orafa italiana”. E per quanto riguarda l’atteso appuntamento con About J che aprirà il 21 maggio prossimo alla Rotonda del Palladio, Ditri sottolinea: “VICENZAORO About J edizione 2010 rappresenta una risposta in termini commerciali, di comunicazione e promozione alle esigenze del segmento top della gioielleria, in grado di generare ricadute positive per il settore, perché porta a Vicenza i top buyer e i più importanti retailer mondiali”. Infine, restano confermate le tre edizioni di VICENZAORO.
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L’ultima moda in fatto di tecnologia si chiama 3D, un’innovazione che offre immagini potenti e di grande impatto realistico. Una mania esplosa nell’ultimo anno al cinema e che ora si appresta a invadere le case private grazie ai televisori di nuova generazione. La rivoluzione è imminente, anche per quanto riguarda la comunicazione di prodotto. Provate allora ad immaginare (per adesso) l’effetto di un gioiello visto nei suoi dettagli più minuscoli, nella sua profondità stilistica, nell’essenza della sua materia. Vioro Magazine non solo ha immaginato tutto ciò, ma ha girato un corto del backstage del servizio fotografico di Nancy Fina (a sinistra, uno degli scatti) che sarà pubblicato nell’edizione di maggio con la tecnologia tridimensionale e che sarà presentato nei prossimi appuntamenti fieristici di VICENZAORO. Inoltre, il filmato sarà anticipato dal programma “Innovation” del canale La7.
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Il Responsible Jewellery Council (RJC) ha annunciato oggi che Chopard (nella foto, un suo anello della nuova collezione ‘Animal World’) e il laboratorio di analisi gemmologiche HRD Antwerp sono diventati suoi membri. L’organizzazione no profit che ha messo a punto un sistema di certificazione basato sull’auditing da parte di società terze che verificano la conformità delle aziende partecipanti alle norme di procedura del Council stesso riguardanti etica imprenditoriale, diritti umani e principi sociali, adempimenti inerenti alla protezione ambientale e al sistema di gestione, continua insomma a guadagnare consensi. In questo caso di grosso calibro. “Aderendo all’RJC – ha detto Karl-Friedrich Scheufele, co-presidente di Chopard – ribadiamo l’impegno nella responsabilità e nell’integrità delle nostre azioni”. Dal canto suo, Geirges Brys, general manager di HRD Antwerp, ha ricordato che con l’ingresso nell’RJC il laboratorio belga continua la sua “tradizione etica”, essendo stato il primo a livello mondiale ad essere certificato ISO.
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Le sensazioni positive raccolte nella nostra visita a OroArezzo sono state confermate dai dati di chiusura, oggi, della fiera toscana. Quasi 12 mila gli operatori registrati, con un incremento del 15% rispetto al 2009 (il 26% dei quali stranieri). I vertici di Arezzo Fiere e Congressi parlano addirittura di entusiasmo per espositori e buyer. “Per la prima volta da tempo – spiega il presidente Giovanni Tricca – possiamo dire che qualcosa si sta muovendo in positivo”. Sì, tra i corridoi di Arezzo si è avvertito il proverbiale cauto ottimismo, il timore tuttavia è che torni a riverificarsi un copione ampiamente noto e deludente: apprezzabile dinamismo in fiera e calma piatta dopo. Ed infatti, i più avveduti si interrogano: nei prossimi mesi la ripresa sarà costante? Se ne saprà di più a VicenzaOro Charm dal 22 maggio prossimo.
Nel frattempo, proprio oggi, è stato pubblicato un rapporto del Centro studi Confindustria, Prometeia e Sace secondo il quale le esportazioni italiane dei beni del cosiddetto “lusso accessibile”, la fascia medio-alta, salirà a 13 miliardi di euro nel 2015, 3,8 miliardi in più rispetto al 2009 con una crescita del 46% (a parità di quote di mercato), grazie alla forte spinta della domanda dei 30 mercati emergenti. “Il made in Italy ha un potenziale enorme. Sono andati avanti alcuni grandi marchi, ma dietro ci sono le aziende più piccole che hanno prodotti di qualità”, ha spiegato Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione. Il problema è che all’Italia manca una forte distribuzione: “stiamo perciò lavorando a un progetto di distribuzione sulla base del franchising”, ha detto ancora Zegna.
Coincidenza vuole che proprio in questi giorni ad Arezzo sia stata avanzata dal consorzio Produttori Orafi Aretini l’ipotesi di un nuovo modello di distribuzione affinché si possa snellire la filiera. “Una volta creato un brand identificativo, intendiamo realizzare negozi “monomarca” in franchising oppure corner da proporre ai retailer italiani”, ha spiegato Ivano Micheletti, presidente del consorzio.
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