31 ottobre 2010

“Made in” e manovre di lusso

made in chinaIn settimana ci sono state due notizie di grande rilevanza per il mondo del lusso e dintorni. Vediamo: la prima riguarda l’approvazione del Parlamento europeo del cosiddetto regolamento del “Made in“, e cioè l’obbligatorietà dell’etichettatura sulle merci provenienti da extra Europa, gioielli compresi. Per dire, misura presente anche nella Cina dei falsi e del dumping. Qui invece le logiche iperliberiste – e interessate all’opacità sulle informazioni ai consumatori – dei Paesi del Nord hanno tenuto bloccato l’iter per ben sette anni. Per i Paesi ad alta intensità manifatturiera, l’Italia, hai voglia dunque difendere le produzioni dall’attacco spregiudicato del low cost. Adesso è arrivato il voto del Parlamento: 525 sì contro 49 no (e 44 astenuti). In Italia si è cantato vittoria, e per non farsi mancare nulla lo ha fatto anche chi fa produrre all’estero e chi vende prodotto estero, però… Già però. Perché il via libero definitivo verrà dato solo dal Consiglio Ue e là i giochi si fanno duri anche se la schiacciante maggioranza parlamentare di certo ammorbidirà le posizioni in quanto espressione della “volontà popolare”. La situazione resta fluida, quindi, e non si sa per esempio se dentro il regolamento ci finiranno anche i semilavorati. Detto tutto ciò, non se ne parla prima del 2011: i tempi della politica non coincidono mai con quelli dell’impresa. Proponiamo un regolamento che li sincronizzi?

La secondo notizia ha fatto molto scalpore nei domini del lusso, quello vero. Lvmh si è comperata il 17% del capitale di Hermès. Bernard Arnault, boss di Lvmh, ha detto e ridetto che se ne starà buono col suo investimento, caso mai capitasse l’occasione acquisterebbe ancora: ovvio, non gli crede nessuno. La bulimia dell’uomo è proverbiale, ed anche la scaltrezza: si è portato via quel po’ po’ di roba pagandolo a prezzi di saldo: 80 euro ad azione contro i 176 e rotti della quotazione. Se vendesse, solo di plusvalenza Arnault passerebbe un serenissimo Natale. Ma non vende, anzi compra. C’è chi ha notato delle analogie con il caso Fendi. Ora che Altagamma ha predetto che per il lusso il peggio è alle spalle, ad anzi si cresce, ricomincia la girandola di acquisizioni?

28 ottobre 2010

Platino a Natale

polello

Con un anello contrarié, un trilogy, una veretta con sette pietre e un girocollo con ciondolo a forma di croce (in 3 misure diverse), il leader del gioiello bridal di fascia alta Polello ha intrapreso la campagna vendite di fine anno. Si tratta dell’estensione della linea lanciata nel 2009 e si tratta soprattutto di gioielleria in platino con diamanti. Un classico su di tono per consumatori dal palato fine.

Tag:platino
27 ottobre 2010

C’è del nuovo a Shenzhen

new TTF building 1A proposito del lusso made in China. Guardate l’immagine: che ve ne pare? Chiaro, si tratta di un rendering stilizzato, di un disegno al computer, ma già da qui il suo aspetto è davvero imponente, stilisticamente audace. Coraggioso con quella sovrastruttura dalle linee geometriche e sghembe, così dinamica ed ipnotica. E’ la facciata della nuova sede a Shenzhen di TTF Jewelry, marchio di gioielleria all’avanguardia, che ha scelto infatti la strada della cultura del design piuttosto che quella della copia, puntando su innovazione tecnica e formale. Il nuovo building si inaugura il 26 novembre prossimo, nuova testimonianza del progressivo sviluppo in Cina. Non più solo quantitativo.

Tag:cina, novità

I corsi dell’IGI per il 2011

pietreL’Istituto Gemmologico Italiano ha comunicato il calendario degli appuntamenti di formazione gemmologia per il primo trimestre 2011.

Sede di Milano

Corso sulle gemme di colore 1° livello (3 moduli, 90 ore) dal 17 gennaio 2011

Corso sul diamante (4 moduli, 120 ore totali)  dal 24 gennaio 2011

Storia del gioiello: gioielli  ed oreficerie del XX secolo (3 gg, 18 ore totali) dal 14 febbraio 2011

Corso di infilatura e legatura di perle e pietre dure (1 modulo, 30 ore) dal 28 febbraio 2011

Corso sulle perle (1 modulo, 30 ore totali) dal 21 marzo 2011

Approfondimento diamante (1 modulo, 30 ore) dal 28 marzo 2011

Ufficio di Roma

Corso sul diamante (4 moduli, 120 ore totali) dal 31 gennaio 2011

Corso di infilatura e legatura di perle e pietre dure (1 modulo, 30 ore totali) dal 7 febbraio 2011

Corso sulle perle (1 modulo – 30 ore totali) dal 18 aprile 2011

Centro Orafo Il Tarì

Corso sul diamante (4 moduli, 120 ore totali) dal 17 gennaio 2011

Corso sulle gemme di colore 1° livello (3 moduli, 90 ore) dal 14 marzo 201

Per informazioni e prenotazioni:

Tel. 02 80504992

e-mail: info@igi.it

www.igi.it

Tag:gemme
26 ottobre 2010

Lussi cinesi crescono

dennisAvvisaglie del futuro prossimo venturo per il settore dei beni di lusso. Tipo: la Cina è destinata a restare la fabbrica low cost del mondo e mercato da invadere con prodotti di eccellenza? Mica tanto, fa sapere il quotidiano francese Le Monde che, ripreso anche dal sito seidimoda.repubblica.it, ha esaminato le ambizioni di marchi made in China come Shanghai Tang (gruppo Richemont), Shang Xia (abiti e arredamento, finanziato da Hermès), il brand di gioielleria Qeelin con creatività cinese e manager francese (nella foto, il direttore creativo Dennis Chan). Insomma, un’avanguardia – per adesso sostenuta da soldi e capacità occidentali – di quel che probabilmente sarà la Cina domani: anche epicentro della nuova creatività del lusso. A sostenere questo indirizzo ecco la dichiarazione di Yi Gang, numero due della Banca di Cina, secondo cui nei prossimi anni “la Cina rafforzerà la domanda interna”, favorendo un sistema paese pressoché autosufficiente, lusso compreso. C’è però un fattore da non sottovalutare, dicono i più attenti osservatori: paradossalmente, la domanda di brand cinesi è oggi forte soprattutto per quei marchi impostisi anche all’estero, nelle grandi piazze della moda. La tendenza è confermata anche dal libro-inchiesta da poco pubblicato “Time to change”, dedicato all’orologeria alto di gamma, scritto da Luana Carcano (Sda Bocconi) e Carlo Ceppi (Fondation Haute Horlogerie), secondo cui i consumatori asiatici prima di spendere i loro soldi vogliono la garanzia del forte radicamento del marchio scelto sui mercato occidentali. Una specie di patente di prestigio. Assisteremo dunque ad un’invasione cinese alla ricerca di notorietà ed autorevolezza da spendere nel mercato domestico?

22 ottobre 2010

Bel colpo Stefania!

wallpaperPer il numero di novembre del sofisticatissimo e celebrato magazine Wallpaper, tra le 20 ragioni di essere in Italia, c’è il lavoro della designer bassanese Stefania Lucchetta, definita la “Ring leader” grazie alla capacità di progettare in CAD 3D. Per Wallpaper lei rappresenta il futuro del design. Complimenti.

Tag:design
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