La maison ginevrina de Grisogono festeggia quest’anno il 15esimo anniversario del lancio del diamante nero, innovazione che le diede la fama internazionale e che cambiò definitivamente il modo di guardare il diamante (si pensi ad esempio al successivo uso delle gemme “icy”, merito ancora di Fawaz Gruosi, fondatore di de Grisogono, nella foto). Per l’occasione il marchio lancia la continuazione della collezione “noire” con bracciali in galuchat nero o bianco e diamanti neri, un anello in oro rosa con diamante nero di più di 20 carati, mentre a Baselword 2011 spazio ad una nuova collezione di orologi eloquentemente denominata “Black For Ever”. Ricordando gli inizi di questa avventura di stile in un’intervista esclusiva di Vioro Magazine che sarà pubblicata nel prossimo numero di maggio, Gruosi afferma: “Praticamente, tutti mi consigliavano di lasciar perdere, a tutt’oggi mi rendo conto di aver fatto un’ottima scelta seguendo il mio istinto e il mio gusto personale e i risultati mi hanno dato ragione”.
La sensibilità etica marcia spedita e trova nuovi adepti. E’ notizia di queste settimane il lancio di Fairtrade and Fairmined Gold, iniziativa inglese che certifica l’oro proveniente da miniere artigianali del Sud America (Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù), ponendosi l’obiettivo di dare dignità ed eque opportunità commerciali ai minatori costretti a pericolose condizioni di lavoro e regolarmente sfruttati a causa del loro scarso potere contrattuale. Tra chi, per adesso, si può già fregiare del marchio Fairtrade e Fairmined figurano anche nomi di spicco come Garrard, la più antica casa di gioielleria al mondo, e Stephen Webster (nella foto) che è anche il direttore creativo di Garrard. Entrambi hanno annunciato che lanceranno nel corso del 2011 le loro collezioni realizzate con oro certificato Fairtrade e Fairmined. “Il prezzo del metallo è superiore del 10% rispetto alla quotazione ma questa non è una valida ragione per non scegliere un comportamento responsabile”, ha spiegato Stephen Webster, auspicando di usare in un giorno non così lontano solamente oro etico per le sue creazioni.
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Capitolo moda “democratica”, concetto molto sfruttato dai big dell’abbigliamento e dell’accessorio. Detto in modo spiccio, si tratta di porre l’accento sul prezzo di vendita (vedi il marchio Eequal lanciato ieri da OVS in collaborazione con lo stilista Ennio Capasa). Ed è notizia di ieri anche il fatto che una special edition dell’orologio ‘Glam’ di Liu-Jo Luxury è disponibile nelle gioiellerie a 99 euro. “Nuovo entusiasmante prezzo”, spiega il comunicato ufficiale, per uno dei modelli più gettonati del 2010 che in questo modo diventa l’orologio “cheap & chic” del brand. Disponibile in bianco, nero, blu, marrone e rosso, il ‘Glam’ ha il cinturino in pelle colorata stampa lucertola e cassa in acciaio con quadrante e lunetta tempestati di cristalli bianchi. Caratteristica di stile: sui due lati della lunetta sono adagiate le lettere “L” e “J” di Liu-Jo in formato gigante.
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Toh, anche il tessile comincia a soffrire il rincaro delle materie prime. Da una parte gli operatori son contenti perché è un sintomo dell’aumento della domanda, dall’altra temono invece grossi giochi speculativi. Consola che anche altri abbiano a che fare con dinamiche slegate da logiche mercantili? Mica tanto. Intanto, e a proposito di materie prime, il World Gold Council (nella foto, dalla collezione Gold Expressions 2011 un bracciale di Maria De Toni) ha reso note le cifre per il 2010 sulla domanda mondiale di oro. Buttiamo un occhio sui punti salienti.
La domanda mondiale di metallo ha toccato lo scorso anno il livello quantitativo più alto degli ultimi 10 anni e il valore più alto di sempre (e ci voleva poco visto la quotazione, rivalutatasi mediamente del 26%). Si tratta di 3.812,2 tonnellate per un valore di più o meno 150 miliardi di dollari Usa. La gioielleria ha recuperato terreno con un aumento del 17% anno su anno (2.059,6 tonnellate). Di ciò si devono ringraziare i consumatori dell’Asia, in particolare, manco a dirlo, cinesi e indiani. L’India ha messo a segno la crescita della domanda consumer più robusta del 2010: +66% per un totale di 963 tonnellate ed un valore di 38 miliardi di dollari Usa. La domanda di oro in Cina per gioielleria e investimento tocca il 51% del totale. Ricordate quello che diceva “vedrai il giorno in cui si svegliano i cinesi”? Ecco, ci siamo. Se la gioielleria cresce, la domanda di metallo per investimenti è invece calata del 2%, toccando comunque il record di 1.333 tonnellate per 52 miliardi di dollari Usa. Infine, l’oro riciclato, che pesa per il 40% sulla fornitura globale, è calato dell’1% (1.653 tonnellate).
Previsioni del lusso. C’era chi a suo tempo era portato a pensare che l’eccesso di offerta di gioielli dovuto alla perdita di quota di mercato negli Usa sarebbe stato compensato dalla domanda cinese. Adesso sembrerebbe che quella profezia si stia avverando. Infatti, secondo il settimanale inglese The Economist che cita nel numero ora in edicola l’indagine della società Crédit Lyonnais Securities Asia sui consumatori cinesi, nei prossimi cinque anni gli acquisti dei beni di lusso nella Repubblica Popolare sono destinati ad aumentare dell’11% annuo. Se questa crescita sarà confermata dai fatti entro il 2020 il mercato cinese avrà una quota totale del lusso mondiale pari al 44%. Praticamente un acquisto su due, se non è l’Eldorado questo… Oggi oltre la metà degli acquisti di lusso in Cina è rappresentato dal fashion e dalla gioielleria, la maggior parte di importazione. Ciò si spiega con la discesa sia pur moderata dei dazi di importazione e con la diffusione della contraffazione che “costringe” i consumatori a comperare direttamente all’estero i prodotti originali. Chissà se entro il 2020 le tariffe doganali saranno state portate ad un livello ancor più accettabile per chi esporta e chi compra…
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Si potrà ordinare solo dal 17 al 19 marzo nei punti vendita concessionari, nel week end dedicato alle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. Tattica commerciale che evidenzia il carattere di eccezionalità della novità del marchio leBebé di Lucebianca: un’edizione limitata del suo famoso pendente, vestito per l’occasione con i colori della bandiera italiana. Il cindolo, formato da un trittico, sia nella versione maschietto che in quella femminuccia, è realizzato su disegno esclusivo in oro bianco e pavé di diamanti, tsavoriti e rubini, è montato su un cordino rosso. Prezzo al pubblico 684 euro.
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