30 giugno 2011

Spesometro ed esenzioni

posDomani, 1 luglio, entrano in vigore le nuove norme sulla tracciabilità delle spese oltre i 3600 euro che impone al dettagliante di trasmettere gli estremi fiscali dei privati che effettuano acquisti superiori a quella cifra. Il cosiddetto “spesometro“. Dopo una impegnativa trattativa la Confcommercio ha ottenuto che per i pagamenti con carte pos e carte di credito emesse in Italia non debbano essere chiesti gli estremi fiscali del cliente. Ma su assegni e bonifici l’Agenzia delle Entrate non ha concesso spazi di manovra. “Non ci diciamo contenti – fanno sapere alla Federdettaglianti Orafi – e perciò continuiamo nello sforzo di far valere le nostre ragioni, anche cercando sponde politiche”.

28 giugno 2011

Design a Padova

visintinFino al 17 luglio è visitabile all’Oratorio di San Rocco di Padova la mostra-concorso “Castelli, miniature, astri ed alchimia, ideata e curata da Mirella Cisotto Nalon. La mostra-concorso ospita le opere di una sessantina di artisti, provenienti da tutto il mondo che hanno aderito all’invito a partecipare alla prima edizione del “Premio Internazionale Mario Pinton“, il cui vincitore è il designer Graziano Visintin con una spilla in oro, argento, rame ossidato, niello (nella foto). Con l’iniziativa Padova conferma insomma di essere un punto di riferimento per la ricerca dell’oreficeria contemporanea, per l’incontro e lo scambio di idee, di stili e scelte espressive diverse. “E’ in questo clima favorevole alla ricerca della creatività – ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, che si innesta il progetto di questa mostra-concorso, dedicata al grande maestro Mario Pinton, che l’Amministrazione comunale onora con la prima edizione del premio internazionale a lui intitolato”.

Made in Italy, concetti superati e verità

abenetton “Bisogna cominciare a pensare che i tempi sono cambiati e che per continuare ad avere successo bisogna accettare la globalizzazione. L’impronta italiana nessuno ce la può togliere, anche se si produce fuori. Un paese moderno che vuole competere in tutto il mondo deve rinnovarsi e confrontarsi… E’ inutile combattere battaglie su concetti che ormai devono essere superati”. Concetti impietosi e perentori che ai cultori e ai difensori del made in Italy risulteranno indigesti, se non addirittura destituiti di ogni fondamento, quelli espressi da Alessandro Benetton (nella foto) in un’intervista pubblicata ieri dal settimanale economico Affari & Finanza del quotidiano La Repubblica. Almeno Benetton ha il pregio dell’onestà intellettuale ed ammette platealmente le scelte del marchio casual trevigiano diversamente da tante anime belle che dietro alla facciata (e al marchio ben inciso) del made in Italy godono dei frutti dell’outsourcing.Lo dice altrettanto perentoriamente Licia Mattioli, nuovo presidente di Federorafi, nell’intervista che Vioro pubblica nell’edizione di settembre: “mica è un obbligo fabbricare gioielli in Italia, si possono fare in tutto il mondo, al prezzo che riusciamo a spuntare, dove conviene. Ma, dal momento che i clienti, la correttezza commerciale e la verità vanno rispettati, non tiriamo in ballo il made in Italy”. In un un mondo ideale sarebbe così, (anche) nel mondo orafo invece…

24 giugno 2011

Cina: lussi, dazi e lobby

china luxuryDa qualche giorno gira la notizia che riprende il quotidiano cinese 21th Century Business Herald  secondo cui le autorità governative della Repubblica Popolare stanno pensando di dare una sforbiciata ai dazi doganali su alcuni beni di lusso: cosmetici di fascia alta, alcolici, orologi. Avendo imposte alte (50% i cosmetici, 30% gli orologi), chi se lo può permettere preferisce acquistarli all’estero, pagandoli meno. La misura si inserirebbe nel più ampio disegno di riequilibrare la formazione del Pil, incentivando i consumi interni e moderando la dipendenza dell’economia cinese alle esportazioni, ora in difficoltà a causa del rallentamento delle economie occidentali. La cattiva notizia è che i gioielli non sono nella lista dei ribassi, la buona è che probabilmente il muro delle protezioni commerciali palesi od occulte sta cedendo. Se la Cina intende affermare la sua leadership economica nel mondo e nel libero mercato, è presumibile che dovrà fare altre concessioni come le viene richiesto sempre più pressantemente. Questione di tempo, secondo un progressivo processo di allineamento. Ma se è vero che, sempre stando al quotidiano cinese, la misura è stata presa in seguito ad incontri riservati tra funzionari dei ministeri delle finanze e del commercio e rappresentanti dell’industria del lusso, perché non dedicare una motivata azione di lobby in favore del gioiello italiano? Sotto a chi tocca!

Tag:cina, dazi, lusso

Yvel: 25 anni di gioielli e di altruismo

yvelNel 1986 Orna e Isaac Levy investirono nella loro impresa la bellezza di 2000 dollari (duemila). Adesso il nome e la gioielleria di Yvel hanno fama mondiale, le sue collezioni vincono premi mondiali di design ed appaiono nelle boutique più esclusive e un team di 100 persone lavora nel Design Center di Gerusalemme. E’ ricavato da una antica vinery, un vecchio edificio diventato un centro con uffici, showroom, laboratori, sale per la ricezione degli ospiti: rappresenta il cuore di Yvel, qui nascono le belle collezioni, i pezzi unici. Il Design Center di Yvel è anche luogo conviviale, di incontri con clienti e amici, celebrità e retailer. Ma non solo, perché i coniugi Levy-Yvel hanno guardato oltre la creatività ed il glamour, facendo dell’altruismo un loro ammirevole tratto umano. Partner dell’associazione non-profit “Be Azmi”, Orna e Isaac hanno infatti co-fondato proprio all’interno del loro Design Center l’Andrea Bronfman School of Jewelry & Art dove organizzano corsi di studio destinati agli immigrati ebrei etiopi formando abili artigiani gioiellieri. Era un ragazzo quando Isaac arrivò in Israele dall’Argentina e “la possibilità di restituire alla comunità israeliana quanto ricevuto – dice Isaac Levy – è motivo di felicità”.

Tag:brand
23 giugno 2011

La prima certificazione indiana per l’RJC

venusjewelRiveste un particolare significato l’annuncio fatto ieri dal Responsible Jewellery Council dell’ottenuta certificazione etica da parte di un suo membro attraverso le cure e i controlli da parte della celebre società SGS. Si tratta infatti di Venus Jewel, produttore indiano di diamanti, sightholder DTC, Select diamantaire di Rio Tinto e tagliatore autorizzato dal marchio Canada Mark (nella foto, Sevanti Shah, partner fondatore). “RJC si congratula con Venus Jewel – ha detto Michael Rae, Chief Executive Officer di RJC – ma soprattutto si compiace del fatto che l’azienda sia la prima di una serie di aziende indiane che entro l’anno riceveranno il riconoscimento della loro condotta secondo gli standard di trasparenza e responsabilità sociale stabiliti dall’RJC”. Attenzione: l’India cresce anche nelle virtù.

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