28 settembre 2011

Stephen Webster va a nozze. Con etica

webster bridal

Eccentrico, fantasioso, originale, gotico, rock’n'roll. Adesso anche bridal. Il designer britannico Stephen Webster – tre volte vincitore del “British Luxury Jeweller of the Year” - debutta infatti nel segmento più basic ed economicamente solido che c’è, e lo fa nel suo stile (basta dare un occhio al solitario nella foto). La collezione di anelli di fidanzamento e fedi in oro giallo, bianco e rosa, disponibile prossimamente solo nel flagship store londinese del creativo, è inoltre la prima in Europa a montare diamanti Forevermark (TM), la gemma griffata al laser di De Beers. Nata dalla partnership che dura dal 2005 tra Webster e Dali Diamond (sightholder della DTC), la collezione matrimoniale “è la nuova testimonianza – spiega il Ceo di Dali Diamond, Isi Mörsel – della nostra sensibilità di comprendere con tempestività i cambiamenti nel business dei diamanti”. Dal canto suo, Stephen Webster afferma che “dato che un numero crescente di clienti esige di conoscere l’origine delle gemme, Forevermark (TM) è un sigillo di qualità che offre una garanzia supplementare per esaudire le esigenze di trasparenza”. Il brand inglese aveva già dato prova della sua sensibilità etica adottando per le sue collezione l’oro proveniente dalle miniere del Perù certificato da Fairtrade e Fairmined.

A new design contest

buccellatiCon il concorso “Next Jeneration” (vedi post del 23 settembre scorso) la Fiera di Vicenza dimostra nei fatti di guardare ai giovani e di investire su di loro, ma non per questo trascura i “grandi”. Contemporaneamente al concorso rivolto alle nuove leve del design è stato infatti presentato l’Andrea Palladio Awards, premio internazionale di design “che rappresenta un appuntamento importante per chi crede nella qualità e nella cultura e che conferma la centralità di Vicenza come capitale mondiale del gioiello e della Fiera come piattaforma di conoscenza e innovazione orafa”. Sette le categorie nelle quali è suddiviso il premio: miglior designer italiano, miglior designer internazionale, migliore collezione, miglior punto vendita monomarca, miglior campagna di comunicazione, miglior sito, miglior packaging. Le autocandidature di aziende e designer saranno sottoposte all’attenzione di una giuria internazionale presieduta da Gianmaria Buccellati (nella foto). Il termine di presentazione delle autocandidature è il 16 marzo 2012. La premiazione avverrà a VICENZAORO Charm, maggio 2012.

26 settembre 2011

Contrordine: la fiera di Hong Kong è stata ok (per i diamantaire israeliani)

nissinpalomoL’Israel Diamond Institute (IDI) ha comunicato oggi che la Hong Kong Jewellery and Gem Fair può essere definita un successo, molto meglio delle aspettative. Oltre 125 aziende israeliane hanno partecipato allo show asiatico, cosa che ne ha fatto la rappresentativa straniera più numerosa. “Il fatto di essere stati così tanti – spiega Nissim Palomo, a capo del marketing di IDI (nella foto) – ci ha dato il grosso vantaggio di essere molto visibili all’interno della fiera”. Nonostante molti dei compratori fossero alla ricerca di prezzi bassi, l’IDI segnala un’ottima attività nelle vendite a conferma che l’Asia resta oggi il mercato privilegiato per le aziende diamantaire israeliane. Da segnalare inoltre che UBM, la società che organizza la fiera di settembre di Hong Kong, ha comunicato che per la prima volta nella sua storia le presenze dei buyer della Cina continentale hanno superato quelle dei buyer di Hong Kong. La Cina si avvicina (al top).

In calo Hong Kong e metalli

hongkongSi è conclusa ieri la fiera di Hong Kong. Anche dal Far East giungono notizie di preoccupazione per le condizioni economiche generali che hanno influenzato gli affari con presenze in calo nel week end e contrattazioni più deboli rispetto alle aspettative, secondo quanto riporta il sito di Rapaport. Esiste una grossa attenzione ai prezzi: tutti, o quasi, alla ricerca di “convenienze” per far fronte al mercato al dettaglio, poco disposto a spendere. Intanto, l’oro atteso a quota 2000 dollari/oncia flette repentinamente sotto quota 1600, meno di 38 euro/grammo. Giù anche i futures a dicembre: 1.597 dollari/oncia. In calo l’argento, sotto quota 27 per la prima volta da gennaio. La volatilità è insomma pazzesca e ciò rende particolarmente complicata l’attività delle aziende orafe e dei buyer. A quanto fisso il metallo?

Tag:fiera, oro
23 settembre 2011

Choice notes/4

trendvisionFuturo e quindi giovani. Occorrerà dunque offrire oggi ai giovani delle opportunità per costruire il loro futuro. La Fiera di Vicenza ha dichiarato di essere disponibile alla “scommessa” e la scommessa la gioca sul serio. A VICENZAORO Choice è stata dedicata infatti a quindici giovani designer la New Directions Hall, uno spazio di incontro con l’innovazione di forme e di materie, con la creatività, la capacità artigianale. Un incubatore, bella iniziativa per una Fiera che vuole essere la piattaforma del rilancio culturale del settore.

Ai giovani, al di sotto dei 30 anni, italiani e stranieri, la Fiera rivolge inoltre il concorso internazionale di idee “Next Jeneration Jewellery Talent Contest” il cui tema è Souvenir d’Italie, inteso sia come oggetto (necessariamente un gioiello) della memoria sia come riferimento formale, artistico, tecnologico, materico, storico e paesaggistico del territorio italiano. La data di scadenza della presentazione dei progetti, inediti, è il 16 marzo 2012.

Choice notes/3

vicenzaoroE’ in pieno svolgimento (chiude il 25 prossimo) la fiera di Hong Kong, manifestazione monstre con oltre 3300 espositori (ma per quanto ricettivo sia il Sud Est asiatico, ci sarà mercato per tutti?). Ci si augura di sì, che quella parte del mondo mantenga quei ritmi consumistici oggi inimmaginabili in Occidente, se non altro per l’export italiano. La settimana scorsa si è invece conclusa VICENZAORO Choice, evento che nei commenti si è risolto tra sentimenti contrastanti, diciamo agli antipodi, tra chi naviga forzatamente a vista e chi dichiara – sobriamente, sottovoce – aumenti di fatturato in doppia cifra (!). Resta anche il ricordo di una Fiera (intesa come Fiera di Vicenza) che continua ad assumersi il compito di accompagnare/sollecitare il settore verso una necessaria innovazione, prima di tutto culturale. Compito ancor più arduo, data la congiuntura. Partendo da dove? Ad esempio, da una cosa vecchia come il mondo, o quasi: l’artigianato, però in chiave moderna, anzi futura.

“L’innovazione è nelle nostre mani. Ostinatamente italiani” è stato infatti il titolo del talk di apertura, praticamente una dichiarazione programmatica. Ospite, tra gli altri, Stefano Micelli, docente universitario e autore del libro “Futuro artigiano” (Marsilio editore), che ha però avvisato che non ci può rifugiare nella nostalgia del passato, l’artigianato è piuttosto un concetto sofisticato, l’intreccio tra tradizione e innovazione, cioè una pratica che non rifiuta il contributo della ricerca (tecnica, stilistica), anzi se ne alimenta. La manualità sposata al pensiero, insomma. Come nel corso del dibattito ha del resto testimoniato Giovanni Bonotto, imprenditore-creativo del tessile, dicendo che oggi il consumatore “non vuole niente, non ha bisogno di nessun prodotto, ha bisogno di esperienze diverse”. Esperienze che magari l’artigianato contemporaneo è in grado di dare. E se l’Italia manifatturiera conserva l’appeal negli occhi e nelle scelte dei consumatori lo si deve a quella capacità, a quel talento: creare cose originali, fatte bene, di valore assoluto. Alla luce di ciò e al di là della complicata situazione economico-finanziaria, il vero tallone d’Achille dell’Italia sembra essere il progressivo allontanamento dei giovani dalla professione artigianale, quasi che il termine artigiano sia una diminuzione sociale, un ripiego rispetto ad un impiego di concetto. Micelli, invece, teorizza un futuro artigiano, altro che terziario avanzato! A tal proposito, il presidente della Fiera di Vicenza ha una sua ricetta: “vanno educati i genitori, va insegnato loro che avere un figlio che lavora con le mani non è un disonore”.

Tag:fiera
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