7 maggio 2009

La moda e i falsi miti

falsi4Potere della comunicazione. Un articolo di Affari & Finanza esalta il gioiello falso, ovvero la bigiotteria. A suo dire: una tendenza emergente e griffatissima molto più adeguata per gusto e costo alla recessione. E l’industria italiana del gioiello (quello vero) fa ancora la figura della Cenerentola, per di più demodé.

Niente male lo spazio che Affari & Finanza, supplemento economico de La Repubblica, ha dedicato alla nuova tendenza del gioiello lunedì 27 aprile scorso. Peccato che il gioiello in questione sia quello falso, cioè la bigiotteria, descritta nell’articolo in maniera molto più chic come bijoux couture. “Gioielli, l’ora dei falsi tra crisi e seduzione” era questo il titolo che campeggiava al centro di pagina 38. Insomma, sentenzia il testo, “in tempi in cui l’arte di arrangiarsi è una necessità ed insieme una virtù, la tendenza dei chunky jewels (come li chiamano in America) ha preso piede anche in Italia”. Non detto esplicitamente, ma lasciato intendere: se si vuol essere alla moda meglio i falsi gioielli, altro che oro e diamanti! E a corredo della tesi ecco un elenco di nomi ben forniti di un prodotto fortemente effimero: Louis Vuitton, Lanvin, Balenciaga, Prada, Etro, Dolce & Gabbana. In chiusura di articolo, la dichiarazione della designer Rossana Buriassi, che dice: “Le donne amano i gioielli falsi perché sono dei talismani di seduzione”. Fantastico. Ma non si era detto, invece, che la recessione rappresenta il passaggio verso la rivalutazione da parte del consumatore della complessa simbologia del gioiello e del suo valore più autentico? A chi spetta il compito di avvertire i media?

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