È disponibile gratuitamente la Show Guide di VICENZAORO Spring sia per iPhone e iPad (clicca qui) sia per piattaforma Android (clicca qui). La guida digitale della Fiera di Vicenza aiuta a orientarsi più agevolmente all’interno della mostra. La lista degli espositori con la loro anagrafica (e con il profilo completo per le aziende presenti nella nuova edizione del Gold Yearbook), i servizi e il programma della Fiera, le mappe dei padiglioni con la localizzazione degli stand: tutta la Fiera di Vicenza è dentro lo smartphone o il tablet, con tutti i vantaggi e i servizi aggiuntivi che la tecnologia permette. User-friendly e completa, con l’applicazione VICENZAORO si può cercare un’azienda digitando il suo nome ed ottenere l’immediata visualizzazione sulla mappa del padiglione in cui è presente. Ci si può connettere ai siti delle aziende e mandare una e-mail. Si può memorizzare una lista di “favoriti” in modo da ottimizzare il tempo della visita e si possono aggiungere i propri appunti nella scheda di ogni azienda.
È ora scaricabile gratuitamente l’edizione digitale per iPad del numero di maggio di Vioro Magazine (clicca qui). L’intera rivista è sfogliabile sul tablet con i suoi splendidi servizi fotografici realizzati in esclusiva, le numerose gallerie di prodotto, le interessanti interviste, tra le altre, con Victoire de Castellane, Carlo Palmiero, Giulia Cazzola, le news, i consigli per il dettaglio, le curiosità. Buona lettura!
Degna chiusura del congresso del World Diamond Council è stato il dinner di lunedì scorso, organizzato in onore di Nicky Oppenheimer. Il presidente di De Beers Group (a sinistra nella foto) ha dichiarato che si trattava della sua ultima presenza in una riunione del settore dei diamanti prima del suo definitivo ritiro (la famiglia Oppenheimer ha infatti ceduto la sua quota azionaria alla società Anglo American). La cena tenutasi a Ca’ Marcello, splendida residenza del XVI secolo nella campagna veneta, ha perciò segnato un fatto storico. Nel suo discorso di ringraziamento, Oppenheimer si è detto certo che il WDC e l’intera industria sapranno intraprendere le azioni necessarie per difendere e garantire l’integrità e la bellezza unica della gemma. “Quello che dobbiamo ricordare a noi stessi con regolarità – ha affermato Oppenheimer – è che il valore dei diamanti non è determinato dalla loro rarità e purezza, ma dal loro potere di riflettere e amplificare emozioni e simboli che noi vi riponiamo in ogni passaggio della filiera, dalla miniera al consumatore”. Un monito e un lascito morale.
Il congresso annuale del World Diamond Council segna una svolta forse decisiva per innovare il Kimberley Process. Senza imbarazzi né ambiguità l’organizzazione che rappresenta l’industria diamantaire sui temi etici, ha infatti accolto la “mozione” di Gillian A. Milovanovic, ambasciatrice Usa e presidente del Kimberley Process, che propone l’estensione del significato di conflict diamonds: non più solo relativa alle gemme usate per finanziare guerre civili, ma anche a quelle che scatenano atti di violenza per il loro possesso. L’assemblea plenaria del WDC riunita a Vicenza ha espresso il proprio supporto affinché la nuova definizione entri nel Kimberley Process Certification Scheme. La proposta dell’ambasciatrice Milovanovic, secondo cui la nuova definizione di conflict diamonds rappresenterebbe il requisito minimo per la certificazione, non ha incontrato resistenze. «I diamanti non dovrebbero essere associati in alcun modo alle violenze commesse contro le comunità», ha affermato Eli Izhakoff, presidente del WDC (nella foto). Già, non dovrebbero, ma la vicenda di Marange nello Zimbabwe che ha messo in forte discussione l’efficacia del Kimberley Process, attirendo le veementi critiche delle Ong, insegna che la vigilanza deve essere costante, la reazione pronta, perché potenzialmente esistono molte altre Marange. E dunque, alle proposte di Vicenza seguiranno i fatti? Izhakoff risponde: «Ogni cosa promessa l’abbiamo fatta, altrimenti avremmo perso immediatamente credibilità. Abbiamo lavorato per la creazione del Kimberley Process e negoziato trovando la sintesi tra le istanze di ogni firmatario. Adesso siamo pronti a negoziare ancora per far sì che la nuova proposta entri nei regolamenti». Izhakoff palesa piena disponibilità al cambiamento, concetto ancora indigesto per un settore che resta ostinatamente conservatore. E non importa se qui si parla di diritti umani e non di innovazione: «Prendere in considerazione i diritti umani è un’innovazione di pensiero», sostiene Izhakoff. Forse la più faticosa da affrontare.
+46% è stata la crescita della domanda dei prodotti del gruppo Richemont nei mercati asiatici durante l’esercizio 2011-2012, chiuso il 31 marzo. La poderosa performance ha contribuito alla crescita del fatturato, passato dai precedenti 6,9 miliardi di euro a 8,8 miliardi (+29%), con un utile netto salito del 43% a 1,54 miliardi.
Ieri sera Damiani ha dato notizia alle agenzie stampa della stipula di un accordo strategico con Hengdeli, gruppo cinese quotato alla borsa di Hong Kong, leader nella distribuzione di orologi haut de gamme nel mercato cinese (405 negozi, fatturato 2011 di 1,4 miliardi di euro, 113 milioni di profitti). “Finora Hengdeli ha distribuito orologi, dopo un lungo scouting ha scelto noi per avviare la distribuzione nel segmento gioielli”, ha dichiarato Guido Damiani, presidente e Ad del Gruppo, al Sole 24 Ore. L’accordo prevede nei prossimi cinque anni l’apertura in Cina di shop-in-shop e corner Damiani nei negozi di Hengdeli e dei suoi partner commerciali. “In Cina abbiamo già 5 negozi monomarca e prevediamo di aprirne altri 10 nel prossimo biennio. – continua Damiani – Questo accordo ci consentirà di penetrare più velocemente quel mercato, portando la nostra presenza anche in città minori”.