Riflessioni sul low cost da parte di Francesco Trapani. L’amministratore delegato di Bulgari in una recente intervista al Wall Street Journal si è soffermato su questo aspetto, specificando che il mix tra materiali preziosi e non preziosi si è rivelata un’opportunità, anche creativa, per facilitare il sell out di gioielli, citando come esempio l’anello in oro e ceramica B.Zero1 in vendita a 800 euro e per questa ragione best seller della gioielleria. Del resto, “non vogliamo produrre solo pezzi da museo”, specifica Trapani. Faccenda diversa invece per gli orologi. L’aver introdotto modelli al quarzo ha indebolito l’immagine di Bulgari come produttore d’alta gamma, esponendo il brand alla concorrenza dei marchi di moda, più aggressivi nelle fasce di prezzo medio-alte. I recenti risultati economici indicano chiaramente la debolezza dell’offerta (nel primo semestre le vendite di orologi Bulgari sono diminuite dell’1,2% mentre la gioielleria è cresciuta del 15%). Di qui la decisione di cambiare strategia con l’abbandono dei modelli meno prestigiosi e con il ritorno ad una logica “artigianale” con il controllo di tutte le fasi di produzione. Evidentemente, non sempre il low cost è la soluzione ai problemi economici.
Si diceva: il mercato ha la forma della clessidra, la fascia media strangolata dall’alto di gamma e dai bijoux low cost. Qualcuno, a suo tempo, ha corretto: il mercato ha la forma di un provolone, la testa minuscola (l’alto di gamma) ed il corpo ipertrofico (il bijoux). Insomma, rotti definitivamente gli argini del “ghetto commerciale” in cui era relegato, l’ornamento-moda si è impossessato del mercato, conquistandosi lo status di gioiello, e pazienza se ai gioiellieri “veri” la cosa non va proprio giù. La contaminazione con il mondo della moda adesso fa un nuovo salto di qualità: sulla scia delle potenti catene di distribuzione che si servono di nomi illustri del fashion (persino Madonna!) per collezioni cheap e chic, arriva adesso la notizia che Morellato ha stretto un accordo quadriennale con Jade Jagger (nella foto), figlia del Rolling Stone Mick e già direttore artistico di Garrard, nome di prestigio della gioielleria londinese. Primo frutto di questa collaborazione è la linea Morellato by Jade Jagger ispirata al mondo marinaro con ancore, timoni e nodi, in vendita da metà ottobre.
C’è voluta la “moral suasion” del sindaco di Valenza in persona, Sergio Cassano, per convincere Damiani Group a far ritorno a Valenza Gioielli, la fiera in calendario dal 2 al 5 ottobre prossimo al Centro Espositivo Expo Piemonte di Valenza. Un ritorno che, secondo il sindaco e secondo Francesco Barberis, presidente di Valenza Expo Events, aiuterà a rafforzare l’immagine della fiera e di conseguenza della città piemontese. Da parte sua, Guido Grassi Damiani, presidente e Ad di Damiani Group, ha commentato: “abbiamo accettato con piacere l’invito, considerato il nostro forte attaccamento alle radici valenzane”.
“Non può esservi riconoscimento migliore”, ha commentato James Courage (nella foto), Ceo di Platinum Guild International dal 1996, ricevendo il premio Ben Kaiser Lifetime Achievement per il suo operato nel promuovere il ruolo delle donne all’interno del settore della gioielleria, ritirato il 26 luglio scorso a New York durante la serata di gala alla 27esima assemblea annuale della Women’s Jewelry Association (il cui capitolo italiano è stato creato nel maggio scorso, presidente Pilar Coin, direttore marketing del marchio Roberto Coin, vicepresidente, Irene Pivetti, già presidente della Camera dei deputati, ora a capo della fondazione LTBF Learn To Be Free). Premiate nell’occasione anche Susan Jacques, presidente di Borsheims, e Sarah Graham, premio della categoria “Design: Fine Jewelry and Watches”.
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Gli economisti sono sempre bravi a dirti cos’è successo, mai quel che succederà. Nel senso che non ci azzeccano troppo, ma ciò non gli impedisce di provarci. A dispetto di quanto affermava nel novembre scorso Marc Faber, ritenuto uno dei più importanti guru della finanza (”l’oro non scenderà più sotto i 1.000 dollari/oncia”), Natixis Commodity Markets, società di consulenza finanziaria, prevede che dopo aver toccato il record storico di 1.265 dollari/oncia a giugno, il metallo ora scenda: “esiste il potenziale per una futura debolezza”, dice Natixis. Già nel terzo trimestre del 2010 l’oro punta a quota 1.050 con una previsione di media annuale attorno ai 1.125 dollari/oncia. Tendenza che si rafforzerà nel 2011, quando l’oro scenderà sotto la soglia psicologica di 1.000, per una media di 950. L’argento seguirà il trend, arrivando a 16 dollari/oncia nel quarto trimestre. In controtendenza, invece, i metalli del gruppo del platino: l’anno prossimo il platino è destinato ad una quotazione media di 1.700 dollari/oncia, il palladio di 510. Chiediamoci: quelli di Natixis avranno visto giusto?
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Dopo le trimestrali dei big, il JA di New York (niente di importante da segnalare), la fiera di Singapore (manifestazione a cui ha preso parte anche Fiera di Vicenza con un desk informativo con distribuzione di Vioro Magazine e di altri prodotti editoriali realizzati da Pentastudio), è tempo di vacanza. Intanto, qualche anticipazione della nuova edizione di Vioro Magazine (a sinistra, la copertina con i gioielli di Centoventuno) la cui distribuzione comincia la settimana prossima. Sono intervistati Corrado Facco, nuovo general manager della Fiera di Vicenza, Andrea Morante, Ad di Pomellato, Amedeo Scognamiglio di Faraone Mennella, Michael Rae, Ceo di Responsible Jewellery Council. Uno speciale è dedicato al concetto di innovazione, con testimonianze del designer Lorenzo Ranucci, di Giampietro Zonta, titolare di D’Orica, della consulente Daniela Saibene e di Massimo Cicala, vicepresidente nazionale di Federdettaglianti e principale ispiratore dell’Outlet del Gioiello online. Si parla di India, dei trattamenti delle perle, delle presenza della Fiera di Vicenza al JCK e all’Expo di Shanghai, e naturalmente sono presentati centinaia e centinaia di gioielli, tra novità e long seller, tra classici e bijoux moda. Insomma, il “solito”, ricchissimo magazine.
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