Un po’ moda ed un po’ sperimentazione. Il fatto è che il 3D, tecnologia che al cinema serve a vendere molti più biglietti tra la curiosità e lo stupore della visione, approda sempre più spesso sulla carta stampata con le inconfondibili foto che sembrano stampate in modo errato, che appaiono sfocate ma che in verità vanno messe a fuoco inforcando gli occhiali con una lente blu e l’altra rossa. Nel frattempo sono cominciate le grandi manovre commerciali per la televisione ed i videogame. Ecco, Vioro Magazine, rappresentante della carta stampata di settore, ha da tempo scelto quella strada, quella del video, considerando proprio il video il mezzo che più di ogni altro esalta le qualità del 3D: un’innovazione che offre immagini potenti e di grande impatto realistico che coinvolgono emotivamente lo spettatore. Per i gioielli si tratta di un’esperienza straordinaria: si leggono i dettagli, si percepisce la materia, si entra nella profondità del modello, nei suoi “segreti”. Il video in 3D sembra fatto apposta per i gioielli! Già da tre anni una serie di backstage di servizi fotografici sono stati filmati con la tecnologia 3D, si sono prodotti dei trailer che saranno oggetto di nuove esperienze visive. Vioro Magazine anticipa perciò l’ingresso di nuove tecnologie nel settore per la sua valorizzazione, sperimentando per prima nuovi standard nella comunicazione di prodotto.
Per il suo ritorno a VICENZAORO, Pasquale Bruni ci mette il cuore. E’ il cuore d’argento della collezione ‘Amore’, dedicato ad una causa nobile: il sostegno del centro pediatrico di Nyala, capitale dello stato del Sud Darfur, nel Sudan occidentale, avviato da Emergency il 5 luglio scorso. “Abbiamo scelto Emergency – spiega Daniele Bruni, marketing coordinator – perché vogliamo sostenere chi ha a cuore la vita dei meno fortunati, in particolare i bambini. La scelta dell’argento dal prezzo accessibile ci permette di avvicinare un maggior numero di persone a un progetto di responsabilità sociale a sostegno dei diritti umani”. Eugenia Bruni, direttore creativo del marchio spiega che “Pasquale Bruni ha scelto per la prima volta di inviare il suo messaggio d’amore attraverso l’argento, esaltando il sentimento dell’amore universale. La parola amore sugli oggetti è piccola, come i bimbi che chiedono aiuto, mentre il cuore che risponde è grande”. La collezione ‘Amore’ in argento è in vendita da questo mese nelle boutique Pasquale Bruni e in tutti i concessionari del brand. Il prezzo del bracciale e del ciondolo nella foto è rispettivamente di 240 e 220 euro. A VICENZAORO Choice Pasquale Bruni (espone al padiglione F, giusto in fronte all’ingresso principale) presenta inoltre l’extension line preziosa della collezione ‘Amore’ con diamanti e della collezione ‘Liberty’ in tre nuove colorazioni (zaffiri blu, zaffiri gialli e rubini) dedicata alle favolose principesse Diana, Grace e Rania.
Fece scalpore qualche tempo fa a Vicenza (e in tutta Italia) il caso dell’acquisizione di un’azienda produttrice vicentina da parte di una società indiana e il conseguente smantellamento della fabbrica con l’invio dei macchinari in India. Si trattava probabilmente di un’avanguardia visto che qualche giorno fa Gitanjali Gems, colosso indiano con business integrato dalla lavorazione dei diamanti al dettaglio, ha annunciato che è in trattativa avanzata per acquisire il controllo totale di una delle maggiori case di gioielleria italiana. “La decisione definitiva sarà presa entro la fine di settembre”, fa sapere Mehul Choksi (nella foto), presidente di Gitanjali. Nel comunicato ufficiale non viene svelato il nome della possibile acquisizione. Tuttavia, indiscrezioni non confermate che rimbalzano in internet indicano in DIT Group la “preda” degli indiani. Il gruppo creato da Tahwid Abdullah e Ilaria Furlotti è ora in liquidazione dopo le note disavventure finanziarie di Abdullah stesso. L’acquisto di DIT Group con il suo prestigio made in Italy, dopo quelli delle catene retail americane Samuels Jewelers e Rogers Jewelry, permetterà a Gitanjali di espandere la sua attività nei mercati occidentali, diventando un temibile competitor globale.
Riflessioni sul low cost da parte di Francesco Trapani. L’amministratore delegato di Bulgari in una recente intervista al Wall Street Journal si è soffermato su questo aspetto, specificando che il mix tra materiali preziosi e non preziosi si è rivelata un’opportunità, anche creativa, per facilitare il sell out di gioielli, citando come esempio l’anello in oro e ceramica B.Zero1 in vendita a 800 euro e per questa ragione best seller della gioielleria. Del resto, “non vogliamo produrre solo pezzi da museo”, specifica Trapani. Faccenda diversa invece per gli orologi. L’aver introdotto modelli al quarzo ha indebolito l’immagine di Bulgari come produttore d’alta gamma, esponendo il brand alla concorrenza dei marchi di moda, più aggressivi nelle fasce di prezzo medio-alte. I recenti risultati economici indicano chiaramente la debolezza dell’offerta (nel primo semestre le vendite di orologi Bulgari sono diminuite dell’1,2% mentre la gioielleria è cresciuta del 15%). Di qui la decisione di cambiare strategia con l’abbandono dei modelli meno prestigiosi e con il ritorno ad una logica “artigianale” con il controllo di tutte le fasi di produzione. Evidentemente, non sempre il low cost è la soluzione ai problemi economici.
Si diceva: il mercato ha la forma della clessidra, la fascia media strangolata dall’alto di gamma e dai bijoux low cost. Qualcuno, a suo tempo, ha corretto: il mercato ha la forma di un provolone, la testa minuscola (l’alto di gamma) ed il corpo ipertrofico (il bijoux). Insomma, rotti definitivamente gli argini del “ghetto commerciale” in cui era relegato, l’ornamento-moda si è impossessato del mercato, conquistandosi lo status di gioiello, e pazienza se ai gioiellieri “veri” la cosa non va proprio giù. La contaminazione con il mondo della moda adesso fa un nuovo salto di qualità: sulla scia delle potenti catene di distribuzione che si servono di nomi illustri del fashion (persino Madonna!) per collezioni cheap e chic, arriva adesso la notizia che Morellato ha stretto un accordo quadriennale con Jade Jagger (nella foto), figlia del Rolling Stone Mick e già direttore artistico di Garrard, nome di prestigio della gioielleria londinese. Primo frutto di questa collaborazione è la linea Morellato by Jade Jagger ispirata al mondo marinaro con ancore, timoni e nodi, in vendita da metà ottobre.
C’è voluta la “moral suasion” del sindaco di Valenza in persona, Sergio Cassano, per convincere Damiani Group a far ritorno a Valenza Gioielli, la fiera in calendario dal 2 al 5 ottobre prossimo al Centro Espositivo Expo Piemonte di Valenza. Un ritorno che, secondo il sindaco e secondo Francesco Barberis, presidente di Valenza Expo Events, aiuterà a rafforzare l’immagine della fiera e di conseguenza della città piemontese. Da parte sua, Guido Grassi Damiani, presidente e Ad di Damiani Group, ha commentato: “abbiamo accettato con piacere l’invito, considerato il nostro forte attaccamento alle radici valenzane”.