11 maggio 2009

Cultura anticrisi

eastwestDomenica 17 maggio prossimo Maria Loretta De Toni presenta a VicenzaOro Charm, alle 16 in sala Trissino, Il Lusso con l’occhio dell’Oriente (1000-2000), progetto internazionale di economia integrata che si propone di costruire un ponte economico-culturale tra Oriente e Occidente, aggregando aziende orafe e non solo.

Tosta e determinata, Maria Loretta De Toni persegue il suo obiettivo: “sono realista, abbiamo la possibiltà di fare squadra per il rilancio dei distretti produttivi italiani del settore orafo ed altri settori industriali attraverso il made in Italy tecnologico e culturale”, dice sicura. Insomma, il progetto, per il quale De Toni ha coinvolto istituzioni, enti, politici e artigiani in una rete di legami etici ed estetica, ha lo scopo di ritrovare l’antico ingegno italico che ha segnato un periodo straordinario: il Rinascimento. Secondo l’imprenditrice oggi è possibile riproporlo dando identità ai propri prodotti attraverso un processo di rianalisi del passato in chiave moderna per trovare un proprio Dna aziendale da rilanciare come valore aggiunto. La cultura ci salverà? “Ne sono certa. – risponde De Toni – Credo, innanzitutto, che sia un importante antidoto alla crisi strutturale che affligge le nostre produzioni”. Il progetto, messo a punto da un prestigioso comitato scientifico (Stefano Carboni curatore d’arte islamica del Metropolitan Museum of Art in New York e direttore dell’Art Gallery of Western Australia, la storica-artista Giulietta Cozzi, l’orientalista Cristina Del Mare, il professor John M. Spalek) si comporrà di due sezioni: quella storica con un’esposizione di opere antiche e manufatti di lusso, simbolo delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso la Repubblica di Venezia, e di una sezione dichiaratamente commerciale con le collezioni di gioielli contemporanei (di 10 aziende orafe vicentine selezionate) e con le creazioni industriali contemporanee di diversi settori industriali a testimonianza di una forte microeconomia artistica. Il contributo chiesto ad ogni singola azienda che intenda accettare l’invito è di 120 euro (per gli associati di Confindustria Vicenza).

 

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