Dazi, la Federorafi trova una sponda nel Commissario Ue
Sono piaciute molto le parole del Commissario UE al Trade, Karel De Gucht (nella foto), in risposta al Position Paper di Federorafi su dazi e barriere non tariffarie nel comparto dei preziosi. De Gucht ha sottolineato come, nell’ambito delle trattative settoriali del Doha Round WTO, la posizione della gioielleria sia la “più incoraggiante” tra tutte quelle dei settori impegnati nel negoziato per la riduzione generalizzata dei dazi. Ed anche se il negoziato multilaterale non dovesse concludersi positivamente, la gioielleria è all’attenzione dei negoziatori anche nelle discussioni bilaterali per gli accordi di libero scambio attualmente all’esame delle Autorità di Ginevra. In proposito, il Commissario al Trade, segnala come USA, Giappone, Canada, Cina e Malaysia si siano già espressi a favore di importanti riduzioni tariffarie nel comparto dei preziosi. “Le parole del Commissario – dice Antonio Zucchi, presidente di Confindustria Federorafi – certificano la correttezza della nostra strategia. L’interscambio mondiale deve essere libero da condizionamenti artificiali, inoltre i benefici di una riduzione generalizzata dei dazi sarebbero molteplici e in linea con i principi della governance commerciale europea e mondiale, in quanto determinerebbero più trasparenza per la riduzione del mercato nero, più competizione per l’assenza di barriere artificiose e protezionistiche, più concorrenti veri per la libertà di accesso al mercato”.
Ecco i 6 punti chiave del Position Paper della Federorafi inviato al Commissario: 1) la produzione gioielliera italiana è al top a livello mondiale; 2) i dazi e le barriere non tariffarie precludono l’accesso dei gioielli italiani ad una quota di consumatori mondiali pari al 60%; 3) l’Unione Europea è diventato il mercato “meno protetto” per la gioielleria; 4) la mancanza di reciprocità; 5) le aliquote daziarie anche non particolarmente elevate (es. 5% come negli USA), per l’incidenza del costo della materia prima, hanno un notevole impatto, pari al 66%, sul valore aggiunto dei prodotti italiani; 6) l’eliminazione totale dei dazi e delle barriere non tariffarie sia tra i Paesi sviluppati che con i Paesi di recente industrializzazione o, in via provvisoria, l’applicazione del dazio solo sulla manifattura, sono le priorità del comparto.





