E’ ora di definirla
Evento. VicenzaOro First ospita i sei maggiori laboratori gemmologici del mondo riuniti nel comitato internazionale per l’armonizzazione e la standardizzazione della nomenclatura (LMHC). Un confronto di alto livello tra esperienze, leggi e regolamenti internazionali. L’intervista a Dario Bossi Migliavacca (nella foto), presidente Cisgem, che apre e modera i lavori del convegno La certificazione delle pietre preziose nel mondo (domenica 17 gennaio alle 14 in sala Trissino). Con un target a breve termine: sbloccare l’ormai leggendaria legge Mazzocchi. Da troppo tempo inspiegabilmente ferma in Parlamento nonostante l’accordo di tutte le componenti del settore orafo nazionale.
Dottor Bossi Migliavacca, a che punto siamo con la certificazione delle pietre in Italia?
Siamo fermi agli usi e costumi della Camera di Commercio di 26 anni fa: questo a Milano, capitale europea. Purtroppo la ormai famosa e soprattutto fondamentale legge Mazzocchi che avrebbe finalmente regolato la materia, una legge per cui tutti a suo tempo ci siamo battuti e che doveva essere approvata già diversi anni or sono, è ferma.
Bloccata in Parlamento, perchè?
Perchè qualcuno da qualche parte non capisce qualcosa che non è chiaro. Non si sa cosa, ma intanto si aspetta.
Esiste un accordo sulle denominazioni?
Nemmeno per sogno, non ancora. Che cos’è un diamante naturale e che cosa un diamante sintetico? Nessuno oggi può stabilirlo per legge, manca la definizione. Un giudice deve decidere qualcosa riguardo uno smeraldo? Si trova in seria difficoltà perchè anche questa pietra non viene giuridicamente definita.
Ma guarda. Sappiamo da quale albero deve cadere una pera, ma non si riesce a definire un diamante da 20 mila euro. E’ così?
Sì, ed il bello è questo: la legge che regola la materia gemmologica non costerebbe nulla allo stato. E’ proprio a costo zero, basta la volontà politica.
Questo convegno è quindi importante.
E’ un evento notevole che deve provocare un balzo in avanti. Ci confrontiamo con le legislazioni degli altri paesi, con la Svizzera, gli Usa… In Giappone ad esempio esiste l’obbligo di certificare tutto.
Arriveremo ad una armonizzazione internazionale?
I sei laboratori presenti a Vicenza sono già armonizzati benissimo. Analizziamo e certifichiamo alla grande. Ma adesso è assolutamente urgente una legge italiana che agli operatori serva da base sicura e giuridicamente inoppugnabile. Diciamo la legge Mazzocchi. Già pronta.
La suddetta legge può essere anche interpretata come un primo passo verso l’etica, tema di cui ormai si dibatte molto?
Al di là della tracciabilità, cosa molto complicata da determinare in sede di analisi di laboratorio, ritengo sia preliminarmente etico informare il consumatore sulla pietra, sull’eventuale trattamento che ha subito, se si tratta di una gemma sintetica. Etico è insomma il commercio responsabile. Non va poi tralasciato il fatto che l’analisi e la certificazione sono strettamente correlate al mercato e quindi all’aspetto economico: in questo caso l’onestà dei singoli è tutto.
