Giovanni Raspini dona l’archivio Bulgari all’università di Siena
Uno stupendo archivio, unico nel suo genere, una manna per ricercatori ed appassionati, ed anche per operatori, con il suo centinaio di raccoglitori fitti di documenti, disegni e fotografie dei bolli e dei manufatti divisi per tipologie, con i resoconti di indagini su argenti ed argentieri, con la trentina di schedari con i calchi in cera dei bolli. Un tesoro raccolto da Costantino Bulgari (1889-1973), uno dei due figli di Sotirios Voulgaris, italianizzato in Bulgari, iniziatore di un marchio mito del made in Italy, in oltre mezzo secolo di ricerche su orafi, argentieri e gemmari d’Italia attivi dal Trecento all’Ottocento. Un preziosissima documentazione che Giovanni Raspini ha ricevuto da Anna Bulgari Calissoni, figlia di Costantino (nella foto, rispettivamente il terzo e la seconda da sinistra), e che ha dato adesso in dono all’Università di Siena, sede di Arezzo, che con il suo laboratorio di catalogazione, avrà cura di riordinarlo e digitalizzarlo per poi renderlo disponibile attraverso internet.





