I diamanti di laboratorio crescono
Notizia suggestiva, forse destinata ad aprire nuovissimi e magari inquietanti scenari per il settore dei diamanti e della gioielleria, è quella pubblicata dal sito nationaljeweler.com che cita a sua volta la newsletter online “Gems and Gemology” del GIA. Ebbene, il Gemological Institute of America ha annunciato che il suo laboratorio di analisi di New York ha identificato per la prima volta un diamante di sintesi, prodotto con la tecnologia CVD (chemical vapor deposition), dal peso superiore al carato. A quanto si apprende dall’articolo firmato da Wuyi Wang e Kyaw Soe Moe, il diamante taglio a goccia da 1,05 carati (nella foto a sinistra di Jian Xin “Jae” Liao) è stato valutato di un colore equivalente al “G” della scala GIA, mentre le inclusioni e le fratture interne ne fanno una gemma con uno scarso grado di purezza, equivalente a “I1″. Logico che i continui miglioramenti tecnologici rendano possibile la produzione di queste pietre di laboratorio, hanno commentato gli esperti del GIA che però non hanno voluto rivelare l’origine di questo diamante.





