I muscoli dell’oro
Si tratterà solo di pura coincidenza, ma capita sempre più spesso che a ridosso degli appuntamenti fieristici l’oro ci ricordi la sua (cara) esistenza e mostri i muscoli. Ad una decina di giorni da VICENZAORO Charm e a dispetto di tutti gli indici in calo dopo il pauroso crollo borsistico causato dal rischio fallimento della Grecia, la quotazione del metallo si è nuovamente impennata, superando i 1230 dollari/oncia. Si compra oro, soprattutto in Europa, perché si vuole comprare protezione, è l’opinione comune. Il fatto è che chi investe in oro, il metallo neanche lo vede. Si tratta cioè di investment demand, lingotti di carta (la domanda effettuata attraverso Etf o certificati simili è balzata dell’85% nei primi tre mesi dell’anno). E che sia così lo conferma anche il World Gold Council secondo cui né l’industria né nell’attività di gioielleria stanno dando il contributo al nuovo rush: nel primo trimestre del 2010, la domanda di oro legata alla gioielleria è scesa del 20%. Di buono c’è che l’euro si indebolisce, scivolando sotto quota 1,26 rispetto al dollaro: un chance per gli esportatori. E tra poco c’è Las Vegas!





