18 novembre 2009

Il gioiello etico: un affaire europeo

Bruxelles, Parlamento Europeo, Vice Pres. on. Angelilli, on. Pittella e Irene Pivetti[1]Il progetto Gioiello Etico – Ethical Jewel promosso da Irene Pivetti con la fondazione Learn To Be Free Onlus prosegue il suo percorso, trovando una sponda a livello europeo. La scorsa settimana, infatti, Gianni Pittella e Roberta Angelilli, vicepresidenti del parlamento europeo, con Pivetti, hanno presentato a Bruxelles (foto) il progetto alla presenza di europarlamentari, associazioni di categoria nazionali e internazionali, istituti di ricerca, organismi di cooperazione internazionale. Obiettivo: individuare una serie di best practice condivise dall’intera filiera produttiva e farle diventare norme del mercato orafo.

Testimonial di una cultura della trasparenza e della responsabilità sociale d’impresa, di una filiera etica che rispetti il diritto/dovere al lavoro, la salute dei lavoratori e dell’ambiente, Irene Pivetti ha portato nel cuore politico dell’Europa il progetto promosso dalla fondazione che presiede, LTBF Onlus, in collaborazione con C.I.B.J.O. “Prima tappa – ha spiegato Pivetti nella press conference – sarà quella di invitare i membri del parlamento europeo a partecipare ad un gruppo di lavoro che si ponga gli obiettivi della sorveglianza del mercato, della corretta informazione ai consumatori e dell’armonizzazione legislativa”.

Solo in un secondo tempo “si potrà chiedere un’iniziativa da parte della Commissione Ue”, ha detto il vicepresidente del parlamento Gianni Pittella, spiegando che “la tracciabilità delle pietre e dei metalli preziosi non è solo il requisito di un mercato trasparente che garantisca la corretta gestione fiscale delle imprese, ma è fondamentale per garantire il rispetto di regole che esistono già a livello nazionale ed internazionale”. Per completezza, Pittella ha affermato che questa iniziativa deve inserirsi in un impegno organico a favore del fair trade: “una vera operazione di sistema che ci incoraggi a proseguire nello sforzo verso, ad esempio, la riduzione generalizzata delle barriere tariffarie e non tariffarie”.

Dal canto suo, l’altro vicepresidente del parlamento europeo, Roberta Angelilli ha affermato che il progetto proposto da LTBF Onlus ha ottime basi giuridiche e normative per essere affrontato dalla commissione commercio internazionale, proponendo di coinvolgere anche la commissione sviluppo agendo sul tema della tutela dei diritti dei minori, troppo spesso sfruttati nell’estrazione e nella lavorazione delle pietre preziose.

Determinata ma realista, Irene Pivetti, ha concluso affermando che “i tempi di attuazione saranno lunghi”, ma che il livello giusto dove “agire è quello europeo”, annunciando ufficialmente il primo Forum Internazionale Gioiello Etico – Ethical Jewel che riunirà a Roma nella primavera 2010, e poi a cadenza annuale, i soggetti impegnati nella produzione e nella lavorazione dei preziosi.

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