11 maggio 2009

Leopoldo Poli. Un ricordo


Figura di spicco della gioielleria, Leopoldo Poli, recentemente scomparso, ha segnato una stagione esaltante del made in Italy con la sua originale capacità inventiva.

Forse con vezzo snob o forse no, si definiva “un mestierante”. Appartenente cioè alla generazione degli orafi protagonisti della fase matura del pionierismo del made in Italy, quella della cavalcata a briglie sciolte negli anni ‘80 e ‘90 verso la conquista dei mercati mondiali, della crescita quantitativa caotica e vitalissima, dell’espansione e degli indici dell’export in perenne salita. Senza manager né finanziatori né strategie care alla post-modernità e all’economia “virtuale”. Sarà stato un “mestierante”, Leopoldo Poli, ma a modo suo: gusti raffinatissimi ed intuizioni avanzatissime (fu lui a dar vita ad un organismo a tutela del design sfociato poi nel Giurì Orafo): la sua Nouvelle Bague resta testimonianza di innovazione in evidente anticipo sui tempi, persino di audacia se pensiamo che a fine anni ‘70, quando fu fondata, marchio, design, identità, collezioni erano concetti astratti, di sicuro ritenuti marginali per vendere. Nell’allora semplicità delle dinamiche di mercato, Poli scelse di complicare i modi di progettare, produrre, comunicare il prodotto, riconoscendovi  una dose di narcisismo prima che un’esigenza competitiva. Nouvelle Bague era il suo io (condiviso con la moglie Lea) di curioso insaziabile, di esteta, di creativo. Nella sua proposta c’era il senso più nobile dell’artigianato italiano: inventivo e autonomo, capace di sintetizzare nel prodotto il genius loci con l’attualità, la cultura con la novità, l’arte con i segni di civiltà. Tutto secondo una grande coerenza di stile, mai alla moda sempre fedele a se stesso. Lo abbiamo incontrato l’ultima volta nell’ottobre scorso, avemmo con lui un lungo colloquio: parlammo di tutto, del passato e del presente. Egli ci salutò parlando di futuro: “le industrie della moda offrono grandi opportunità alle aziende orafe. Lo ammetto, lavorare assieme a loro è una cosa che vorrei provare”. E’ mancato il tempo, ciao Leopoldo.

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