22 maggio 2009

L’etica è competitiva

Charm - A global Jewellery Experience - Fiera di Vicenza 2009

Debutto a VicenzaOro Charm del salone Gem World dedicato al segmento delle pietre. Per l’occasione Assogemme ha organizzato un workshop per lanciare la proposta di tracciabilità delle gemme. Ospite Irene Pivetti, presidente della fondazione Learn To Be Free, dichiaratasi disponibile a sostenere l’iniziativa.

“Quella che vogliamo giocare è una partita economica oltre che sociale”. Paolo Cesari, presidente di Assogemme, ne è convinto: la competitività delle aziende che commerciano le gemme oggi passa attraverso il concetto dell’etica, bella e nobile parola che però dovrà essere riempita di contenuti. Dice difatti Cesari: “l’etica come percorso di autoregolamentazione che garantisca l’origine e le qualità del prodotto, così come la sua sicurezza dal punto di vista della salute: ovvero, sorvegliare e possibilmente condizionare al di sopra di ogni sospetto i procedimenti di trattamento e di irraggiamento delle pietre”. E dunque  Assogemme si è fatta portavoce del progetto sul gioiello etico lanciato dalla fondazione Learn To Be Free, presieduta da Irene Pivetti (già presidente della Camera dei Deputati), per la trasparenza della filiera produttiva e commerciale delle pietre naturali, promuovendo un workshop a VicenzaOro Charm, che ha visto la partecipazione proprio di Irene Pivetti, la quale ha sottolineato l’importanza di impostare la competizione del made Italy orafo sull’intero processo e non esclusivamente sul prodotto finito. Oltretutto, ha chiosato Antonio Zucchi, presidente di Federorafi e presente all’incontro, “la tracciabilità può e deve avere un futuro e non rimanere un fatto elitario”. Ed infine, per definire compiutamente la cultura della tracciabilità occorre però disporre di una sponda politica che provvedi a soluzioni in tal senso. “La fondazione Learn To Be Free si rende disponibile a ciò”, ha promesso Pivetti.

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