L’ora della ripresa
Il trimestre concluso il 31 marzo scorso sarà probabilmente ricordato come uno dei più gelidi della storia recente dell’oreficeria e della gioielleria italiana. E’ infatti di pochi giorni fa la notizia della chiusura di una delle aziende vicentine tra le più note, la Quadri. Eppure altrove si corre: è il caso degli orologi svizzeri (nella foto, cronografo di Patek Philippe). Secondo i dati diffusi dalla federazione svizzera dell’industria orologiera, nel periodo gennaio-marzo le esportazioni sono state pari a 3,37 miliardi di franchi svizzeri (2,35 miliardi di euro), +16,6% sul 2009. Nel solo mese di marzo +32,8%. Tra le destinazioni più dinamiche il Far East, con Hong Kong (+33,8%) e Cina (+78,9%) nettamente in testa. Positivi gli Usa (+6,7%), dietrofront invece per l’Italia (-5,7%). Come fa notare il sito fashionmagazine.it, i dati svizzeri sembrano dar ragione alla Fondazione Altagamma che prevede che la crescita dei consumi di lusso sarà trainata proprio da orologi e gioielli grazie a tassi di incremento tra i più elevati (+7,5% secondo la stima).





