17 novembre 2009

Segno meno

cartierTempo di bilanci. Vediamo: nei giorni scorsi li hanno resi noti Richemont (nella foto, la fede Trinity) e Bulgari. I conti dei due grandi brand del lusso ci aiutano a capire non solo la loro situazione economica ma anche il sentimento generale del mercato. Che stando alle cifre espresse (nei nove mesi passati) non è stato dei migliori. Certo, lo sapevamo, ma non in quale misura.

Richemont (Cartier, Piaget, Van Cleef & Arpels, Vacheron Constantin, Montblanc) ha archiviato il primo semestre 2009 (chiuso il 30 settembre) con ricavi pari a 2,38 miliardi di euro (-15%) e utile netto a 344 milioni (-60%). 
Forti contrazioni in Europa (-21%), Americhe (-35%), Giappone (-9%). In Asia progresso del 6% (Cina in testa). Cali a doppia cifra per la gioielleria (-14%), gli orologi (-17%), gli strumenti per la scrittura (-16%). I risultati sono stati tuttavia condizionati dai risultati passati: nel corrispondente semestre 2008 Richemont ottenne infatti “un record di vendite e redditività”. Ad ottobre il fatturato è diminuito del 10%.

Bulgari archivia invece un terzo trimestre 2009 buono con un utile netto di 7 milioni di euro, dopo la perdita di 40,5 milioni nel primo trimestre.
 In generale, il fatturato di Bulgari si attesta a 233,2 milioni di euro, in calo del 9% (-14,4% a cambi comparabili) rispetto allo stesso periodo 2008, con lieve incremento (+2% a cambi correnti) delle vendite nei negozi propri e difficoltà invece sul canale wholesale. Ed infatti, nelle boutique Bulgari niente cadute significative (gioielleria -4%, orologi -6%, accessori addirittura +11%), nei multimarca, invece, gioielleria -14% e orologi -24%. Al termine di nove mesi il giro d’affari è stato di 629,5 milioni di euro (-17,4% rispetto al 2008) ed un rosso di 33,5 milioni di euro rispetto ai 77,2 di profitto lo scorso anno.

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