Sfilate a Milano: artigianato e gambe all’aria
Mentre Basilea scalda i motori, ancora una suggestione (anzi, due) dalle sfilate milanesi del prêt-à-porter autunno/inverno prossimo venturo. Siccome alla moda vengono riconosciute capacità divinatorie, pare interessante il fatto che le gambe (scoperte) siano state uno degli argomenti forti delle presentazioni. Fra tutti, Armani e Dolce & Gabbana (nella foto), loro poi in un finale trionfale con 70 modelle senza gonne. Ora, se resta valido il cosiddetto “indice della minigonna” secondo cui più la gonna si accorcia e più l’economia tira, gli stilisti scommettono sulla ripresa. O si tratta di una lettura d’auspicio? E poi l’artigianato. Gli stessi Dolce & Gabbana hanno accompagnato il loro défilé con un video dove si vedono loro stessi impegnati nella creazione dei modelli attorniati da sarte e modellisti: un modo incisivo per esaltare sartorialità, creatività, manualità. Commossa, la platea ha applaudito il doppio spettacolo. Tra l’altro, sull’eccellenza dell’artigianato si sono già soffermati attraverso pagine pubblicitarie sia Louis Vuitton che Gucci. I big hanno capito l’aria che tira e che cosa realmente cerca il consumatore nei suoi acquisti. Allora, visto che la gioielleria viene fatta con gli stessi ingredienti, perché non comunicare ai buyer di tutto il mondo, distratti dalle scorciatoie del low cost (e anche ai consumatori), l’italico ingegno? Perché non riaffermare con messaggi espliciti che il gioiello autentico, di gran qualità, altro non è che quella cosa là?






Complimenti per l’articolo : ineccepibile! Attenzione pero’ a non chiudersi tra le mure di casa ,sarebbe un peccato di superbia che si pagherebbe molto caro. Servono notevoli sforzi finanziari ma soprattutto di mentalita’ , da parte delle istituzioni e dagli addetti ai lavori.Buon lavoro a tutti.
Comment di Antonio — 2 marzo 2010 @ 17:27