Nonostante l’aumento dei ricavi nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2009/2010 (+18,4% a 27,1 milioni di euro), il bilancio Damiani (nella foto l’anello ‘Gomitolo’ tricolore – in smeraldi, diamanti e rubini – indossato da Ilaria D’Amico nella puntata di Sky Mondiale Show per la partita d’esordio dell’Italia di ieri sera) va in archivio con un turnover di 145,8 milioni di euro (-2,7%) e una perdita netta di 18,2 milioni (era di 4,7 milioni l’anno prima). In controtendenza il fatturato annuale retail (+39,4%) e quello generato in Italia (+3,3%). “Il nostro canale retail ha avuto un andamento positivo, – spiega Guido Damiani, presidente del gruppo – sia per le boutique monomarca sia per i negozi Rocca”. A livello geografico, se si esclude il progresso del giro d’affari in Italia, male tutti i mercati: Americhe -33,5%, Giappone -12,2%, “resto del mondo” -16,3%. Nell’ultimo trimestre, tuttavia, Damiani ha realizzato vendite in aumento sia nel canale retail (+13,8%), sia in quello wholesale (+20,1%). “L’andamento positivo dei ricavi dell’ultimo periodo, la diminuzione dell’indebitamento e la razionalizzazione dei costi attuata ci portano a guardare al futuro con maggiore ottimismo”, ha aggiunto Damiani.
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Tiffany & Co. rende noto uno smagliante bilancio relativo al quarto trimestre 2009 con ricavi a 981,4 milioni di dollari (nel 2008 furono 837,6, +17%). L’utile operativo è stato di 132,2 milioni contro 37,4 milioni del 2009. Nel fiscal year chiuso a gennaio 2010 Tiffany ha registrato un fatturato di 2,71 miliardi di dollari (-5% rispetto ai 12 mesi precedenti). Sale invece a 264,8 milioni (da 220 milioni) il risultato netto. Intanto Basilea è alle battute conclusive (chiude domani). Il sito Rapaportnews segnala un incremento di presenze da lunedì nei padiglioni 2 e 3 (gioielleria e pietre) ed i vertici della fiera stimano un’affluenza attorno alle 100.000 presenze (+5% rispetto al 2009). E nel sito del National Jeweler si dà conto delle impressioni ricavate sin qui dalla fiera svizzera, titolo: “giudizi positivi, ma cauti“. La cautela del caso potrebbe magari rintracciarsi nel fatto che la settimana scorsa uno dei maggiori grossisti italiani ha venduto in una giornata di lavoro oreficeria per un totale di 27 grammi. Fosse stato metallo puro il ricavo sarebbe stato qualcosa in più di 700 euro. Roba da nicchia.
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Stagione di bilanci, e non particolarmente spumeggianti. Oggi il Gruppo Damiani (nella foto, Silvia Damiani con Elle McPherson al gala d’inaugurazione della boutique londinese di Old Bond Street l’8 febbraio scorso) ha reso noti quelli relativi ai primi nove mesi dell’esercizio 09/10 (chiusi il 31 dicembre scorso). I ricavi sono pari a 118,4 milioni di euro (-6,6%) con un risultato netto negativo per 7,4 milioni. A pesare maggiormente sui conti è stato il canale wholesale (-16,1%), mentre il canale retail è cresciuto addirittura del 48,5% per 28 milioni di euro grazie alla catena di negozi Rocca 1794 acquisita a settembre 2008. Nel terzo trimestre gli affari hanno però invertito la rotta: il fatturato è aumentato del 2,3% (per 62,1 milioni) rispetto al 2008. Banale ma obbligatoria la domanda: il peggio è passato?
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Bulgari ha pubblicato i risultati relativi al quarto trimestre e dell’intero 2009: conferma di un anno da dimenticare al più presto. Se negli ultimi tre mesi dell’anno le vendite sono state pari a 297 milioni di euro (-5,1% sul 2008), nell’intero anno i ricavi sono stati 926,5 milioni di euro (-13,8% sul 2008). Tra le categorie di prodotto i dati indicano un +0,3% per i gioielli, -4,5% per gli orologi e -19,2% per gli accessori.
Mentre tra i mercati l’America ha fatto -27,3%, il Giappone -23,2%, l’Europa -16,6%, l’Asia -10,2%, il Far East +4,3% e il Medio Oriente +12,4%.
”Penso sia ragionevole attendersi un nuovo anno migliore”, ha commentato l’Ad Francesco Trapani. Affidiamoci all’ottimismo della ragione.
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Tempo di bilanci. Vediamo: nei giorni scorsi li hanno resi noti Richemont (nella foto, la fede Trinity) e Bulgari. I conti dei due grandi brand del lusso ci aiutano a capire non solo la loro situazione economica ma anche il sentimento generale del mercato. Che stando alle cifre espresse (nei nove mesi passati) non è stato dei migliori. Certo, lo sapevamo, ma non in quale misura. (leggi tutto)
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