E’ notizia di oggi che l’architetto inglese David Chipperfield, autore delle boutique e dello show room milanese (nella foto) di Pasquale Bruni è stato nominato nuovo direttore della Biennale architettura di Venezia (prossima edizione dal 29 agosto al 25 novembre 2012). Con lo stesso Chipperfield Pasquale Bruni ha inaugurato il 12 dicembre scorso la sua boutique di Roma in piazza San Lorenzo in Lucina, nel cuore dello shopping di lusso della capitale, ospitato all’interno di palazzo Fiano-Almagià, la cui origine risale alla metà del 1200.
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A Palm Desert, località di villeggiatura e buen retiro in California frequentata da persone dall’ottima disponibilità economica che si trova nel deserto del Mojave a poche miglia da Palm Springs, Roberto Coin si appresta ad inauguare la sua ottava boutique negli Stati Uniti. Lo farà in partnership con Breitling, il marchio svizzero di orologi haut de gamme. Oltre alle più celebrate collezioni del marchio italiano come Appassionata, Mauresque, CapriPlus e Haute Couture, nella boutique ci sarà posto anche per uno speciale corner dedicato a Roberto Coin Cento Collection Diamond, la linea di gioielleria che monta l’esclusivo diamante con taglio brillante a 100 facce.
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Coincidenze del destino, evidentemente. Ma mai come in questi primi giorni di novembre si sono addensate novità di portata storica, o quasi, per il settore del gioiello. Della decisione della famiglia Oppenheimer di uscire da De Beers si è detto. Ora, in successione, si viene a sapere che Francesco Minoli, già Ad di Pomellato, intraprende una nuova avventura con il marchio di gioielleria Queriot che debutta ufficialmente il 21 prossimo con l’inaugurazione della boutique in Foro Buonaparte, a Milano. Nei programmi della start up c’è la distribuzione attraverso un network di concessionari altamente selettivo e successiva integrazione con negozi di proprietà e punti vendita in franchising.
A stretto giro di posta, ecco la clamorosa notizia della riunificazione, dopo oltre 4 decadi, dei Buccellati. L’illustre nome milanese, storico vanto del gioiello made in Italy, torna ad essere un marchio solo, non più due facenti capo a Gianmaria e Lorenzo. La riunione conta sulla Simest, finanziaria pubblica di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero, come partner.
L’obiettivo è la ristrutturazione della rete distributiva in Italia, lo sviluppo dei mercati emergenti e l’apertura di nuovi punti vendita nel mondo. L’intenzione di Gianmaria e del nipote Luca, che insieme hanno messo a punto il business plan, è il raddoppio del fatturato in tre anni.
Infine, è notizia di oggi che il gioielliere londinese Graff (suoi alcuni dei più importanti e preziosi diamanti al mondo) è intenzionato a quotarsi in borsa, probabilmente in quella di Hong Kong, la stessa scelta da Prada. Questo è quanto scrive il Financial Times. Secondo il quotidiano finanziario Graff potrebbe raccogliere dal collocamento 1 miliardo di dollari che servirebbero ad aprire negozi in Asia, sviluppare la produzione di gioielli di altissima gamma e arricchire ulteriormente un già sontuoso stock di gemme rare.
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Destinazione retail. Apre domani 21 settembre a Milano in via Montenapoleone, con l’avvio della settimana della moda milanese, la boutique di Mattia Cielo (l’immagine è un rendering del progetto). Il marchio vicentino propone in 120mq su due piani un servizio all’altezza delle maison più blasonate: il cliente può scegliere tra i gioielli in collezione oppure farsi confezionare un pezzo personalizzato, unico, però sempre all’insegna della ricerca ad alto contenuto tecnologico e sperimentale, com’è caratteristica del giovane brand: straordinarie qualità dell’artigianato orafo abbinate al design contemporaneo.
A proposito di contemporaneo, chi volesse capire di cosa si parla quando si parla di design orafo dia un occhio ai gioielli vincitori del Premio Fondazione Cominelli rivolto ad artisti orafi e designer promosso dalla Fondazione Raffaele Cominelli e AGC, Associazione Italiana del Gioiello Contemporaneo. Il primo premio è stato assegnato a Petra Zimmermann (Austria). Il secondo premio, riferito alla tecnica più innovativa, a Dana Hakim (Israele). 3 le menzioni speciali: Jimin Kim (Korea), Barbara Paganin (Italia), Trinidad Contreras (Argentina).
Dallo yogurt al lusso. Il caso di Robert Polet, dai gelati Unilever al comando di Gucci, ha evidentemente rappresentato un caso di scuola. Tocca adesso a Louis Vuitton seguire quella strada. Il marchio sostituirà nel 2012 Yves Carcelle, suo longevo Ceo dal 1990, con lo spagnolo Jordi Constans, 47 anni, ora executive manager di Danone. Avrà giovato la freschezza della sua visione?
Botte da orbi (metaforiche) tra Tiffany & Co. e Swatch Group. I due big si sono rinfacciati reciproche scorrettezze e inadempienze. In sostanza, l’accordo siglato tre anni fa tra i due per la produzione e la vendita di orologi Tiffany attraverso la Tiffany Watch Co. Ltd. (controllata al 100% da Swatch Group) non ha dato i frutti sperati. Hanno aperto il fuoco gli svizzeri accusando gli americani di boicottaggio del business. Gli americani a loro volta hanno risposto per le rime: “Swatch ha fallito, il risultato è che le previsioni di crescita delle vendite e delle royalty sono pressoché insignificanti”. Intanto Swatch ha stimato la perdita quantificabile, scrive il Financial Times, in centinaia di milioni di dollari. Si rivedranno in tribunale.
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Più che un marchio di fabbrica, è ormai un “marchio di boutique”. Dopo Milano e Roma, il coccodrillo arrampicato sulla maniglia della porta d’ingresso fa la sua apparizione ad Arezzo, dove nei giorni scorsi Giovanni Raspini ha inaugurato il suo terzo punto vendita monomarca, nella sua città. In pieno centro storico, in Corso Italia, la boutique è il nuovo tassello di una progressiva espansione retail del marchio toscano, uno spazio elegante dove è esposta nella sua varietà tutta la produzione: i charms, i gioielli in argento e oro, le cornici e l’oggettistica. Tutti prodotti fatti a mano, ideati, modellati, costruiti e rifiniti all’interno dell’azienda nel segno dell’eccellenza, della creatività, dell’estro sopraffine.
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Preparativi in fase di conclusione per VICENZAORO Charm, inclusi gli interventi al di fuori del quartiere fieristico con i tre bianchi container in Piazza dei Signori che ospitano la mostra “Chi ha paura…?” Intanto qualche notizia della settimana che riassumiamo in breve.
Lunedì scorso De Beers ha finalmente annunciato il nome del nuovo chief executive officer dopo le dimissioni in autunno di Gareth Penny. E’ il francese Philippe Mellier (nella foto), oggi presidente di Alstom Transport, multinazionale produttrice di treni e sistemi ferroviari. Il nuovo manager arriva dunque da un settore completamente estraneo al lusso, al diamante e alle attività estrattive. Non è il caso di stupirsi: pare che la freschezza della visione e la diversità di prospettiva dei manager siano oggi valori molto apprezzati dai brand. Nel settore del lusso pioniere della new wave è stato Gucci quando scelse come leader Robert Polet con un passato di presidente della divisione gelati e surgelati di Unilever. Ed invece, Polet, prima di andarsene nel febbraio di quest’anno, ha portato i bilanci di Gucci ad altezze siderali, zittendo i tanti dubbiosi fedeli all’ortodossia.
Appena conclusa VICENZAORO Charm, mercoldì 25 maggio prossimo, Franco Pianegonda organizza un vernissage dalle 18 alle 22 a Padova in via S. Fermo per presentare al pubblico le collezioni per l’estate 2011. E’ annunciata la presenza del designer che personalizzerà i gioielli scelti dai clienti.
Bliss, il marchio giovane della scuderia Damiani, rinforza la sua presenza in Cina con l’apertura della sua quarta boutique situata nel mall più chic di Shanghai (nel quartiere di Pudong). Il nuovo punto vendita cinese è il primo a utilizzare il logo ristilizzato del marchio appositamente studiato per esaltare le caratteristiche di italianità in termini di creatività e design. Infatti, nella nuova versione compaiono il tricolore e il nome “Milano” come riferimento esplicito alla capitale italiana della moda.
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