Più che un marchio di fabbrica, è ormai un “marchio di boutique”. Dopo Milano e Roma, il coccodrillo arrampicato sulla maniglia della porta d’ingresso fa la sua apparizione ad Arezzo, dove nei giorni scorsi Giovanni Raspini ha inaugurato il suo terzo punto vendita monomarca, nella sua città. In pieno centro storico, in Corso Italia, la boutique è il nuovo tassello di una progressiva espansione retail del marchio toscano, uno spazio elegante dove è esposta nella sua varietà tutta la produzione: i charms, i gioielli in argento e oro, le cornici e l’oggettistica. Tutti prodotti fatti a mano, ideati, modellati, costruiti e rifiniti all’interno dell’azienda nel segno dell’eccellenza, della creatività, dell’estro sopraffine.
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Preparativi in fase di conclusione per VICENZAORO Charm, inclusi gli interventi al di fuori del quartiere fieristico con i tre bianchi container in Piazza dei Signori che ospitano la mostra “Chi ha paura…?” Intanto qualche notizia della settimana che riassumiamo in breve.
Lunedì scorso De Beers ha finalmente annunciato il nome del nuovo chief executive officer dopo le dimissioni in autunno di Gareth Penny. E’ il francese Philippe Mellier (nella foto), oggi presidente di Alstom Transport, multinazionale produttrice di treni e sistemi ferroviari. Il nuovo manager arriva dunque da un settore completamente estraneo al lusso, al diamante e alle attività estrattive. Non è il caso di stupirsi: pare che la freschezza della visione e la diversità di prospettiva dei manager siano oggi valori molto apprezzati dai brand. Nel settore del lusso pioniere della new wave è stato Gucci quando scelse come leader Robert Polet con un passato di presidente della divisione gelati e surgelati di Unilever. Ed invece, Polet, prima di andarsene nel febbraio di quest’anno, ha portato i bilanci di Gucci ad altezze siderali, zittendo i tanti dubbiosi fedeli all’ortodossia.
Appena conclusa VICENZAORO Charm, mercoldì 25 maggio prossimo, Franco Pianegonda organizza un vernissage dalle 18 alle 22 a Padova in via S. Fermo per presentare al pubblico le collezioni per l’estate 2011. E’ annunciata la presenza del designer che personalizzerà i gioielli scelti dai clienti.
Bliss, il marchio giovane della scuderia Damiani, rinforza la sua presenza in Cina con l’apertura della sua quarta boutique situata nel mall più chic di Shanghai (nel quartiere di Pudong). Il nuovo punto vendita cinese è il primo a utilizzare il logo ristilizzato del marchio appositamente studiato per esaltare le caratteristiche di italianità in termini di creatività e design. Infatti, nella nuova versione compaiono il tricolore e il nome “Milano” come riferimento esplicito alla capitale italiana della moda.
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Ieri Roberto Coin ha ufficializzato l’apertura della sua ottava boutique nel mercato degli Stati Uniti (e la 14esima nel mondo) che si trova all’interno di Bloomingdale’s nel centro commerciale The Mall a Chestnut Hill nel Massachusetts. “Continuiamo l’espansione del brand”, commenta il celebre marchio vicentino, che specifica: “contiamo di inaugurare nuovi punti vendita anche nel 2011, lavorando a stretto contatto con i nostri preziosi partner”.
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Dopo Roma e Dubai ecco Pechino. In collaborazione con Vertime, società controllata da Timex Group, e grazie ad un accordo con Richard Liu, distributore dei suoi orologi in Cina, Versace ha inaugurato la sua terza boutique Versace Jewellery all’interno del China Central Place. La novità, come informa il sito di Women’s Wear Daily, è uno step strategico verso un’espansione importante del brand nella Repubblica Popolare. E’ infatti imminente l’inaugurazione di una boutique Versace sempre a Pechino nel complesso commerciale Village North. Secondo i vertici di Versace la Cina è un mercato chiave e in rapida crescita. A fine 2010 Versace dispone nella “Grande Cina” di 67 boutique Versace, sia gestite direttamente sia insieme a partner locali.
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Un nuovo tassello nell’espansione retail di Pomellato. Il brand milanese ha inaugurato il suo monomarca nel centro di Chicago. Uno spazio che si estende su una superficie di 120 metri quadri, il terzo di Pomellato negli Usa dopo New York e Bal Harbour in Florida. A disposizione della clientela più esigente c’è anche un piccolo privé per acquisti di tono.
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Interpretiamolo come un segno di auspicio per tutto il settore del gioiello. Ha riaperto infatti ieri, dopo dieci lunghi anni di assenza dal mercato, a Milano, al civico 19 di via Montenapoleone, la gioielleria Faraone per volontà di Cesare Settepassi, colui che accompagnò Tiffany & Co. alla conquista dell’Italia ed erede di una tradizione famigliare fiorentina che risale ad oltre 400 anni fa. Non a caso Settepassi ha presentato al pubblico la novità come “la gioielleria di famiglia”. In realtà un elegantissimo luogo di incontro per la borghesia milanese, come è sempre stata la prestigiosa insegna, e per tutti gli intenditori della bella gioielleria.
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