9 settembre 2010

Coccodrilli a Milano

coccodrilliGiovanni Raspini raddoppia. Dopo il monomarca romano in via Margutta, l’argentiere e gioielliere toscano ha inaugurato in corso Garibaldi la sua boutique milanese, uno spazio di 90 metri quadrati, progettati a misura di prodotti fatti a mano: ideati, disegnati, modellati, realizzati all’interno dell’azienda, siano essi oggetti per la casa, charms, bracciali e collane in argento o in oro. Giocata sul bianco delle pareti, sul nero dei contenitori, sul grigio lunare degli argenti, la boutique di corso Garibaldi si apre spingendo una maniglia che riproduce il più classico degli “animalier” di Giovanni Raspini: il coccodrillo.

7 settembre 2010

Damiani accelera in Cina

Bliss - Haerbin QuilinDopo l’apertura di una boutique monomarca Damiani a Singapore e una Bliss a Shanghai, il gruppo milanese continua a guardare con decisione al mercato della Cina, annunciando l’apertura di due nuove boutique: un punto vendita Damiani a Ning Bo, una delle città cinesi più antiche, e un negozio Bliss (nella foto) nella città turistica di Harbin Quilin. Per quest’ultima occasione è stata lanciata la versione cinese dell’anello in argento TAOGD (Ti amo ogni giorno di più). Mario Gilardini, general manager delle operazioni wholesale del gruppo, commenta che “la vitalità del mercato cinese è perfettamente in linea con la volontà di Damiani di espandersi nei mercati emergenti”. Con le due nuove aperture il gruppo Damiani raggiunge gli 81 punti vendita nel mondo di proprietà o in franchising.

3 settembre 2010

Il cuore di Pasquale Bruni per i bambini del Darfur

pasqualePer il suo ritorno a VICENZAORO, Pasquale Bruni ci mette il cuore. E’ il cuore d’argento della collezione ‘Amore’, dedicato ad una causa nobile: il sostegno del centro pediatrico di Nyala, capitale dello stato del Sud Darfur, nel Sudan occidentale, avviato da Emergency il 5 luglio scorso. “Abbiamo scelto Emergency – spiega Daniele Bruni, marketing coordinator – perché vogliamo sostenere chi ha a cuore la vita dei meno fortunati, in particolare i bambini. La scelta dell’argento dal prezzo accessibile ci permette di avvicinare un maggior numero di persone a un progetto di responsabilità sociale a sostegno dei diritti umani”. Eugenia Bruni, direttore creativo del marchio spiega che “Pasquale Bruni ha scelto per la prima volta di inviare il suo messaggio d’amore attraverso l’argento, esaltando il sentimento dell’amore universale. La parola amore sugli oggetti è piccola, come i bimbi che chiedono aiuto, mentre il cuore che risponde è grande”. La collezione ‘Amore’ in argento è in vendita da questo mese nelle boutique Pasquale Bruni e in tutti i concessionari del brand. Il prezzo del bracciale e del ciondolo nella foto è rispettivamente di 240 e 220 euro. A VICENZAORO Choice Pasquale Bruni (espone al padiglione F, giusto in fronte all’ingresso principale) presenta inoltre l’extension line preziosa della collezione ‘Amore’ con diamanti e della collezione ‘Liberty’ in tre nuove colorazioni (zaffiri blu, zaffiri gialli e rubini) dedicata alle favolose principesse Diana, Grace e Rania.

DIT Group nel mirino di Gitanjali?

mehulFece scalpore qualche tempo fa a Vicenza (e in tutta Italia) il caso dell’acquisizione di un’azienda produttrice vicentina da parte di una società indiana e il conseguente smantellamento della fabbrica con l’invio dei macchinari in India. Si trattava probabilmente di un’avanguardia visto che qualche giorno fa Gitanjali Gems, colosso indiano con business integrato dalla lavorazione dei diamanti al dettaglio, ha annunciato che è in trattativa avanzata per acquisire il controllo totale di una delle maggiori case di gioielleria italiana. “La decisione definitiva sarà presa entro la fine di settembre”, fa sapere Mehul Choksi (nella foto), presidente di Gitanjali. Nel comunicato ufficiale non viene svelato il nome della possibile acquisizione. Tuttavia, indiscrezioni non confermate che rimbalzano in internet indicano in DIT Group la “preda” degli indiani. Il gruppo creato da Tahwid Abdullah e Ilaria Furlotti è ora in liquidazione dopo le note disavventure finanziarie di Abdullah stesso. L’acquisto di DIT Group con il suo prestigio made in Italy, dopo quelli delle catene retail americane Samuels Jewelers e Rogers Jewelry, permetterà a Gitanjali di espandere la sua attività nei mercati occidentali, diventando un temibile competitor globale.

2 settembre 2010

Low cost. Sì o no?

serpente bulgariRiflessioni sul low cost da parte di Francesco Trapani. L’amministratore delegato di Bulgari in una recente intervista al Wall Street Journal si è soffermato su questo aspetto, specificando che il mix tra materiali preziosi e non preziosi si è rivelata un’opportunità, anche creativa, per facilitare il sell out di gioielli, citando come esempio l’anello in oro e ceramica B.Zero1 in vendita a 800 euro e per questa ragione best seller della gioielleria. Del resto, “non vogliamo produrre solo pezzi da museo”, specifica Trapani. Faccenda diversa invece per gli orologi. L’aver introdotto modelli al quarzo ha indebolito l’immagine di Bulgari come produttore d’alta gamma, esponendo il brand alla concorrenza dei marchi di moda, più aggressivi nelle fasce di prezzo medio-alte. I recenti risultati economici indicano chiaramente la debolezza dell’offerta (nel primo semestre le vendite di orologi Bulgari sono diminuite dell’1,2% mentre la gioielleria è cresciuta del 15%). Di qui la decisione di cambiare strategia con l’abbandono dei modelli meno prestigiosi e con il ritorno ad una logica “artigianale” con il controllo di tutte le fasi di produzione. Evidentemente, non sempre il low cost è la soluzione ai problemi economici.

1 settembre 2010

Cheap e chic con firma

jaggerSi diceva: il mercato ha la forma della clessidra, la fascia media strangolata dall’alto di gamma e dai bijoux low cost. Qualcuno, a suo tempo, ha corretto: il mercato ha la forma di un provolone, la testa minuscola (l’alto di gamma) ed il corpo ipertrofico (il bijoux). Insomma, rotti definitivamente gli argini del “ghetto commerciale” in cui era relegato, l’ornamento-moda si è impossessato del mercato, conquistandosi lo status di gioiello, e pazienza se ai gioiellieri “veri” la cosa non va proprio giù. La contaminazione con il mondo della moda adesso fa un nuovo salto di qualità: sulla scia delle potenti catene di distribuzione che si servono di nomi illustri del fashion (persino Madonna!) per collezioni cheap e chic, arriva adesso la notizia che Morellato ha stretto un accordo quadriennale con Jade Jagger (nella foto), figlia del Rolling Stone Mick e già direttore artistico di Garrard, nome di prestigio della gioielleria londinese. Primo frutto di questa collaborazione è la linea Morellato by Jade Jagger ispirata al mondo marinaro con ancore, timoni e nodi, in vendita da metà ottobre.

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