Ci si chiede, certo con ingenuità, in che mondo vivano certe aziende. Se non operino in realtà in una dimensione parallela rispetto a quello in cui combatte con impegno il resto del settore, che insomma non condividano lo stesso mercato, che non servano gli stessi consumatori. E’ vero, e lo si sa bene, che il processo di segmentazione è ora particolarmente netto, dove il lusso risulta pressoché intoccato da pesanti congiunture; ma se lo strepitoso bilancio 2011 di LVMH è strettamente connesso al lusso, che dire di quello del gruppo Swatch (nella foto, il CEO, Nick Hayek) pubblicato ieri? Swatch si occupa di orologi con un ventaglio di marchi indirizzati verso tutti i segmenti, dalla plastica di Swatch al platino di Blancpain. Nel 2011 il fatturato di Swatch Group ha superato per la prima volta nella sua storia il tetto dei 7 miliardi di franchi svizzeri (7,14 miliardi, +10,9%, 8,6 miliardi di euro) con utili pari a 1,28 miliardi di franchi (oltre 1,5 miliardi di euro), in aumento del 18,1%. E come LVMH anche Swatch intende superarsi nel 2012 benché il limite da oltrepassare sia sempre più su. Ma dove vogliono arrivare?
Non pone certo limiti alla provvidenza la Fondazione Altagamma che ieri ha presentato le previsioni sull’andamento delle vendite di prodotti di fascia alta. Diciamo, pur con una certa cautela, viene ipotizzata una nuova crescita dopo le vendite record del 2011. Cresceranno i tre principali macromercati del mondo: Americhe, Europa con la Germania in testa, Asia, anche se occorrerà valutare, come ha spiegato il segretario di Altagamma, Armando Branchini, quale influenza avranno le turbolenze finanziarie. “L’impatto sui consumi - fino ad ora più psicologico che reale – è atteso maggiore in Europa Occidentale, più lieve in Nord America, irrilevante in America Latina ed in Asia”, ha detto Branchini.
E allora, considerando le previsioni di Altagamma e tornando ai mondi paralleli del business, crediamo che le parole dette ieri da Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, in occasione della presentazione del rapporto sull’economia dei distretti industriali italiani, siano perfette per sintetizzare l’attualità e il futuro prossimo: “Nei prossimi anni ci troveremo di fronte ad un contesto molto selettivo con probabile chiusura delle imprese in precario equilibrio economico e bassi margini… si confermerà un andamento a due velocità tra le imprese che vanno molto bene e quelle che andranno sempre più in difficoltà”.