2 settembre 2010

Low cost. Sì o no?

serpente bulgariRiflessioni sul low cost da parte di Francesco Trapani. L’amministratore delegato di Bulgari in una recente intervista al Wall Street Journal si è soffermato su questo aspetto, specificando che il mix tra materiali preziosi e non preziosi si è rivelata un’opportunità, anche creativa, per facilitare il sell out di gioielli, citando come esempio l’anello in oro e ceramica B.Zero1 in vendita a 800 euro e per questa ragione best seller della gioielleria. Del resto, “non vogliamo produrre solo pezzi da museo”, specifica Trapani. Faccenda diversa invece per gli orologi. L’aver introdotto modelli al quarzo ha indebolito l’immagine di Bulgari come produttore d’alta gamma, esponendo il brand alla concorrenza dei marchi di moda, più aggressivi nelle fasce di prezzo medio-alte. I recenti risultati economici indicano chiaramente la debolezza dell’offerta (nel primo semestre le vendite di orologi Bulgari sono diminuite dell’1,2% mentre la gioielleria è cresciuta del 15%). Di qui la decisione di cambiare strategia con l’abbandono dei modelli meno prestigiosi e con il ritorno ad una logica “artigianale” con il controllo di tutte le fasi di produzione. Evidentemente, non sempre il low cost è la soluzione ai problemi economici.

7 gennaio 2010

America: Natale porta il segno più

Immagine-19-150x150Per quanto indebolito e preso d’assalto dalle produzioni low cost dell’Estremo Oriente, il mercato Usa rimane punto di riferimento per la produzione italiana. E dunque, i segnali che giungono da Oltreoceano hanno sempre la loro importanza. Come quelli relativi alle vendite di Natale. Infatti, secondo un sondaggio pubblicato dal National Jeweler, nei giorni immediatamente precedenti la festività (dal 21 al 24 dicembre) gli acquisti di gioielli si sono impennati al punto che il 69% dei retailer interrogati hanno definito le vendite “molto buone” o “buone”. La tendenza alla ripresa viene confermata anche dal sito Rapaport News che, citando la società SpendingPulse facente capo a MasterCard, conferma un aumento delle vendite di gioielli dal 1 novembre al 24 dicembre pari al 5,6%, contro un modesto +0,8% del settore dei beni di lusso. Presto, prestissimo per cantare vittoria. E difatti, un operatore al dettaglio ha avvertito il National Jeweler dicendo: “la recessione sta ancora indebolendo la nostra comunità. Creatività e un nuovo approccio, ecco quello che occorre per continuare a fare questo mestiere”.

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23 novembre 2009

Damiani: semestre a -14,8%

Sharon Stone for Damiani - The Maji CollectionPer la serie: semestrali amare. Aggiunge il suo nome alla lista Damiani che, l’indomani dell’evento glamorous a Tokyo con Sharon Stone (nella foto, l’anello della collezione ‘Maji’ con diamante grezzo), licenzia il primo semestre 2009, concluso il 30 settembre scorso, con un fatturato pari a 56,3 milioni di euro, in calo del 14,8% rispetto al 2008. Forti contrazioni dalle Americhe (-40,8%) e dal Giappone (-26,7%) mentre in Italia la flessione è limitata all’1,5%. 
 Il risultato operativo del gruppo vira in negativo, passando da 2,8 a -9,2 milioni di euro. La perdita del periodo è di 9,6 milioni di euro, mentre nel 2008 vi fu un utile netto di 1,8 milioni.

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20 ottobre 2009

Altagamma: stop alla caduta nel 2010

Claudia-D_ArpizioUna notizia cattiva ed una buona. E’ quanto si apprende dall’appuntamento annuale di Altagamma tenutosi a Milano. La cattiva notizia, che gli operatori in fondo conoscono già, emerge dal Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali 2009, illustrato da Claudia D’Arpizio (nella foto), partner delle Practice Internazionali Moda-Lusso di Bain&Co, secondo cui la decrescita di quest’anno del segmento lusso è dell’8% a 153 miliardi di euro.
Ben oltre la media però è l’area hard luxury, ovvero i gioielli e gli orologi che segnano un -18%. Sulle prospettive per il 2010 si è invece espresso il Consensus Altagamma, che riunisce le previsioni sul futuro del settore dell’alto di gamma di analisti ed esperti di banche di investimento e società di consulenza internazionali. E questa è la buona notizia: il ritorno in positivo per gioielleria e orologeria con un pur timido +1,5%. 
Sempre secondo il Consensus, l’anno prossimo vedrà il Nord America stazionario (ma in netto miglioramento nel secondo semestre), mentre il Giappone sarà ancora in caduta (-4%). L’Europa riguadagnerà un 1,5%. In netta crescita invece l’Asia (+12%), mentre l’America Latina, il Medio Oriente e il resto del mondo segneranno un +5%.

8 ottobre 2009

L’argento dei tempi

chimento-4L’oro vola a 1050 dollari/oncia e si comincia ad avvertire la stessa reazione che si ebbe nel 1980, quando l’oro toccò gli 850 dollari/oncia (che in verità oggi sarebbero 2000 dollari/oncia calcolando l’inflazione). Quale reazione? Fare di necessità virtù ed optare per i gioielli in argento! Tra i casi più recenti e di un certo spessore di “conversione” si segnalano Chimento, che ha presentato la storica collezione ‘Stretch’ declinata nel metallo lunare (nella foto), così come Chantecler debutta in questo segmento, presentando la collezione ‘Et voilà’ in cui l’argento gioca con le icone del marchio caprese: le campanelle, l’inconfondibile logo e J-O.

17 settembre 2009

Vicenza è il business

Choice - A global Jewellery Experience - Fiera di Vicenza 2009Al di là delle aspettative, al di là dell’affluenza (molto positiva), al di là delle (ex) veline e delle altre celebrities, al di là delle tipologie di prodotto maggiormente premiate, al di là dei necessari distinguo in un mercato seriamente selettivo. Al di là di tutto, il dato più rilevante emerso da VicenzaOro Choice è quello di una Fiera capace di esprimersi come catalizzatore di business. Secondo sua natura.

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