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	<title>Vioro Magazine &#187; business</title>
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	<description>Il magazine dei gioielli</description>
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		<title>Low cost. Sì o no?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflessioni sul low cost da parte di Francesco Trapani. L’amministratore delegato di Bulgari in una recente intervista al Wall Street Journal si è soffermato su questo aspetto, specificando che il mix tra materiali preziosi e non preziosi si è rivelata un’opportunità, anche creativa, per facilitare il sell out di gioielli, citando come esempio l’anello in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/serpente-bulgari1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g2896]"><img class="alignleft size-full wp-image-2898" title="serpente bulgari" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/serpente-bulgari1.jpg" alt="serpente bulgari" width="276" height="313" /></a>Riflessioni sul low cost da parte di Francesco Trapani. L’amministratore delegato di <span style="color: #ff0000;">Bulgari</span> in una recente intervista al Wall Street Journal si è soffermato su questo aspetto, specificando che il mix tra materiali preziosi e non preziosi si è rivelata un’opportunità, anche creativa, per facilitare il sell out di gioielli, citando come esempio l’anello in oro e ceramica B.Zero1 in vendita a 800 euro e per questa ragione best seller della gioielleria. Del resto, “non vogliamo produrre solo pezzi da museo”, specifica Trapani. Faccenda diversa invece per gli orologi. L’aver introdotto modelli al quarzo ha indebolito l’immagine di Bulgari come produttore d’alta gamma, esponendo il brand alla concorrenza dei marchi di moda, più aggressivi nelle fasce di prezzo medio-alte. I recenti risultati economici indicano chiaramente la debolezza dell’offerta (nel primo semestre le vendite di orologi Bulgari sono diminuite dell’1,2% mentre la gioielleria è cresciuta del 15%). Di qui la decisione di cambiare strategia con l’abbandono dei modelli meno prestigiosi e con il ritorno ad una logica “artigianale” con il controllo di tutte le fasi di produzione. Evidentemente, non sempre il low cost è la soluzione ai problemi economici.</p>
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		<title>America: Natale porta il segno più</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 16:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto indebolito e preso d&#8217;assalto dalle produzioni low cost dell&#8217;Estremo Oriente, il mercato Usa rimane punto di riferimento per la produzione italiana. E dunque, i segnali che giungono da Oltreoceano hanno sempre la loro importanza. Come quelli relativi alle vendite di Natale. Infatti, secondo un sondaggio pubblicato dal National Jeweler, nei giorni immediatamente precedenti la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-19-150x1501.png" rel="wp-prettyPhoto[g1754]"><img class="alignleft size-full wp-image-1770" title="Immagine-19-150x150" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-19-150x1501.png" alt="Immagine-19-150x150" width="150" height="150" /></a>Per quanto indebolito e preso d&#8217;assalto dalle produzioni low cost dell&#8217;Estremo Oriente, il <span style="color: #ff0000;">mercato Usa</span> rimane punto di riferimento per la produzione italiana. E dunque, i segnali che giungono da Oltreoceano hanno sempre la loro importanza. Come quelli relativi alle vendite di Natale. Infatti, secondo un sondaggio pubblicato dal National Jeweler, nei giorni immediatamente precedenti la festività (dal 21 al 24 dicembre) gli acquisti di gioielli si sono impennati al punto che il 69% dei retailer interrogati hanno definito le vendite &#8220;molto buone&#8221; o &#8220;buone&#8221;. La tendenza alla ripresa viene confermata anche dal sito Rapaport News che, citando la società SpendingPulse facente capo a MasterCard, conferma un aumento delle vendite di gioielli dal 1 novembre al 24 dicembre pari al 5,6%, contro un modesto +0,8% del settore dei beni di lusso. Presto, prestissimo per cantare vittoria. E difatti, un operatore al dettaglio ha avvertito il National Jeweler dicendo: &#8220;la recessione sta ancora indebolendo la nostra comunità. Creatività e un nuovo approccio, ecco quello che occorre per continuare a fare questo mestiere&#8221;.</p>
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		<title>Damiani: semestre a -14,8%</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:16:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la serie: semestrali amare. Aggiunge il suo nome alla lista Damiani che, l’indomani dell’evento glamorous a Tokyo con Sharon Stone (nella foto, l’anello della collezione ‘Maji’ con diamante grezzo), licenzia il primo semestre 2009, concluso il 30 settembre scorso, con un fatturato pari a 56,3 milioni di euro, in calo del 14,8% rispetto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Sharon-Stone-for-Damiani-The-Maji-Collection.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1707]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1709" title="Sharon Stone for Damiani - The Maji Collection" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Sharon-Stone-for-Damiani-The-Maji-Collection-300x184.jpg" alt="Sharon Stone for Damiani - The Maji Collection" width="300" height="184" /></a>Per la serie: semestrali amare. Aggiunge il suo nome alla lista <span style="color: #ff0000;">Damiani</span> che, l’indomani dell’evento glamorous a Tokyo con Sharon Stone (<em>nella foto, l’anello della collezione ‘Maji’ con diamante grezzo</em>), licenzia il primo semestre 2009, concluso il 30 settembre scorso, con un fatturato pari a 56,3 milioni di euro, in calo del 14,8% rispetto al 2008. Forti contrazioni dalle Americhe (-40,8%) e dal Giappone (-26,7%) mentre in Italia la flessione è limitata all’1,5%.   Il risultato operativo del gruppo vira in negativo, passando da 2,8 a -9,2 milioni di euro. La perdita del periodo è di 9,6 milioni di euro, mentre nel 2008 vi fu un utile netto di 1,8 milioni.</p>
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		<title>Altagamma: stop alla caduta nel 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una notizia cattiva ed una buona. E’ quanto si apprende dall’appuntamento annuale di Altagamma tenutosi a Milano. La cattiva notizia, che gli operatori in fondo conoscono già, emerge dal Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali 2009, illustrato da Claudia D’Arpizio (nella foto), partner delle Practice Internazionali Moda-Lusso di Bain&#38;Co, secondo cui la decrescita di quest’anno del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Claudia-D_Arpizio.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1515]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1514" title="Claudia-D_Arpizio" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Claudia-D_Arpizio-200x300.jpg" alt="Claudia-D_Arpizio" width="180" height="270" /></a>Una notizia cattiva ed una buona. E’ quanto si apprende dall’appuntamento annuale di <span style="color: #ff0000;">Altagamma</span> tenutosi a Milano. La cattiva notizia, che gli operatori in fondo conoscono già, emerge dal Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali 2009, illustrato da Claudia D’Arpizio (<em>nella foto</em>), partner delle Practice Internazionali Moda-Lusso di Bain&amp;Co, secondo cui la decrescita di quest’anno del segmento lusso è dell’8% a 153 miliardi di euro. Ben oltre la media però è l’area hard luxury, ovvero i gioielli e gli orologi che segnano un -18%. Sulle prospettive per il 2010 si è invece espresso il Consensus Altagamma, che riunisce le previsioni sul futuro del settore dell’alto di gamma di analisti ed esperti di banche di investimento e società di consulenza internazionali. E questa è la buona notizia: il ritorno in positivo per gioielleria e orologeria con un pur timido +1,5%.  Sempre secondo il Consensus, l’anno prossimo vedrà il Nord America stazionario (ma in netto miglioramento nel secondo semestre), mentre il Giappone sarà ancora in caduta (-4%). L’Europa riguadagnerà un 1,5%. In netta crescita invece l’Asia (+12%), mentre l’America Latina, il Medio Oriente e il resto del mondo segneranno un +5%.</p>
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		<title>L&#8217;argento dei tempi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 15:46:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;oro vola a 1050 dollari/oncia e si comincia ad avvertire la stessa reazione che si ebbe nel 1980, quando l&#8217;oro toccò gli 850 dollari/oncia (che in verità oggi sarebbero 2000 dollari/oncia calcolando l&#8217;inflazione). Quale reazione? Fare di necessità virtù ed optare per i gioielli in argento! Tra i casi più recenti e di un certo spessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/chimento-41.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1470]"><img class="alignleft size-full wp-image-1471" title="chimento-4" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/chimento-41.jpg" alt="chimento-4" width="252" height="252" /></a>L&#8217;oro vola a 1050 dollari/oncia e si comincia ad avvertire la stessa reazione che si ebbe nel 1980, quando l&#8217;oro toccò gli 850 dollari/oncia (che in verità oggi sarebbero 2000 dollari/oncia calcolando l&#8217;inflazione). Quale reazione? Fare di necessità virtù ed optare per i gioielli in <span style="color: #ff0000;">argento</span>! Tra i casi più recenti e di un certo spessore di &#8220;conversione&#8221; si segnalano Chimento, che ha presentato la storica collezione &#8216;Stretch&#8217; declinata nel metallo lunare (<em>nella foto</em>), così come Chantecler debutta in questo segmento, presentando la collezione &#8216;Et voilà&#8217; in cui l&#8217;argento gioca con le icone del marchio caprese: le campanelle, l&#8217;inconfondibile logo e J-O.</p>
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		<title>Vicenza è il business</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al di là delle aspettative, al di là dell’affluenza (molto positiva), al di là delle (ex) veline e delle altre celebrities, al di là delle tipologie di prodotto maggiormente premiate, al di là dei necessari distinguo in un mercato seriamente selettivo. Al di là di tutto, il dato più rilevante emerso da VicenzaOro Choice è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/DSC_1752.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1309]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1310" title="Choice - A global Jewellery Experience - Fiera di Vicenza 2009" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/DSC_1752-300x199.jpg" alt="Choice - A global Jewellery Experience - Fiera di Vicenza 2009" width="300" height="199" /></a>Al di là delle aspettative, al di là dell’affluenza (molto positiva), al di là delle (ex) veline e delle altre celebrities, al di là delle tipologie di prodotto maggiormente premiate, al di là dei necessari distinguo in un mercato seriamente selettivo. Al di là di tutto, il dato più rilevante emerso da <span style="color: #ff0000;">VicenzaOro Choice</span> è quello di una Fiera capace di esprimersi come catalizzatore di business. Secondo sua natura.</p>
<p><span id="more-1309"></span></p>
<p>C’è voluto più o meno un anno, un anno dal crack di Lehman Brothers che battezzò  i peggiori dodici mesi dell’economia. Insomma, dopo un anno una manifestazione fieristica orafa è tornata al segno più. VicenzaOro Choice ha infatti chiuso incrementando l’affluenza dei buyer del <strong>28%</strong> rispetto all’edizione 2008. Dal 12 al 16 settembre hanno visitato la Fiera <strong>9413 buyer italian</strong>i e <strong>4257 stranieri</strong>, per un totale di <strong>13670 presenz</strong><strong>e</strong>. “Siamo soddisfatti del risultato”, ha ovviamente commentato il direttore generale di Fiera di Vicenza, Domenico Girardi, il quale, tuttavia, non intende lasciarsi andare a facili e prematuri entusiasmi. Dopo mesi di inappetenza assoluta negli ordini è forse logico che si sia materializzata la necessità di rifornire lo stock alla vigilia del Natale. Il risveglio di VicenzaOro Choice può quindi essere annoverato tra i “germogli della ripresa” dell’economia, e “per avere conferma di questa tendenza bisognerà dunque aspettare VicenzaOro First, in programma dal 16 gennaio 2010”, sottolinea Girardi. Nel frattempo, Vicenza (non Las Vegas, Hong Kong, Basilea) incamera per prima il segno più e la maggioranza degli espositori ha chiuso l’esperienza molto al di là delle aspettative (che per la verità non erano chissà che). Però adesso si impone una riflessione flash: se a Vicenza c’è stato mercato, movimento e forse si è verificata la sospirata inversione di tendenza, “la Fiera ha rappresentato il punto focale, il momento in cui il settore si è ritrovato per fare affari”, sostiene Girardi. Il vecchio adagio secondo il quale “a Vicenza si vende” si è insomma inverato nuovamente: il capitale su cui investire per il futuro è questo ed è ingente.</p>
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		<title>Cultura anticrisi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 15:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Domenica 17 maggio prossimo Maria Loretta De Toni presenta a VicenzaOro Charm, alle 16 in sala Trissino, Il Lusso con l’occhio dell’Oriente (1000-2000), progetto internazionale di economia integrata che si propone di costruire un ponte economico-culturale tra Oriente e Occidente, aggregando aziende orafe e non solo.
Tosta e determinata, Maria Loretta De Toni persegue il suo obiettivo: “sono realista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoBodyText"><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/eastwest.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g759]"><img class="alignleft size-medium wp-image-782" title="eastwest" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/eastwest-212x300.jpg" alt="eastwest" width="191" height="270" /></a>Domenica 17 maggio prossimo Maria Loretta De Toni presenta a VicenzaOro Charm, alle 16 in sala Trissino, <span style="color: #ff0000;">I</span><span style="color: #ff0000;">l Lusso con l’occhio dell’Oriente (1000-2000)</span>, progetto internazionale di economia integrata che si propone di costruire un ponte economico-culturale tra Oriente e Occidente, aggregando aziende orafe e non solo.<span id="more-759"></span></p>
<p class="MsoBodyText">Tosta e determinata, Maria Loretta De Toni persegue il suo obiettivo: “sono realista, abbiamo la possibiltà di fare squadra per il rilancio dei distretti produttivi italiani del settore orafo ed altri settori industriali attraverso il made in Italy tecnologico e culturale&#8221;, dice sicura. Insomma, il progetto, per il quale De Toni ha coinvolto istituzioni, enti, politici e artigiani in una rete di legami etici ed estetica, ha lo scopo di ritrovare l’antico ingegno italico che ha segnato un periodo straordinario: il Rinascimento. Secondo l&#8217;imprenditrice oggi è possibile riproporlo dando identità ai propri prodotti attraverso un processo di rianalisi del passato in chiave moderna per trovare un proprio Dna aziendale da rilanciare come valore aggiunto. La cultura ci salverà? &#8220;Ne sono certa. &#8211; risponde De Toni &#8211; Credo, innanzitutto, che sia un importante antidoto alla crisi strutturale che affligge le nostre produzioni&#8221;. Il progetto, messo a punto da un prestigioso comitato scientifico (Stefano Carboni curatore d’arte islamica del Metropolitan Museum of Art in New York e direttore dell’Art Gallery of Western Australia, la storica-artista Giulietta Cozzi, l’orientalista Cristina Del Mare, il professor John M. Spalek) si comporrà di due sezioni: quella storica con un&#8217;esposizione di opere antiche e manufatti di lusso, simbolo delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso la Repubblica di Venezia, e di una sezione dichiaratamente commerciale con le collezioni di gioielli contemporanei (di 10 aziende orafe vicentine selezionate) e con le creazioni industriali contemporanee di diversi settori industriali a testimonianza di una forte microeconomia artistica. Il contributo chiesto ad ogni singola azienda che intenda accettare l&#8217;invito è di 120 euro (per gli associati di Confindustria Vicenza).</p>
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<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>I seminari di T-GOLD</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 15:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
La rivista T-GOLD inaugura in Fiera una nuova attività di comunicazione, offrendo agli espositori l’opportunità di organizzare in un’aula allestita al padiglione L i propri seminari tecnici, workshop aziendali, presentazioni, incontri commerciali.
Alla primaria funzione di strumento promozionale, la rivista T-GOLD allarga ora la sua attività al servizio degli espositori del salone omonimo, offrendo loro una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/cop0-oromacchine.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g294]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-298" title="cop0-oromacchine" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/cop0-oromacchine.jpg" alt="" width="176" height="254" /></a>La rivista <span style="color: #ff0000;">T-GOLD</span> inaugura in Fiera una nuova attività di comunicazione, offrendo agli espositori l’opportunità di organizzare in un’aula allestita al padiglione L i propri seminari tecnici, workshop aziendali, presentazioni, incontri commerciali.<span id="more-294"></span><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">Alla primaria funzione di strumento promozion<span style="color: #000000;">ale, la rivista </span><span style="color: #000000;">T-GOLD</span><span style="color: #000000;"> alla</span>rga ora la sua attività al servizio degli espositori del salone omonimo, offrendo loro una nuova opportunità in termini di visibilità.</p>
<p class="MsoNormal">All’interno del padiglione L (cioè lo stesso che ospita macchinari e tecnologie) è stata infatti allestita un’aula da 25 posti che viene messa a disposizione di aziende ed enti per dar loro modo di organizzare seminari tecnici, workshop aziendali, presentazioni, incontri commerciali. Nata dalla richiesta di alcuni inserzionisti di T-GOLD, l’iniziativa si è trasformata in un progetto esteso a tutti gli espositori, nella consapevolezza che la formazione tecnologica è un concetto chiave per operare su un mercato globale selettivo e perciò la crescita di figure professionali sempre più preparate assume un valore strategico.</p>
<p class="MsoNormal">I seminari della rivista T-GOLD rendono protagoniste le aziende, ma ovviamente danno modo anche ai visitatori – produttori orafi, grossisti e dettaglianti, designer – di arricchire il loro bagaglio tecnico e tecnologico. Con questa nuova iniziativa, la rivista T-GOLD rafforza quindi il suo ruolo di trait d’union del mercato, tra domanda e offerta, promuovendo un’attività parallela al business, ma ad esso sempre più intrecciata: la trasmissione della conoscenza è di fatto un valore, sinonimo di affidabilità e autorevolezza, un “investimento” a beneficio della competitività aziendale.</p>
<p>Informazioni Pentastudio, tel. 0444 543133 <a href="http://www.oromacchine.com" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">www.oromacchine.com</span></a></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Ethonomics</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 08:47:29 +0000</pubDate>
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Diamanti, etica, certificazioni. Il mercato alla ricerca di trasparenza. Ne parliamo con Georges Brys, HRD Antwerp General Manager. 
Signor Brys, due anni fa usciva il film “Blood diamond”. Il timore per gli effetti negativi sul business costrinse il settore ad affrontare apertamente l’aspetto etico.
Non sono d’accordo col fatto che l’industria dei diamanti abbia sollevato pubblicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #c0c0c0;"><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/loop.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g256]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-259" title="loop" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/loop.jpg" alt="" width="234" height="166" /></a><span style="color: #000000;">Diamanti, etica, certificazioni. Il mercato alla ricerca di trasparenza. Ne parliamo con </span></span><span style="color: #ff0000;">Georges Brys</span><span style="color: #000000;">, HRD Antwerp General Manager.</span><span id="more-256"></span><!--StartFragment--><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #000000;">Signor Brys, due anni fa usciva il film “Blood diamond”. Il timore per gli effetti negativi sul business costrinse il settore ad affrontare apertamente l’aspetto etico.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Non sono d’accordo col fatto che l’industria dei diamanti abbia sollevato pubblicamente la questione etica solo in occasione di “Blood diamond”. L’industria ha concorso sin dal 2000 alla creazione dello schema di certificazione Kimberley Process: è grazie a ciò si è capito che sul mercato c’erano effettivamente i “conflict diamonds”. La nostra industria è il primo settore che si è sottoposto volontariamente alla regolamentazione per dare una soluzione ad un problema umanitario che non ha causato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #000000;">Crede che la certificazione sia una risposta adeguata alle istanze etiche?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">I certificati dei diamanti forniscono trasparenza e per definizione la trasparenza migliora l’etica del business. Aiutano il consumatore a capire cosa sta comprando. Suggerirei però di accertarsi come e dove è stato prodotto il certificato. Un certificato affidabile è rilasciato da “grader” esperti che operano secondo controlli seri. Ad esempio, nel 1996 il laboratorio HRD di Anversa è stato il primo certificato secondo gli standard ISO.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #000000;">Perché Anversa investe fortemente sull’attività di analisi e certificazione?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">L’eccellenza scientifica offerta dall’HRD non è solo una filosofia, è una precisa visione strategica di business. I nostri clienti sono protetti quando comprano diamanti certificati e lo sono anche quando ottengono il certificato dal laboratorio HRD di Anversa. Il nostro laboratorio si avvale di un’esperta équipe di ricerca scientifica e di un fornitore leader nella tecnologia ed opera secondo le regole dell’</span><span lang="EN-GB"><span style="color: #000000;">International Diamond Council</span></span><span style="color: #000000;">, stabilite dalle due maggiori organizzazioni del settore – WFDB (</span><span lang="EN-GB"><span style="color: #000000;">World Federation of Diamond Bourses)</span></span><span style="color: #000000;"> e IDMA (</span><span lang="EN-GB"><span style="color: #000000;">International Diamond Manufacturers Association)</span></span><span style="color: #000000;"> – entrambe partner di CIBJO.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #000000;">A chi, dove e in che modo HRD offre il servizio di certificazione?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Offriamo il servizio in tutto il mondo attraverso il nostro laboratorio di Anversa. Grazie al network </span><span lang="EN-GB"><span style="color: #000000;">HRD Lab Link</span></span><span style="color: #000000;"> ritiriamo i diamanti nelle sedi dei clienti di Tel Aviv, Hong Kong, Mumbai e Dubai e li rispediamo loro una volta certificati. Operiamo con aziende di spedizioni leader: il servizio include trasporto, assicurazione, dogana.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #000000;">Si può stimare in che percentuale sono le pietre certificate oggi in commercio? La certificazione è un fenomeno in aumento?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Effettivamente, il numero di diamanti certificati continua a crescere, ma non ho dati precisi. Due anni fa emerse da un sondaggio online di IDEX che più o meno il 50% dei diamanti in vendita erano certificati da laboratori. La richiesta di certificazione cresce in modo esponenziale per vari motivi, uno dei questi è la vendita via internet: rassicurare il consumatore che non può esaminare fisicamente la pietra è ritenuto molto importante. Per stare al passo con l’incremento della domanda, negli ultimi due anni abbiamo dovuto ingrandire il nostro laboratorio e aumentare il numero del nostro staff.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #000000;">Argomento stringente: i diamanti sintetici. Sono una “minaccia” commerciale? Un’analisi di laboratorio riesce sempre a scoprirne la reale natura?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Crediamo di poter identificare tutti i diamanti sintetici presenti sul mercato. Esistono strumenti, incluso il D-Screen, prodotto dal nostro laboratorio dedito allo sviluppo tecnologico, che consentono l’identificazione della maggior parte dei diamanti che potrebbero essere sintetici. Ma un’analisi finale va fatta in laboratori qualificati con attrezzature corrette. Vorrei però sottolineare che i sintetici non sono di per sé illegali finchè vengono identificati e venduti come tali. Il resto è inganno.</span></p>
<p><!--EndFragment--><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
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