29 marzo 2010

Cina. Per il WGC è boom d’oro

Immagine 1Secondo il World Gold Council, la domanda di oro della Cina dovrebbe raddoppiare nei prossimi 10 anni sia per i consumi di gioielleria, sia per investimento. Leggendo questa notizia diffusa oggi da vari siti economici italiani, torna in mente ciò che anni fa affermava un dirigente della Fiera di Vicenza. Prevedeva che sarebbe stata la Cina a sostituire gli Usa come paese guida del mercato orafo mondiale, liberando il settore dalla “trappola” della sovraproduzione. Pare che avesse visto giusto. Negli ultimi cinque anni, scrive infatti il Council, la domanda di oro della Cina, secondo consumatore mondiale dopo l’India, è aumentata in media del 13% annuo, raggiungendo 423 tonnellate nel 2009 (pur se il consumo pro-capite di gioielleria è al momento molto basso, 0,26 grammi). A questi ritmi l’industria aurifera cinese non sarà in grado di tenere il passo con i crescenti consumi domestici, nonostante l´incremento di capacità che dal 2007 ha fatto della Paese il primo produttore mondiale di oro. Di questo passo le miniere cinesi potrebbero addirittura esaurirsi nel giro di sei anni.

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29 gennaio 2010

Protezionismo. Ognuno critica quello degli altri

001fd04cea510ccc835402Chissà cose penseranno i produttori italiani e le associazioni di categoria, in testa la Federorafi con la sua sacrosanta battaglia chiamata “Abbasso i dazi”, dell’affermazione del vicepremier cinese Li Keqiang (nella foto) al World Economic Forum di Davos in svolgimento in questi giorni. Secondo Li Keqiang la Cina rivendica infatti il ruolo di locomotiva economica mondiale e promette che i suoi cittadini, fino ad oggi consumatori parsimoniosi, saranno sempre più disponibili ad acquistare prodotti dell’Occidente. Ma, ha ammonito il vicepremier cinese, guai se l’Occidente cederà alle tentazioni del protezionismo. Come la mettiamo allora signor Li Keqiang con la tariffa doganale del 36% cui sono sottoposti i gioielli italiani (e dell’Occidente) per entrare in Cina, mentre i preziosi made in China pagano in Europa la miseria del 2,5%?

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