<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vioro Magazine &#187; concorrenza</title>
	<atom:link href="http://www.vioromagazine.it/tag/concorrenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vioromagazine.it</link>
	<description>Il magazine dei gioielli</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 10:53:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<meta xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex,follow" />
		<item>
		<title>La cultura di sistema</title>
		<link>http://www.vioromagazine.it/la-cultura-di-sistema/</link>
		<comments>http://www.vioromagazine.it/la-cultura-di-sistema/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vioromagazine.it/?p=4871</guid>
		<description><![CDATA[Augusto Ungarelli, neo presidente del Club degli Orafi, argomenta e difende le ragioni del made in Italy. Oltre ad invocare l’attuazione di tutti i possibili strumenti di tutela e di equa concorrenza, individua nella formazione delle risorse umane un importante fattore di rilancio e crescita. Nel frattempo il Club – contenitore di esperienze e interessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ungarelli1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4871]"><img class="alignleft size-full wp-image-4874" title="ungarelli" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ungarelli1.jpg" alt="ungarelli" width="245" height="212" /></a><span style="color: #ff0000;">Augusto Ungarell</span><span style="color: #ff0000;">i</span>, neo <span style="color: #ff0000;">presidente del Club degli Orafi</span>, argomenta e difende le ragioni del made in Italy. Oltre ad invocare l’attuazione di tutti i possibili strumenti di tutela e di equa concorrenza, individua nella formazione delle risorse umane un importante fattore di rilancio e crescita. Nel frattempo il Club – contenitore di esperienze e interessi diversi lungo la filiera che si integrano secondo una cultura di sistema – vara il progetto “L’intelligenza italiana” che nasce dal “basso”, cioè dalle problematiche reali di settore.</p>
<p><strong>Augusto Ungarelli, piovono critiche e autocritiche sul settore italiano del gioiello: mancano cultura d’impresa, identità, design, strategia distributiva. Che fare?</strong><br />
Il nostro mondo vive da tempo momenti di forte criticità e necessita di una visione attenta e strategie precise, non prive di rischio, per difendere e tutelare il made in Italy, per proteggere la capacità di creare, innovare e produrre con qualità nel nostro Paese. La competizione internazionale e le mutate condizioni degli scenari mondiali obbligano noi imprenditori ad una esasperata attenzione al nostro modo di fare impresa, a superare i campanilismi. Noi come Club stiamo promuovendo nuove alleanze e partnership. Vogliamo farlo basandoci sull’esperienza della nostra storia trentennale di associazione, uniti dal 1980, che fa convivere insieme le diverse anime del mondo del gioiello: l’unione fa la forza.<span id="more-4871"></span><br />
<strong> Per il Club una possibile strategia di rilancio del gioiello italiano passa attraverso tre “R”: radici, responsabilità, ricerca. Spieghi il contenuto di questa formula.</strong><br />
Radici: reagire alla sfida dei Paesi produttori a basso costo puntando sull’unicità di prodotto di grande tradizione. Responsabilità: garantire l’eccellenza e l’etica di prodotto. Ricerca: proiettarsi in un futuro innovativo di stile e nuovi mercati.<br />
<strong> Il Club sta inoltre lavorando ad un progetto chiamato “L’intelligenza italiana”. Bel titolo, può anticipare qualcosa in proposito?</strong><br />
“L’intelligenza italiana” nasce da un percorso comune di ricerca e dialogo tra i soci del Club che ci ha portati a individuare in mestiere, stile, cultura, etica, fiducia, i pilastri fondamentali per poter competere sui mercati globali con successo e con la sicurezza di una specifica identità. E’ un progetto di cui siamo molto fieri, perché nasce dal “basso”, dalle problematiche reali di settore. La comunicazione del concetto di “Intelligenza Italiana” passa attraverso un’intensa attività di PR, primo passo verso l’esterno.<br />
<strong> Antonio Catalani, professore alla Bocconi, dice che è ormai ingenuo pensare che il “saper fare” sia garanzia di risultati economici e crescita perché con questa competenza ne occorrono altre di carattere organizzativo, distributivo, di marketing. Secondo la teoria di Catalani l’orgoglio di essere produttori appartiene ad una visione romantica e passata. Cosa risponde da produttore</strong>?<br />
Il professor Catalani ha ragione. L’orgoglio di essere produttori italiani di grande qualità è ancora molto attuale, ma è un vantaggio competitivo se integrato a moderne capacità gestionali d’alto livello. Il passato va riattualizzato e utilizzato come elemento distintivo di una storia, di una tradizione da trasmettere e da comunicare, senza esser schiavi del passato. Essenziale è la formazione di professionalità nuove e qualificate per il nostro mondo. E’ un percorso che il comparto orafo deve impegnarsi ad intraprendere rapidamente, senza esitazione, con la collaborazione di istituzioni formative. Abbiamo la fortuna di avere disponibili scuole di eccellenza di ogni livello, da imprenditore non posso che stimolarne l’incontro e la collaborazione.<br />
<strong> Una questione di risorse umane, dunque.<br />
</strong> Abito e lavoro a Valenza, distretto famoso nel mondo per l’artigianalità del gioiello d’alto livello, ogni giorno vivo sulla mia pelle la forza e le contraddizioni di questo tessuto che permette di produrre eccellenza. Oggi questa cultura produttiva è in sofferenza e rischia di essere smantellata dalla crisi, rischiamo quindi di perdere un valore aggiunto difficilmente riproducibile altrove. E’ responsabilità degli imprenditori intervenire attivamente per preservare tutto ciò, valorizzando le risorse umane ed auspicando la sensibilità e la collaborazione degli organi istituzionali verso un progetto di innovazione dei distretti.<br />
<strong> Produzioni provenienti da lontano, poi marchiate made in Italy. Forse l’outsourcing fa del bene ai conti delle aziende, ma di sicuro non all’immagine di eccellenza italiana. Quali sono invece le ragioni per restare a produrre in Italia?</strong><br />
Produrre gioielli in Italia è garanzia di qualità, creatività, stile. Oggi le imprese italiane che hanno superato la crisi per competere con il low cost sono state costrette a ristrutturarsi, offrendo prodotti e servizi frutto di investimenti in ricerca, creatività, innovazione con il valore aggiunto dell’italianità. Questa non nasce spontaneamente, né si può semplicemente “acquistare”, ma è frutto di investimento in quella che abbiamo definito l’“intelligenza italiana”. Produrre in Italia è una risorsa che appartiene a donne e uomini ed alle imprese che rendono possibile l’esistenza di un tessuto produttivo vitale, che è anche occupazione, competenze che non si disperdono: in poche parole è conservazione di una ricchezza patrimonio di tutto il Paese. Sono motivi etici importanti, in cui molti imprenditori ancora credono contribuendo all’esistenza ed al valore del made in Italy.<br />
<strong> E come lo difendiamo?<br />
</strong> La protezione della proprietà intellettuale deve essere centrale nella strategia operativa delle imprese e del nostro Club. Ma altri, oltre a produrre, sono i fattori che determineranno il successo o l’insuccesso delle aziende: da una parte la capacità degli imprenditori di gestire ed amministrare le stesse, dall’altra la capacità di penetrare nuovi mercati, e ciò non dipende esclusivamente dall’abilità degli imprenditori, ma dalla capacità concreta del nostro Paese a fare sistema e ottenere reciprocità di trattamenti nelle tassazioni all’ingresso, normative contro la contraffazione a difesa del made in Italy.<br />
<strong> Sentito dire nell’ultima edizione della Fiera di Vicenza che il nuovo mantra per il settore non deve essere più “fare sistema”, ma “cultura”. Detto però che il “fare sistema” non ha avuto esiti particolarmente brillanti, ci salverà la cultura?</strong><br />
Il mondo del gioiello è molto individualista e non molto capace di alleanze. Però il Club è una testimonianza vivente di come far sistema e cultura allo stesso tempo. La nostra mission e struttura è un catalizzatore per voci discordanti e diverse che trovano spazio e possibilità di integrazione, di rispetto e conoscenza reciproci. Un esempio, l’incontro del luglio scorso che abbiamo organizzato è stato particolarmente significativo con la presenza dei massimi esponenti mondiali di World Gold Council, De Beers e Platino in un momento di grande turbolenza e stress per l’andamento delle materie prime. Un evento eccezionale e unico: oggi l’Italia e l’Europa in generale hanno una minor attrattività rispetto ai paesi emergenti a cui sono indirizzati la maggior parte degli investimenti. Eppure questi importanti personaggi hanno accettato il nostro invito per iniziare un nuovo dialogo. Hanno fiducia in noi e nel rapporto pluriennale che abbiamo col mercato. Sistema, alleanze e cultura non si improvvisano, si costruiscono negli anni come i brand e poi i risultati si vedono.</p>
<p><strong>Chi è<br />
</strong> Augusto Ungarelli, classe 1950, laurea in architettura, è amministratore unico di Vendorafa Lombardi. E’ stato eletto nuovo presidente del Club degli Orafi nel maggio scorso. Egli è inoltre vicepresidente del consiglio di amministrazione di Promoteo, consorzio del Politecnico di Torino, sede di Alessandria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vioromagazine.it/la-cultura-di-sistema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adesso il Far East innova</title>
		<link>http://www.vioromagazine.it/adesso-il-far-east-innova/</link>
		<comments>http://www.vioromagazine.it/adesso-il-far-east-innova/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[diamanti]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vioromagazine.it/?p=3635</guid>
		<description><![CDATA[La vitalità del Far East, ormai non più solo temibile competitor sulle quantità facendo leva sul basso prezzo, ma anche proiettato verso l&#8217;innovazione di prodotto. E&#8217; ad esempio notizia recente che il brevetto internazionale Coronet Solitaire (una corona di sette brillanti montati senza griffe circondano un ottavo brillante posto al centro ottenendo l&#8217;effetto di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/aaronshumcoronet.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g3635]"><img class="alignleft size-full wp-image-3643" title="aaronshumcoronet" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/aaronshumcoronet.jpg" alt="aaronshumcoronet" width="274" height="187" /></a>La vitalità del Far East, ormai non più solo temibile competitor sulle quantità facendo leva sul basso prezzo, ma anche proiettato verso l&#8217;innovazione di prodotto. E&#8217; ad esempio notizia recente che il brevetto internazionale <span style="color: #ff0000;">Coronet Solitaire</span> (<em>una corona di sette brillanti montati senza griffe circondano un ottavo brillante posto al centro ottenendo l&#8217;effetto di un luminosissimo solitario, nella foto</em>), di proprietà dell&#8217;azienda cinese Aaron Shum e diventato brand (è anche distribuito in Italia da Govoni) è stato premiato con l&#8217;Hong Kong Top Brands, promosso dall&#8217;Hong Kong Brand Development Council proprio al fine di incoraggiare le aziende locali a lavorare sulla qualità e perciò migliorare la percezione dell&#8217;immagine dell&#8217;industria della gioielleria made in Hong Kong (e Shenzhen).</p>
<p>Arriva oggi la notizia che il marchio <span style="color: #ff0000;">Miiori New York</span>, di proprietà di Jacob&#8217;s Jewelry, società armena con centro produttivo a Bangkok, presenterà alla prossima fiera di Basilea il nuovo brevetto studiato in modo che un pavé di pietre preziose cambi colore col movimento di chi lo indossa o di chi lo osserva. Non più statico, insomma, ma cangiante (dai 2 ai 3 colori). Si tratta di una innovazione nel metodo di incassatura e di posizionamento delle singole pietre che dà anche la possibilità di celare (e disvelare) un logo o le iniziali: perfetta per rispondere ai desideri di personalizzazione della clientela.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vioromagazine.it/adesso-il-far-east-innova/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Senza paura</title>
		<link>http://www.vioromagazine.it/senza-paura/</link>
		<comments>http://www.vioromagazine.it/senza-paura/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 07:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vioromagazine.it/?p=2970</guid>
		<description><![CDATA[Più che rifugiarsi in una nicchia, possibilmente remunerativa, in molti si sono rannicchiati per paura della crescente concorrenza low cost. E là sono rimasti: immobili e indistinti, senza più appeal e proposte. In luogo della paura Artlinea ha giocato le carte dell&#8217;innovazione tecnologica di prodotto e della comprensione del mercato e continua con profitto l&#8217;attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/artlinea2.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g2970]"><img class="alignleft size-full wp-image-2972" title="artlinea" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/artlinea2.jpg" alt="artlinea" width="311" height="309" /></a>Più che rifugiarsi in una nicchia, possibilmente remunerativa, in molti si sono rannicchiati per paura della crescente concorrenza low cost. E là sono rimasti: immobili e indistinti, senza più appeal e proposte. In luogo della paura <span style="color: #ff0000;">Artlinea</span> ha giocato le carte dell&#8217;innovazione tecnologica di prodotto e della comprensione del mercato e continua con profitto l&#8217;attività con i suoi 120 dipendenti (oggi una specie di miracolo in Italia!). L&#8217;azienda di Arezzo ha festeggiato a VICENZAORO Choice la presentatrice Tv Barbara D&#8217;Urso (<em>terza a sinistra nella foto LaPresse con accanto il patron Doriano Martinelli</em>) che indosserà i gioielli Artlinea nelle sue trasmissioni della prossima stagione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vioromagazine.it/senza-paura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Concorrenza che fa male</title>
		<link>http://www.vioromagazine.it/concorrenza-che-fa-male/</link>
		<comments>http://www.vioromagazine.it/concorrenza-che-fa-male/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 08:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vioromagazine.it/?p=1331</guid>
		<description><![CDATA[Dal bloc notes di VicenzaOro Choice. Niente rapine in Fiera per la seconda volta consecutiva, ma intensa attività della Guardia di Finanza, che ha completato l’indagine “Perla Nera”, contestando illeciti valutari per milioni di euro da parte di operatori cinesi presenti allo show. Il presidente di Federorafi Antonio Zucchi (nella foto): “è la conferma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Antonio-Zucchi-Unoaerre.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1331]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1332" title="Antonio Zucchi Unoaerre" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Antonio-Zucchi-Unoaerre-218x300.jpg" alt="Antonio Zucchi Unoaerre" width="173" height="238" /></a>Dal bloc notes di VicenzaOro Choice. Niente rapine in Fiera per la seconda volta consecutiva, ma intensa attività della Guardia di Finanza, che ha completato l’indagine “Perla Nera”, contestando illeciti valutari per milioni di euro da parte di operatori cinesi presenti allo show. Il presidente di <span style="color: #ff0000;">Federorafi</span> Antonio Zucchi (<em>nella foto</em>): “è la conferma di quanto il comparto dei preziosi in Italia sia sistematicamente sottoposto ad attacchi che stanno seriamente compromettendone il futuro”.<span id="more-1331"></span></p>
<p>27 milioni di euro inviati a Hong Kong violando le norme antiriciclaggio nel triennio 2006-2008. Per questa ragione è stata comminata a venti aziende cinesi che hanno partecipato a VicenzaOro Choice 2009 una multa complessiva di 6 milioni di euro. La vicenda è stata commentata ampiamente da Federorafi per bocca del suo presidente, Antonio Zucchi: “Gli illeciti valutari contestati, ma anche eventuali vendite “in nero” nelle fiere internazionali, la piaga della contraffazione di marchi, prodotti e del “made in Italy”, la mancanza di reciprocità sui mercati internazionali, i dazi che impediscono la commercializzazione dei gioielli in molte importanti aree di commercio mondiali stanno minando il patrimonio di conoscenze, manodopera e creatività non solo del comparto orafo italiano ma di tutto il manifatturiero made in Italy. L’industria orafa italiana è in crisi da diversi anni con cali annui del 20% mentre quella dei paesi “emergenti” cresce ogni anno del 15-20%. Com’è possibile? Le azioni repressive come quelle della Guardia di Finanza di Vicenza o nei mesi scorsi dei loro colleghi padovani, sono i segnali che il fenomeno della concorrenza sleale è in continua crescita. Gli imprenditori del settore devono essere messi nelle condizioni di operare in un mercato corretto e trasparente, dove gli operatori che si comportano in modo illecito vengano sanzionati e non trovino più ospitalità presso le fiere di settore”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vioromagazine.it/concorrenza-che-fa-male/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abbasso i dazi. Colloquio con Antonio Zucchi, presidente di Federorafi</title>
		<link>http://www.vioromagazine.it/abbasso-i-dazi-colloquio-con-il-presidente-di-federorafiantonio-zucchi/</link>
		<comments>http://www.vioromagazine.it/abbasso-i-dazi-colloquio-con-il-presidente-di-federorafiantonio-zucchi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 14:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[oro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vioromagazine.it/?p=19</guid>
		<description><![CDATA[
E’ passato tranquillo, quasi inosservato, votato dal Congresso degli Usa senza traumi: parliamo di un recente emendamento sulla legge doganale. E’ una buona notizia, ma la strada è ancora lunga e complicata: l’obiettivo italiano è finalmente convincere gli Stati Uniti a calcorare il dazio del 5,5% solo sul valore aggiunto della manifattura e non più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">E’ passato tranquillo, quasi inosservato, votato dal Congresso degli Usa senza traumi: parliamo di un recente emendamento sulla legge doganale. E’ una buona notizia, ma la strada è ancora lunga e complicata: l’obiettivo italiano è finalmente convincere gli Stati Uniti a calcorare il dazio del 5,5% solo sul valore aggiunto della manifattura e non più anche sul valore dell’oro in quanto materia prima. <span style="color: #ffc600;"><span style="color: #ff0000;">Antonio Zucch</span><span style="color: #ff0000;">i</span></span>, presidente di Federorafi, fa quindi il punto sull’operazione “Abbasso i dazi”.<span id="more-19"></span> Che – di fronte alla crisi dei consumi statunitensi – mira a recuperare sezioni di mercato un tempo nostro appannaggio. La campagna antidazi raccoglie consensi dalle categorie orafe italiane (la Consulta Nazionale dei Produttori è stata la promotrice dell’iniziativa), dall’ICE, dalle “regioni orafe” (Toscana, Veneto e recentemente Piemonte), da enti locali aretini (Provincia, Comune e Camera di Commercio) e vicentini (Camera di Commercio) e alcuni istituti bancari. Un po’ meno dai produttori americani, la cui azione di lobby contrasta il parere favorevole già espresso da diversi e prestigiosi distributori Usa.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #ffc600;"><span style="color: #000000;">Presidente Zucchi, prevede che si arriverà rapidamente al dazio Usa applicato solo sul valore aggiunto di tutta l’oreficeria e gioielleria?</span><br />
</span><span style="font-weight: normal;">Il successo si profila combattuto, i produttori americani non mancheranno di far sentire la loro opposizione: facile previsione del resto perché ogni categoria produttrice tende a proteggere se stessa cercando di ottenere disposizioni che ostacolano la concorrenza proveniente da altri paesi. Ci prepariamo quindi ad affrontare una specie di “rivolta” dei produttori americani, rivolta nel senso di dura azione di lobby contraria.</span></strong><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #ffc600;"><span style="color: #000000;">Come intendete affrontarla?</span><br />
</span><span style="font-weight: normal;">Collochiamo le nostre ragioni nel quadro di una generale rinegoziazione di tutti i dazi mondiali e quindi per liberalizzare l’accesso dei gioielli anche su quei mercati, quali la Cina, l’India, ecc., oggi inavvicinabili per i prodotti delle economie occidentali. Questo è un obiettivo condiviso dai colleghi statunitensi. I tempi tecnici e politici del Wto sono maturi per rivedere il regime di molti balzelli che intralciano il trade globale.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #ffc600;"><span style="color: #000000;">Tempi politici?</span><br />
</span><span style="font-weight: normal;">Si capisce, una battaglia molto politica è quella della totale eliminazione dei dazi d’importazione, in questo caso tra Europa e Usa, ma non solo. Oggi le trattative avvengono a livello multisettoriale e multilaterale nell’ambito dei round dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Il Doha Round è la negoziazione attualmente in atto ma se si concluderà (elezioni americane permettendo), nella migliore delle ipotesi, sarà penalizzante per i settori manifatturieri, nel senso che le riduzioni delle aliquote saranno più forti nei paesi sviluppati e più leggere in quelli di recente industrializzazione o in via di sviluppo. Da qui la necessità di provare ad avviare, sempre in ambito WTO, un’iniziativa per una liberalizzazione totale settoriale, ovvero per quei comparti che riusciranno a raccogliere il consenso di tanti Paesi da rappresentare almeno il 90% (“massa critica”) delle quote di export. Il nostro settore è sulla buona strada, la Commissione Europea si è attivata per sostenere la trattativa settoriale per la “gioielleria”. Stati Uniti e altri importanti Paesi sembrano d’accordo. Tra qualche mese sapremo se la “massa critica” è stata raggiunta e quindi se si potrà avviare la negoziazione per abbattere completamente i dazi a livello mondiale.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #ffc600;"><span style="color: #000000;">L’attesa vale anche per “l’esenzione parziale”, cioè i dazi sulla sola manifattura?<br />
</span> </span><span style="font-weight: normal;">No, questa iniziativa dovrebbe andare il porto entro l’anno, ma bisogna organizzarci.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #ffc600;"><span style="color: #000000;">Caccia di alleanze, allora.<br />
</span> </span><span style="font-weight: normal;">A tutto campo. L’operazione “Abbasso i Dazi” è emblematica. Grazie alle alleanze prima citate, siamo riusciti ad avviare l’iniziativa che inizialmente aveva una percentuale di successo pari all’8%. In giugno eravamo già saliti al 40%. Poi siamo ulteriormente cresciuti. Ecco cosa significa fare “Sistema”.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: #ffc600;"><span style="color: #000000;">All’estero che alleati abbiamo?<br />
</span> </span><span style="font-weight: normal;">Importanti operatori statunitensi appoggiano le istanze italiane e comunicano la loro posizione al Congresso tramite quei deputati che ne rappresentano opinioni e interessi. Sono gruppi che è bene rafforzare per farli diventare lobby più organizzate, attività lecitissime e previste dalla legislazione americana. Rafforzando queste lobby, le chance a noi favorevoli aumentano.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">
<address><span style="color: #ff0000;">Antonio Zucchi</span> è stato riconfermato lo scorso 26 giugno presidente di Federorafi per il triennio 2008-2010. Zucchi ha sottolineato l’importanza dell’incremento della base associativa della Federazione (da 250 a più di 800 aziende, grazie anche ai recenti accordi con AOV, Associazione Argentieri di Macerata e Platinum Guild, a cui si aggiungeranno in futuro Assogemme e Federpietre come soci aggregati), individuando tre macro aree d’intervento per il futuro: potenziare le azioni per rendere più accessibili i mercati internazionali; nuovi strumenti finanziari per le imprese; maggiore presenza nelle iniziative di promozione, a partire dalle manifestazioni fieristiche.</address>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vioromagazine.it/abbasso-i-dazi-colloquio-con-il-presidente-di-federorafiantonio-zucchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

