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	<title>Vioro Magazine &#187; corallo</title>
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	<description>Il magazine dei gioielli</description>
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		<title>Corallo. Gli americani non mollano</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 07:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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All&#8217;indomani della decisione del CITES di non includere il corallo nell&#8217;Appendice II, SeaWeb, l&#8217;organizzazione ambientalista americana che più di tutti si è battuta perché ciò accadesse, non demorde, spiegando in un comunicato stampa che la sua campagna &#8220;Too precious to wear&#8221; continua attraverso il coinvolgimento di gioiellieri e designer, &#8220;in modo che venga stabilito uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-34.png" rel="wp-prettyPhoto[g2258]"><img class="alignleft size-full wp-image-2259" title="Immagine 3" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-34.png" alt="Immagine 3" width="246" height="94" /></a></p>
<p>All&#8217;indomani della decisione del CITES di non includere il <span style="color: #ff0000;">corallo</span> nell&#8217;Appendice II, SeaWeb, l&#8217;organizzazione ambientalista americana che più di tutti si è battuta perché ciò accadesse, non demorde, spiegando in un comunicato stampa che la sua campagna &#8220;Too precious to wear&#8221; continua attraverso il coinvolgimento di gioiellieri e designer, &#8220;in modo che venga stabilito uno standard di responsabilità&#8221;. Non si arrende nemmeno Tiffany, grande elemosioniere di SeaWeb con 700 mila dollari: il big americano si dichiara impallidito dal responso del CITES e avverte: &#8220;continueremo a sostenere l&#8217;iniziativa&#8221;.</p>
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		<title>Torre del Greco scaccia l&#8217;incubo CITES</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 12:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Highlights]]></category>
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		<description><![CDATA[Soddisfatto, senza perdere l&#8217;aplomb. Ciro Condito, presidente di Assocoral, commenta con serenità la notizia che Torre del Greco si augurava di apprendere, e dice: &#8220;quel che più conta è che sia stata affermata la verità scientifica, considerando il fatto che anche la FAO aveva affermato che nella proposta americana non c&#8217;erano i presupposti per inserire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Untitled+1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2245" title="Untitled+1" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Untitled+1.jpg" alt="Untitled+1" width="270" height="360" /></a>Soddisfatto, senza perdere l&#8217;aplomb. Ciro Condito, presidente di Assocoral, commenta con serenità la notizia che Torre del Greco si augurava di apprendere, e dice: &#8220;quel che più conta è che sia stata affermata la verità scientifica, considerando il fatto che anche la FAO aveva affermato che nella proposta americana non c&#8217;erano i presupposti per inserire il <span style="color: #ff0000;">corallium  rubrum<span style="color: #000000;"> nelle specie a rischio</span></span>&#8220;. Insomma, il distretto di Torre del Greco ha evitato che la materia prima artefice della sua fama e del suo successo fosse inserita, in occasione della conferenza internazionale del CITES a Doha nel Qatar chiusasi ieri, nell&#8217;Appendice II, complicandone il commercio attraverso estenuanti pratiche burocratiche  e perciò mettendo a rischio il tessuto produttivo torrese fatto di almeno 300 aziende con 4000 addetti. La soddisfazione dei torresi per il pericolo scampato non esime certo dall&#8217;abbassare la guardia. Le organizzazioni ambientali americane, forti di fondi e di capacità persuasive, le più tenaci a promuovere la proposta (con il supporto anche della Ue), potrebbero riprovarci fra tre anni, nel nuovo round del CITES. &#8220;Dobbiamo allora lavorare per far comprendere che i primi interessati a salvaguardare il corallo siamo proprio noi&#8221;, afferma Condito. E proprio ieri i vertici di Assocoral hanno incontrato il ministro dell&#8217;ambiente, Stefania Prestigiacomo, per fare il punto della situazione e capire quali possono essere le azioni da intraprendere per una concreta operazione di informazione sul corallo e sulla sua tutela.</p>
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		<title>Che meraviglia quel corallo</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 16:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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Da non perdere “Mirabilia Coralii”: la mostra a Torre del Greco che presenta sessanta capolavori del periodo d’oro dell’arte del corallo in Sicilia. Dal 20 dicembre al 1 febbraio 2009.Apre il 20 dicembre a Palazzo Vallelonga di Torre del Greco, sede della Banca di Credito Popolare (resterà aperta fino al 1 febbraio 2009) la straordinaria [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><span style="color: #c0c0c0;"><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/6-pavoni-marsala-coll-privata.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g248]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-253" title="6-pavoni-marsala-coll-privata" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/6-pavoni-marsala-coll-privata.jpg" alt="" width="191" height="234" /></a><span style="color: #000000;">Da non perdere </span></span><span style="color: #c0c0c0;"><span style="color: #ff0000;">“Mirabilia Coralii”</span></span><span style="color: #000000;">: la mostra a Torre del Greco che presenta sessanta capolavori del periodo d’oro dell’arte del corallo in Sicilia. Dal 20 dicembre al 1 febbraio 2009.</span><span id="more-248"></span><!--StartFragment--><span style="color: #000000;">Apre il 20 dicembre a Palazzo Vallelonga di Torre del Greco, sede della Banca di Credito Popolare (resterà aperta fino al 1 febbraio 2009) la straordinaria mostra “Mirabilia Coralii” che presenta oltre 60 opere risalenti al periodo d’oro dell’arte del corallo in Sicilia. Capolavori di arte sacra e profana, realizzati nelle botteghe dei maestri corallai trapanesi, per lo più di origine ebraica. Il corallo fu grande protagonista del cosiddetto effimero barocco, esibito in manufatti con decorazioni preziose e ricche di particolari: capezzali, acquasantiere, paliotti d’altare e trionfi allegorici risplendono del suo color rosso sangue. La mostra documenta il periodo di massima fioritura dell’artigianato artistico siciliano tra XV e XVIII secolo, periodo durante il quale la comunità ebraica svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo economico, sociale, artistico e culturale, con particolare riferimento alla pesca, alla lavorazione e alla vendita del corallo. In seguito al bando degli ebrei dalla Sicilia da parte dei re Ferdinando e Isabella d’Aragona (1492), parte di quella comunità si trasferisce verso centri con maggiori garanzie di libertà religiosa e agevolazioni fiscali. Un nucleo consistente mette radici nel napoletano, creando fondaci a San Giorgio a Cremano e a Torre del Greco e ponendo così le basi per quello che rimane tuttora il più importante distretto mondiale per la lavorazione del corallo.</span><!--EndFragment--><span style="color: #000000;">  </span></p>
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