“Non ho mai inseguito le mode: è il gioiello stesso che deve “fare moda”, mediando tra idea e materia”, dice Fulvio Maria Scavia. Il designer-gioielliere milanese, erede di una tradizione che risale al 1923, è uno dei nomi nuovi che compongono la selezionatissima lista di espositori di VICENZAORO About J 2010, che apre il prossimo 21 maggio a villa La Rotonda del Palladio. Col suo stile secco e deciso, Scavia ha costruito la sua fama grazie al ricco uso di colori e alle raffinatissime dicromie prodotte dal contrasto del platino e dell’oro bianco con l’onice nera, secondo geometrie purissime accese dall’elegante intervento dei diamanti più rari. “Il mio stile è costantemente rivolto a un continuo rinnovamento artistico del gioiello”. Un’innovazione condotta a partire da una storica tradizione, esteticamente all’avanguardia, per tracciare oggi quello che è il futuro di un’arte antica e così tipicamente italiana. Una ricerca sperimentale che alla staticità delle realizzazioni più consuete privilegia strutture nuove e mai osate prima. Il cuore autentico di Scavia vive all’interno del suo atelier milanese dove, affiancato dal suo team di orafi, concepisce e realizza autentici capolavori destinati a vincere il tempo. Oltre alle boutique di Milano, Scavia vanta storici punti vendita a Bangkok e a Tokyo, e rappresentanze commerciali a New York, a Hong Kong, a Singapore, in Malesia e in Russia.
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Mentre Basilea scalda i motori, ancora una suggestione (anzi, due) dalle sfilate milanesi del prêt-à-porter autunno/inverno prossimo venturo. Siccome alla moda vengono riconosciute capacità divinatorie, pare interessante il fatto che le gambe (scoperte) siano state uno degli argomenti forti delle presentazioni. Fra tutti, Armani e Dolce & Gabbana (nella foto), loro poi in un finale trionfale con 70 modelle senza gonne. Ora, se resta valido il cosiddetto “indice della minigonna” secondo cui più la gonna si accorcia e più l’economia tira, gli stilisti scommettono sulla ripresa. O si tratta di una lettura d’auspicio? E poi l’artigianato. Gli stessi Dolce & Gabbana hanno accompagnato il loro défilé con un video dove si vedono loro stessi impegnati nella creazione dei modelli attorniati da sarte e modellisti: un modo incisivo per esaltare sartorialità, creatività, manualità. Commossa, la platea ha applaudito il doppio spettacolo. Tra l’altro, sull’eccellenza dell’artigianato si sono già soffermati attraverso pagine pubblicitarie sia Louis Vuitton che Gucci. I big hanno capito l’aria che tira e che cosa realmente cerca il consumatore nei suoi acquisti. Allora, visto che la gioielleria viene fatta con gli stessi ingredienti, perché non comunicare ai buyer di tutto il mondo, distratti dalle scorciatoie del low cost (e anche ai consumatori), l’italico ingegno? Perché non riaffermare con messaggi espliciti che il gioiello autentico, di gran qualità, altro non è che quella cosa là?
E’ cominciata la distribuzione internazionale dell’edizione di settembre di Vioro Magazine. Alle copie riservate agli abbonati e ai buyer si aggiungono quelle destinate alle edicole. Oltre che in Italia, Vioro Magazine è in vendita in Brasile, Cina, Hong Kong, Taiwan, Singapore, Corea, Turchia, Germania, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Polonia, Portogallo, Monte-Carlo, Malta.
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Una bella notizia dagli Stati Uniti: la creatività made in Italy conferma il suo grande appeal inventivo. A Topclub/Roberto Demeglio il premio Couture Design Awards per la categoria platino con il bracciale ‘Zebra’. (leggi tutto)
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Le creature degli abissi (collezione ‘Oceania’) e l’incanto delle nevicate (collezione ‘Fire & Ice’), l’audacia nel design e la meraviglia delle perle. Con la sua gioielleria ad altissimo contenuto creativo, il brand australiano Autore è stata la new entry di grande prestigio a VicenzaOro Charm. (leggi tutto)
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Nell’anno europeo della creatività e dell’innovazione, Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue, promette impegno sull’indicazione di provenienza, osteggiata da troppi egoistici interessi di parte. E lotta alla burocrazia. (leggi tutto)
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