1 settembre 2010

Cheap e chic con firma

jaggerSi diceva: il mercato ha la forma della clessidra, la fascia media strangolata dall’alto di gamma e dai bijoux low cost. Qualcuno, a suo tempo, ha corretto: il mercato ha la forma di un provolone, la testa minuscola (l’alto di gamma) ed il corpo ipertrofico (il bijoux). Insomma, rotti definitivamente gli argini del “ghetto commerciale” in cui era relegato, l’ornamento-moda si è impossessato del mercato, conquistandosi lo status di gioiello, e pazienza se ai gioiellieri “veri” la cosa non va proprio giù. La contaminazione con il mondo della moda adesso fa un nuovo salto di qualità: sulla scia delle potenti catene di distribuzione che si servono di nomi illustri del fashion (persino Madonna!) per collezioni cheap e chic, arriva adesso la notizia che Morellato ha stretto un accordo quadriennale con Jade Jagger (nella foto), figlia del Rolling Stone Mick e già direttore artistico di Garrard, nome di prestigio della gioielleria londinese. Primo frutto di questa collaborazione è la linea Morellato by Jade Jagger ispirata al mondo marinaro con ancore, timoni e nodi, in vendita da metà ottobre.

20 luglio 2010

The designer of the year

LJWI020E’ Massimiliano Bonoli, direttore creativo e designer del marchio Mattia Cielo, il designer italiano dell’anno secondo la giuria degli UK Jewellery Awards, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta il 15 luglio scorso al Grosvenor House Hotel a Londra. Già nella short list la scorsa edizione, Bonoli ha fatto breccia nei favori con i gioielli delle collezioni 2010: ‘Ghiaccio’, ‘Iguana’ (nella foto) e ‘Pavone’. “L’obiettivo del mio lavoro è combinare nuovi materiali, come il titanio usato per ‘Ghiaccio’, con i tradizionali processi artigianali, spingendoli oltre i limiti della consuetudine”, ha spiegato Bonoli.

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9 giugno 2010

Damiani mostra la ruota

Peackok necklace E’ una coda di pavone avvolgente ed esplosiva nei colori bianco, verde e blu il collier ‘Peacock’ col quale Damiani ha vinto il Couture Design Award per la categoria gemme di colore dai 20 mila dollari in su. Oro bianco, diamanti, 3500 smeraldi e altrettanti zaffiri (per un totale di 18,55 carati) ricreano l’effetto cromatico del piumaggio per questo gioiello-capolavoro che riafferma l’eccellenza creativa della Maison milanese, aggiungendo un nuovo riconoscimento di prestigio ad una già nutritissima bacheca di trofei raccolti negli anni. Inoltre, il collier è dotato di una speciale dispositivo di chiusura che permette di staccare la parte terminale del collier e di usarla come una spilla o un pendente. Design, artigianato e tecnica ai massimi livelli.

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Creatività al titanio

AN_Digital_13_Titanio_lateraleAlessia Ansaldi, Patrizia Bonati, Massimiliano Bonoli, Fabio Cammarata, Monica Castiglioni, Giovanna Cutolo, Gabriele De Vecchi, Michela Fornasari, Emma Francesconi, MariaRosa Franzin, Manuela Gandini, Alba Polenghi Lisca, Stefania Lucchetta (nella foto il suo anello), Stefano Marchetti con Roberto Zanon, Valeria Masconale con Caterina Passaro, Giancarlo Montebello, Michela Nosè, Barbara Paganin, Karl Heinz Reister, Carla Riccoboni, Ivana Riggi, James Riviere, Maurizio Stagni, Panteha Tassi, Natsuko Toyofuku, Rossella Tornquist, Fabrizio Tridenti, Barbara Uderzo con Augusto Gentile, Viola Vecchi, Giorgio Vigna, Michele Zanin e gli studenti del corso di perfezionamento in design del gioiello del Politecnico di Milano Stefano Pellicioli e Serena Savi. Praticamente, il meglio del design italiano partecipa alla mostra Titani Preziosi: tra tecnologia e ornamento alla Triennale di Milano dal 18 giugno al 1 agosto che si pone la non piccola ambizione di “creare la filiera per la produzione di gioielli in titanio”. Alba Cappellieri, docente del Politecnico di Milano e curatrice della mostra, dice infatti: “In Italia i primi gioielli in titanio risalgono agli anni Settanta con l’incontro tra Pietro Pedeferri, che sperimentava la colorazione elettrochimica del titanio, e l’orafo James Riviere. Ma esclusi pochi audaci pionieri il titanio ha poi suscitato scarsa curiosità tra i designer orafi. Da qui la scelta di far realizzare un gioiello in titanio ai progettisti orafi italiani costringendoli a confrontarsi con questo materiale”.

13 maggio 2010

Mattia Cielo per quattro

Immagine 1Sono quattro le nuove collezioni che Mattia Cielo presenta a VICENZAORO About J e a VICENZAORO Charm. Progettate come d’abitudine da Max Bonoli, “Miglior giovane Designer 2008″ e oggi finalista alla UK Jewellery Awards per la categoria “Best Italian Jewellery Designer”, ‘Ghiaccio’ (nella foto), ‘Iguana’, ‘Pavone’ e ‘Oceano’ sono sviluppate secondo una coerenza stilistica molto sofisticata, molto avant garde nei concetti formali e materiali, molto personale nelle soluzioni individuate. “Lo sviluppo del brand richiede un impegno continuo nel diffondere il suo messaggio, per questo partecipiamo a eventi che ci permettano di sviluppare rapporti con i rappresentanti dei mercati a cui puntiamo, in particolare l’America, la Cina e l’Europa”, afferma Mattia Cielo, fondatore del marchio omonimo.

Serpente e Medusa

DANIELA DE MARCHI - BR 3320

Daniela De Marchi, designer orafa e inventrice del dropage (particolare procedimento a cera persa) ha il suo atelier nel cuore di Milano, in via dei Piatti, fin dal 2000. Ma è solo due anni più tardi che un importante buyer giapponese la nota, aprendole il mercato del Sol Levante. Oggi, il laboratorio d’artista di Daniela viene visitato da tutti gli estimatori del made in Italy; la sua ultima creazione (la collezione ‘Serpente’) esprime un segno stilistico forte, altamente evocativo. Mentre il bracciale ‘Medusa’ (nella foto) è un groviglio di forme, di cromatismi, una “figura madre di archetipi”. Daniela De Marchi partecipa a VICENZAORO Charm, all’interno di Glamroom.

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