21 luglio 2011

Tesori della Magna Grecia. Creati oggi

vinciNunc est bibendum, è tempo di bere. Un invito al quale Cosimo Vinci (nella foto, come testimonial di se stesso e del suo lavoro) non si sottrae con le sue ultime singolarissime opere in oro, argento, ottone, sono esposte al museo MARTA di Taranto fino al 21 agosto prossimo a fianco di tre straordinarie corone in oro dei primi decenni del II secolo A.C. In collaborazione con la Sem-Ar di Arezzo e grazie alla tecnica laser che gli ha consentito di ottenere tagli precisi su lamine sottili come carta, ha ri-pristinato l’uso delle foglie d’oro come ornamento rituale. Si usavano nei banchetti d’alto livello, nei trionfi, si concedevano ai poeti. Il risultato è sorprendente: ludico e dissacrante insieme, elegante e trasgressivo. Vinci stupisce e colpisce in luoghi poco noti della coscienza, le sue venti corone-ghirlande colgono aspetti estetici poco esplorati della cultura mediterranea. Un artista.

Tag:design, mostra
1 luglio 2011

Invisible and incredible

invisible cutUn bracciale realizzato con più gemme semipreziose che alla vista si presenta però come un’unica gemma cangiante: straordinario risultato costruito pietra su pietra, tenute insieme da un adesivo usato nell’industria aerospaziale, invisibile all’occhio, e per questo motivo il bracciale si chiama ‘Invisible Cut’. Si tratta della rappresentazione di un progetto sperimentale sulla lavorazione delle pietre “che tende a superare i vincoli tradizionali dell’industria mineraria”, dice Massimiliano Bonoli che per il marchio Mattia Cielo (gruppo Cielo Venezia 1270) ha creato questo incredibile gioiello. Una concreta dimostrazione del design applicato al gioiello, ora finalmente riconosciuto in ambiti prestigiosissimi come il premio Compasso d’Oro dell’ADI, la prima volta in 22 edizioni. ‘Invisible Cut’ è infatti presente alla mostra “Unicità d’Italia” al Macro Testaccio, La Pelanda di Roma ed è tra i candidati alla XXII edizione del premio.

Tag:design
28 giugno 2011

Design a Padova

visintinFino al 17 luglio è visitabile all’Oratorio di San Rocco di Padova la mostra-concorso “Castelli, miniature, astri ed alchimia, ideata e curata da Mirella Cisotto Nalon. La mostra-concorso ospita le opere di una sessantina di artisti, provenienti da tutto il mondo che hanno aderito all’invito a partecipare alla prima edizione del “Premio Internazionale Mario Pinton“, il cui vincitore è il designer Graziano Visintin con una spilla in oro, argento, rame ossidato, niello (nella foto). Con l’iniziativa Padova conferma insomma di essere un punto di riferimento per la ricerca dell’oreficeria contemporanea, per l’incontro e lo scambio di idee, di stili e scelte espressive diverse. “E’ in questo clima favorevole alla ricerca della creatività – ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, che si innesta il progetto di questa mostra-concorso, dedicata al grande maestro Mario Pinton, che l’Amministrazione comunale onora con la prima edizione del premio internazionale a lui intitolato”.

20 giugno 2011

Un premio a Claudia che sfida le convenzioni

claudiapiasericoLo scorso anno toccò a Licia Mattioli, adesso presidente di Federorafi, quest’anno il prestigioso riconoscimento è andato a Claudia Piaserico (nella foto). Il premio della Fondazione Marisa Bellisario guarda insomma con molto interesse alle donne che si occupano professionalmente di gioielli. Per tema “Donne: innovazione e capitale umano”, il premio 2011 ha riconosciuto in Claudia Piaserico, designer del marchio vicentino Misis, apprezzato per i suoi gioielli in argento dal carattere estroso ed anticonformista, una grande capacità di reinventare il gioiello. Claudia incarna infatti una figura di donna che il premio vuole identificare: motivata, dinamica, in grado di prendere in mano un’azienda e capovolgerla secondo il proprio sentito con la forza di sfidare la società ed imporsi in un mercato tradizionalista come quello orafo e di puntare su un prodotto allegro, modaiolo, originale e garantito nel suo essere integralmente made in Italy. “E’ un riconoscimento inaspettato che mi riempie di sorpresa e di orgoglio”, ha commentato. “Le creazioni di Misis sono un inno alla vita – continua Claudia – una breccia di speranza in un presente carico di problematiche di ogni genere. Dedicato alle donne, protagoniste delle mille sfide quotidiane. Questo riconoscimento è per loro, al cuore del mio lavoro”.

6 giugno 2011

Design d’Italia al Couture

federicarettoreUna passione che gli americani hanno esportato in tutto il mondo è quella dei premi. Logico che Las Vegas sia per il settore della gioielleria luogo eletto per distribuire riconoscimenti più o meno prestigiosi. Prestigiosi lo sono senz’altro i Couture Design Awards, abituale terreno di conquista dei designer italiani. E quest’anno l’Italia si è fatta onore grazie a Federica Rettore, milanese, che ha vinto nella categoria “gemme di colore al di sotto dei 20 mila dollari” con un paio di orecchini in oro con diamanti taglio brillante e rosetta e con zaffiri multicolore, corallo fossile e acciaio. Nella categoria “bridal” ha invece prevalso Stefan Hafner con un anello in oro, riubini e diamanti. Da segnalare che tra i giurati del premio sedeva anche Roberto Coin.

stefanhafner

Tag:award, design
3 giugno 2011

Sul design

gijsbakkerA VICENZAORO Charm durante l’incontro con la stampa estera c’è stato chi ha espresso pubblicamente dubbi sull’opportunità di portare a Vicenza una mostra di gioielli di design come “Chi ha paura…?” (nella foto, Gijs Bakker, il designer ideatore della mostra) così piena di “materie alternative”, di provocazioni, di radicalismi, di humour, di sovversione valoriale, di stravaganze così lontane dall’idea universalmente condivisa di cos’è un gioiello, dei suoi significati simbolici forgiati in materiali preziosi, facendosi in qualche modo portavoce di un serpeggiante scetticismo. Il presidente della Fiera Ditri ha ribattuto che occasioni simili servono proprio a stimolare dibattiti, a mettere in circolo idee, a fare della Fiera, oltre che piattaforma commerciale, luogo di ricerca, innovazione, contaminazione, stile, cultura. Non scordando che, nel design come nell’arte, le avanguardie rivoluzionarie del presente diventano talvolta classici nel futuro. Ma più che un sentimento di paura, pare che il settore conservi tignoso la storica diffidenza nei confronti del design, disciplina ritenuta troppo “ideologica” e ancora troppo poco pratica ai fini di una stringente logica mercantile. Eppure anche dalla base del settore, quella forse più conservatrice, germogli di un significativo cambiamento di prospettiva qui e là spuntano: nella stessa VICENZAORO Charm dieci aziende artigiane vicentine hanno infatti mostrato con “Gioielli in (cerca) d’autore” i risultati del confronto tra il loro mondo e il design; si son gettati, nella sperimentazione e nella ricerca dimostrando – tra produzioni hi-tech e materiali di riciclo – coraggio nel combinare produzione e pensiero, arrivando ora a innestarsi in quel percorso culturale che vede il gioiello contemporaneo, come scrive la curatrice della mostra “Chi ha paura…?” Alba Cappellieri nell’introduzione del suo volume “Gioielli del Novecento”, “fondato sulla compresenza di valori etorogenei, dove la nobiltà dei metalli e delle gemme non è più condizione necessaria e sufficiente a sancire il valore di un oggetto e a rendere esaustiva, se non a livello lessicale, la differenza tra un gioiello e un non gioiello”. E allora, chi ne avesse la possibilità e il tempo prenda in considerazione di infilarsi dentro i tre container bianchi piazzati nel centro storico di Vicenza con vista sulla Basilica palladiana che ospitano la mostra (è aperta fino al 21 giugno prossimo). Non fosse altro per ascoltare le reazioni del pubblico, tra gradimento e rifiuto. Perché, infine, la domanda da porsi è quanto innovativo è il nostro pubblico e quanto è pronto ad accettare la nostra innovazione?

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