4 dicembre 2011

La legge dei numeri e quella sulle gemme

Alcune cose interessanti successe in settimana che val la pena di segnalare. Prima di tutto il favoloso trimestre di Tiffany & Co. Il gioielliere di New York ha raggiunto nei tre mesi terminati a fine ottobre ricavi per 821,8 milioni di dollari (+17% a valute costanti), mentre l’utile è stato di 89,7 milioni di dollari (+63%). Nei primi nove mesi l’utile di Tiffany è arrivato a 260,8 milioni di dollari (+39%). Cifre impressionanti, alla faccia della competizione e della congiuntura. E poi c’è chi dice che il brand non conta.

Impressionano anche alcune cifre dell’indagine di R&S-Mediobanca sui conti di otto principali gruppi della moda italiana: Max Mara, Only the brave (Diesel), Tod’s, Zegna, Armani, Prada, Ferragamo, Dolce & Gabbana (con gli ultimi due entrati di recente nel settore della gioielleria). Quel che impressiona maggiormente, al di là dei conti e delle performance che ne fanno le corazzate del made in Italy, è questo: dal 2006 al 2010 i magnifici otto hanno realizzato utili per 3,3 miliardi, ma di questi solo 700 milioni sono stati distribuiti in dividendi. Tutto il resto, 2,7 miliardi, sono stati usati per il consolidamento patrimoniale. Ciò significa che in questi cinque anni hanno potuto investire 1,7 miliardi con mezzi propri, irrobustendo soprattutto la rete commerciale. Proprietà e managemet hanno creduto in quel che facevano e ci hanno investito su. Si diventa grandi così, magari senza l’ausilio del dettaglio tradizionale.

gemmeInfine, il 30 novembre scorso, la Camera dei deputati ha approvato finalmente il testo unificato delle proposte di legge Mazzocchi e Mattesini sulla regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici, quella che prevede l’obbligo di fornire al consumatore una dichiarazione in cui sono descritti i materiali gemmologici venduti, siano essi sfusi o montati (ma solo su richiesta). Un testo che ha trovato d’accordo tutte le parti della filiera, dai produttori ai dettaglianti passando per i dealer. Tocca ora al Senato, ci si augura in fretta, manovre finanziarie permettendo.

16 dicembre 2010

L’outlet è online

outletMeglio tardi che mai. Annunciato fin dalla primavera scorsa è finalmente aperto outletprezioso.it, ovvero il sito di e-commerce ideato dall’Associazione gioiellieri di Genova aderente a FederDettaglianti Confcommercio. C’è voluto del tempo, insomma, per sistemare tutti i dettagli amministrativi e gestionali, ma alla fine la dirompente novità per il panorama del retail italiano. Per far capire di cosa si tratta riproponiamo l’intervista a Massimo Cicala, vicepresidente dell’associazione genovese e vicepresidente vicario di FederDettaglianti, pubblicata nell’edizione di settembre di Vioro Magazine. (leggi tutto)

9 settembre 2010

L’Opera di Vendorafa

Vendorafa LombardiDopo aver assunto l’esclusiva della distribuzione in primavera di Stefan Hafner, Io Sì, Nouvelle Bague, Opera Jewels ha annunciato l’accordo con Vendorafa Lombardi. La società di distribuzione fondata nel 2003 da Massimo Zerbini e Andrea Medri, attiva negli Stati Uniti e nei Caraibi con sede a Miami Beach, mette quindi a segno un altro colpo di grande prestigio in termini di spirito artistico e raffinatezza “che riflette perfettamente la filosofia di Opera”. Con Vendorafa Lombardi, storica manifattura valenzana nata nel 1951, apprezzatissima per la sua personale interpretazione del gioiello e per gli altissimi standard qualitativi, Opera ribadisce il profilo d’alta gamma su cui ha voluto posizionarsi.

28 maggio 2010

Appunti da VICENZAORO Charm

ditri polidori tajaniDazi Presente all’inaugurazione di VICENZAORO Charm Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea per l’industria e l’imprenditoria (a destra nella foto LaPresse, con l’onorevole Catia Polidori e il presidente della Fiera, Roberto Ditri), che ha incontrato i rappresentanti delle associazioni di categoria ormai esasperati dall’iniqua imposizione dei dazi doganali in Europa e nel mondo. Contrariamente a quanto solitamente fanno i politici, Tajani non ha voluto promettere la luna, ma ad esempio il suo impegno nel portare il problema all’ordine del giorno del prossimo tavolo tra la Ue e l’America. Un valenzano in sala ha fatto presente che sarebbe il caso di occuparsi di Cina, visto che laggiù ci sono almeno un centinaio di milioni di consumatori che hanno già interessanti capacità di spesa, ma di fatto sono preclusi dai gioielli made in Italy proprio a causa dei dazi alti, mentre dalla Cina arrivano gioielli che pagano una frazione per entrare in Europa e magari vengono pure marchiati made in Italy. Giustissimo, considerato però che la provincia italiana che importa più gioielli è Alessandria (cioè Valenza), sarebbe forse il caso di dare un’occhiata più attenta a quel che accade una volta arrivata la merce. (leggi tutto)

13 aprile 2010

Arezzo ottimista (e propone la distribuzione in franchising)

Immagine 1Le sensazioni positive raccolte nella nostra visita a OroArezzo sono state confermate dai dati di chiusura, oggi, della fiera toscana. Quasi 12 mila gli operatori registrati, con un incremento del 15% rispetto al 2009 (il 26% dei quali stranieri). I vertici di Arezzo Fiere e Congressi parlano addirittura di entusiasmo per espositori e buyer. “Per la prima volta da tempo – spiega il presidente Giovanni Tricca – possiamo dire che qualcosa si sta muovendo in positivo”. Sì, tra i corridoi di Arezzo si è avvertito il proverbiale cauto ottimismo, il timore tuttavia è che torni a riverificarsi un copione ampiamente noto e deludente: apprezzabile dinamismo in fiera e calma piatta dopo. Ed infatti, i più avveduti si interrogano: nei prossimi mesi la ripresa sarà costante? Se ne saprà di più a VicenzaOro Charm dal 22 maggio prossimo.

Nel frattempo, proprio oggi, è stato pubblicato un rapporto del Centro studi Confindustria, Prometeia e Sace secondo il quale le esportazioni italiane dei beni del cosiddetto “lusso accessibile”, la fascia medio-alta, salirà a 13 miliardi di euro nel 2015, 3,8 miliardi in più rispetto al 2009 con una crescita del 46% (a parità di quote di mercato), grazie alla forte spinta della domanda dei 30 mercati emergenti. “Il made in Italy ha un potenziale enorme. Sono andati avanti alcuni grandi marchi, ma dietro ci sono le aziende più piccole che hanno prodotti di qualità”, ha spiegato Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione. Il problema è che all’Italia manca una forte distribuzione: “stiamo perciò lavorando a un progetto di distribuzione sulla base del franchising”, ha detto ancora Zegna.

Coincidenza vuole che proprio in questi giorni ad Arezzo sia stata avanzata dal consorzio Produttori Orafi Aretini l’ipotesi di un nuovo modello di distribuzione affinché si possa snellire la filiera. “Una volta creato un brand identificativo, intendiamo realizzare negozi “monomarca” in franchising oppure corner da proporre ai retailer italiani”, ha spiegato Ivano Micheletti, presidente del consorzio.

5 febbraio 2010

Le gioie al bacio di Cindy

White_WhiteDress_085_B_webreadyCon un filo di amarezza, per niente celata, un gioielliere valenzano si è lasciato andare nell’ultima VicenzaOro First alla considerazione che “nessuno è più interessato al prodotto gioiello”. Poi però attorno al gioiello si affollano di continuo progetti, vuoi per beneficenza o per business, che fanno perno sulla popolarità di attori, pop star, vip di varia natura. Hanno tutti una spiccata vocazione per il gioiello! (e accade sempre più spesso anche nella moda come nel caso di Lindsay Lohan per Ungaro, Sarah Jessica Parker per Halston, Madonna per H&M, con esiti mica sempre felici). L’ultimo iniziativa gioielliera di questo tipo si chiama One Kiss by Cindy Crawford e accanto alla bellissima (ex) top model texana c’è la catena di department store americana J.C. Penney. La Crawford ha creato una collezione di collane, bracciali, anelli e orecchini in argento (anche placcato oro), diamanti e pietre naturali che sarà in vendita (anche online) da 79 a 299 dollari a partire da aprile prossimo. La Crawford ha descritto la collezione: “classica e senza tempo, con gioielli che possono essere indossati in qualsiasi ora della giornata, perfetti per combinarsi insieme o indossati da soli, con semplicità”. Avanti, c’è posto!

Articoli precedenti »