Riveste un particolare significato l’annuncio fatto ieri dal Responsible Jewellery Council dell’ottenuta certificazione etica da parte di un suo membro attraverso le cure e i controlli da parte della celebre società SGS. Si tratta infatti di Venus Jewel, produttore indiano di diamanti, sightholder DTC, Select diamantaire di Rio Tinto e tagliatore autorizzato dal marchio Canada Mark (nella foto, Sevanti Shah, partner fondatore). “RJC si congratula con Venus Jewel – ha detto Michael Rae, Chief Executive Officer di RJC – ma soprattutto si compiace del fatto che l’azienda sia la prima di una serie di aziende indiane che entro l’anno riceveranno il riconoscimento della loro condotta secondo gli standard di trasparenza e responsabilità sociale stabiliti dall’RJC”. Attenzione: l’India cresce anche nelle virtù.
Commenti disabilitati
Con tutto quel che si è detto e letto sulle magnifiche qualità del Kimberley Process e sulle sue potenti capacità di debellare il traffico sporco dei diamanti provenienti dalle zone di conflitto, si legge con una certa sorpresa l’opinione del giornalista ed analista Chaim Even-Zohar (nella foto) pubblicata sulla newsletter online dell’Israel Diamond Institute (clicca qui) secondo il quale la certificazione del Kimberley Process può considerarsi clinicamente morta. Una prece.
Commenti disabilitati
Chiuso ieri il JCK Las Vegas. In attesa dei dati finali dell’affluenza, giunge la notizia che la fiera americana è diventata ufficialmente Supporter del Responsible Jewellery Council, aggiungendosi alla banca ABN AMRO, alla Compagnie Financière Richemont, alla fiera di Basilea e a IDEX Online, borsa diamanti in rete. RJC comunica inoltre che le aziende associate hanno superato quota 300.
Commenti disabilitati
La lista dei membri del Responsible Jewellery Council (RJC) certificati secondo gli standard della corporate social responsibility stabiliti dallo stesso RJC (rispetto dell’etica, dei diritti umani, dell’ambiente e delle comunità) si allunga progressivamente. Ultimo, prestigioso nome ad aggiungersi è quello di Chanel, maison parigina universalmente nota che ha ottenuto il riconoscimento la settimana scorsa. Chanel produce e distribuisce i suoi orologi dal 1987 (il modello cult è il J12), mentre ha introdotto la collezione di alta gioielleria nel 1993, conservando il carattere dalla prima e unica collezione firmata Coco Chanel nel lontano 1932, la cui realizzazione avviene nei laboratori orafi parigini secondo i crismi della più severa qualità sulle materie prime utilizzate.
Commenti disabilitati
Un altro membro del Responsible Jewellery Council (RJC) si aggiunge alla lista di quelli che hanno ottenuto la certificazione sulle tematiche sociali ed etiche e del rispetto dell’ambiente secondo lo schema messo a punto dall’RJC. E’ un nome che quantitativamente pesa moltissimo, trattandosi di Signet Jewelers Limited, società retail con oltre 1300 punti vendita negli Usa (insegne: Kay Jewelers e Jared) e 540 nel Regno Unito (insegne: H.Samuel, Ernest Jones e Leslie Davis). Signet è il secondo fondatore di RJC, dopo Cartier, ad ottenere la certificazione tramite Specialized Technologies Resources – Responsible Sourcing (STR‐RS), società indipendente accreditata dal Responsible Jewellery Council. Michael Rae, Ceo di RJC, giustamente sottolinea che la certificazione conseguita da Signet “è un messaggio fortissimo sull’importanza delle best practice sociali ed etiche nel business odierno”. Ed è anche un’ottima pubblicità per l’attività del Responsible Jewellery Council.
Commenti disabilitati
Un breve riassunto di notizie arrivate dal mercato americano la settimana scorsa. Il Responsible Jewellery Council ha annunciato che Fred Meyer Jewelers con Littman Jewelers, la terza catena retail degli Stati Uniti con quasi 400 punti vendita dislocati in 35 stati, ha ottenuto la certificazione RJC relativa al rispetto degli standard etici, dei diritti umani e del rispetto dell’ambiente. Si tratta della sesta certificazione di RJC e la prima che riguarda la distribuzione negli Stati Uniti.
Ancora dagli Usa, National Jeweler ha rivelato che De Beers ha già selezionato i diamantaire (Crossworks, Dali-Alink, Diarough, Eurostar, Julius Klein, Leo Schachter, Pluczenik, Premier Gem, Rosy Blue, Trau e Venus Jewel) e sta selezionando i punti vendita in vista del lancio del marchio Forevermark (il diamante griffato e numerato con una tecnica segreta e brevettata, presente in Asia sin dal 2008) previsto per il quarto trimestre di quest’anno.
Riconoscimento americano, infine, per Andrea Cagnetti in arte Akelo, un cui gioiello è entrato a far parte della collezione permanente del Newark Museum di New York. L’opera scelta, del 1996, si chiama Hoedus II: un pendente in oro a forma di croce a otto bracci e doppio anello di sospensione realizzato con tecnica mista (filigrana, lamina, granulazione, smalto cloisonné). Akelo è noto per le doti tecniche e artistiche, capace di rielaborare e sperimentare il patrimonio di conoscenze delle culture antiche. Le sue opere sono state esposte in parecchie mostre di tutto il mondo. Attualmente si possono ammirare negli Usa a Carlsbad in California in una mostra personale al museo del Gemological Institute of America.
Commenti disabilitati