12 gennaio 2012

The art of gems

swarovskiPassion Topaz, Plastic Presetting, Marcasite Rose Cut, Zirconia… Pietre naturali oppure create dall’abilità tecnica e inventiva di Swarovski Gems rilanciano nel mondo l’arte del gioiello. Per la prima volta a VICENZAORO Winter, il brand austriaco garantisce qualità assolute con la forza del suo prestigio. Insomma, la sua presenza a Vicenza è uno dei clou di gennaio. In un irresistibile crescendo le sue gemme occupano infatti i primi posti nei campi più disparati della fashion: occhiali, orologi, lifestyle, abbigliamento, elettronica. E naturalmente gioielli. Proverbiale precisione artistica del taglio, disponibilità di quantità e qualità, uniformità nei colori… E’ lo stile della Casa, ma punti alti nell’evoluzione gioielliera li troviamo nell’assortimento di tagli, dimensioni, colori di “Passion Topaz” ottenuto attraverso un processo brevettato nel rispetto rigoroso di ogni regola ambientale ed etica, formidabile alternativa ai topazi colorati per irradiazione. Oppure con la Marcasite Rose Cut, taglio corona a 24 faccette, una prova di artistica tecnicalità. Ed infine l’altra innovazione per il 2012, il Plastic Presetting: in una capsula di plastica colorata è incastonata una pietra a taglio tondo di 2,5 mm (naturale o creata in laboratorio) per un uso molto facile e creativo: un altro colpo di genio.

4 dicembre 2011

La legge dei numeri e quella sulle gemme

Alcune cose interessanti successe in settimana che val la pena di segnalare. Prima di tutto il favoloso trimestre di Tiffany & Co. Il gioielliere di New York ha raggiunto nei tre mesi terminati a fine ottobre ricavi per 821,8 milioni di dollari (+17% a valute costanti), mentre l’utile è stato di 89,7 milioni di dollari (+63%). Nei primi nove mesi l’utile di Tiffany è arrivato a 260,8 milioni di dollari (+39%). Cifre impressionanti, alla faccia della competizione e della congiuntura. E poi c’è chi dice che il brand non conta.

Impressionano anche alcune cifre dell’indagine di R&S-Mediobanca sui conti di otto principali gruppi della moda italiana: Max Mara, Only the brave (Diesel), Tod’s, Zegna, Armani, Prada, Ferragamo, Dolce & Gabbana (con gli ultimi due entrati di recente nel settore della gioielleria). Quel che impressiona maggiormente, al di là dei conti e delle performance che ne fanno le corazzate del made in Italy, è questo: dal 2006 al 2010 i magnifici otto hanno realizzato utili per 3,3 miliardi, ma di questi solo 700 milioni sono stati distribuiti in dividendi. Tutto il resto, 2,7 miliardi, sono stati usati per il consolidamento patrimoniale. Ciò significa che in questi cinque anni hanno potuto investire 1,7 miliardi con mezzi propri, irrobustendo soprattutto la rete commerciale. Proprietà e managemet hanno creduto in quel che facevano e ci hanno investito su. Si diventa grandi così, magari senza l’ausilio del dettaglio tradizionale.

gemmeInfine, il 30 novembre scorso, la Camera dei deputati ha approvato finalmente il testo unificato delle proposte di legge Mazzocchi e Mattesini sulla regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici, quella che prevede l’obbligo di fornire al consumatore una dichiarazione in cui sono descritti i materiali gemmologici venduti, siano essi sfusi o montati (ma solo su richiesta). Un testo che ha trovato d’accordo tutte le parti della filiera, dai produttori ai dettaglianti passando per i dealer. Tocca ora al Senato, ci si augura in fretta, manovre finanziarie permettendo.

7 ottobre 2011

Lasciate che il pubblico venga al Gioiello Day

gioiellodaySe vi capita di essere a Milano domenica 16 ottobre fate un salto al Gioiello Day, l’evento organizzato dal Cisgem e promosso dalla Camera di Commercio milanese. In centro, a palazzo Giureconsulti, affacciato su piazza Duomo, il Gioiello Day offre al pubblico (l’ingresso è libero) l’occasione di incontrare direttamente le aziende orafe partecipanti in un dialogo che troppo spesso manca tra produzione e consumo. Con l’intenzione di promuovere la “cultura della certificazione”, la lodevole iniziativa del Cisgem ha nella sua combinazione tra commercio e didattica – far cioè conoscere il mondo dei preziosi, anche attraverso un gioco test  - la sua caratteristica originale. A corollario della giornata vi sarà infine una sfilata (su invito) con abiti di Raffaella Curiel e i gioielli di quindici aziende.

5 settembre 2011

Comete preziose

cometeUn’anticipazione di quello che Comete presenterà nell’imminente VICENZAORO Choice è la collezione donna ‘Preziosa’ (nella foto), preziosa di nome e di fatto. Probabilmente perché i tempi esigono certezze e valori sicuri, il brand vicentino ha optato infatti per i classici senza tempo del gioiello, ovvero i diamanti, i rubini, gli zaffiri e gli smeraldi abbinati all’oro bianco. Anche per l’uomo Comete ha scelto un metallo prezioso, niente scorciatoie alternative. Realizzate in argento sono infatti le collezioni ‘Royal’ e ‘Cool’ il cui design geometrico viene enfatizzato dal gioco bicolore del metallo color naturale e brunito, degli spinelli e degli zirconi.

20 giugno 2011

La zultanite celebra il trend “camaleonte”

zultaniteSe le certezze di un tempo sono via via crollate per lasciare il gioco in mano al caos, o perlomeno al relativismo più sfrenato, allora evviva il cameleontismo. E dunque, una pietra naturale di straordinaria rarità – si estrae solo in una remota zona della Turchia interna a 1200 metri di altezza – ne diventa il simbolo più eloquente. Le cronache recenti dal Couture di Las Vegas informano infatti il crescente impiego nelle collezioni di alta gioielleria – tra le quali quella del sempre visionario Stephen Webster – di zultanite, una gemma la cui principale proprietà è l’eccezionale cambio di colore: dal verde kiwi (in luce naturale) al rosa-violaceo (con luce ad incadescenza) variando anche in tonalità rosso-cognac in base alle condizioni di illuminazione. Ma a differenza dell’alessandrite, la gemma cangiante sin qui più famosa, la zultanite dispone anche di una gamma di colorazioni intermedie. Scoperta nel 1801, la zultanite è gemmologicamente un diasporo (da non confondere con il diaspro), un’idrossido di alluminio con durezza 6,5/7 e classificata dal GIA gemma trasparente di tipo II. Zultanite si può considerare il suo nome commerciale, così chiamata nel 2005 da Murat Akgun, proprietario della società che ottenne i diritti di estrazione, in onore dei 36 sultani che fondarono l’impero Ottomano. Per tagliarla occorre grande cautela: data la perfetta sfaldatura, il diasporo è una delle pietre più difficili da tagliare, roba da professionisti seri. C’è chi ha calcolato che il prezzo di un gioiello con zultanite è simile ad uno con smeraldo.

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20 maggio 2011

L’unione fa la legge(?)

montecitorioUn’epopea, quella della proposta di legge per regolamentare in Italia il mercato delle gemme, altrimenti un Far West, ancora in misteriosa attesa di approvazione da parte del Parlamento (langue malinconica sin dal 2004), oggetto ieri di un’audizione alla X commissione della Camera dei deputati (attività produttive, commercio, turismo), presieduta dall’onorevole Manuela Dal Lago, già presidente della Fiera di Vicenza, quindi col vantaggio di aver cognizione dei problemi della categoria. Per l’occasione l’Italia orafa si è riunita compatta: una folla. Presenti infatti a Roma Licia Mattioli, neo presidente di Federorafi, Raffaele Maino, presidente di Federpietre, Luciano Bigazzi, presidente di Confartigianato Orafi, Maurizio Colombo, presidente di Unionorafi Confapi, Giuseppe Aquilino, presidente di Confcommercio Federdettaglianti. E poi, Alberto Scarani, consigliere di Assogemme, Paolo Paolillo, coordinatore della commissione gemmologica di Federdettaglianti, e i direttori di Federorafi e Federdettaglianti Stefano De Pascale e Steven Tranquilli. Motivo di tanta partecipazione l’intenzione di ridare slancio all’iter nel frattempo reso complicato da una doppia proposta, quella originale presentata appunto nel 2004 e rivista nel corso delle varie legislature, e di una seconda, più recente. Si tratta insomma di arrivare ad un testo unico che sia finalmente recepito e deliberato dai legislatori. Quattro i principi ispiratori della legge: maggior tutela del consumatore, responsabilità dell’operatore su denominazione e qualità del prodotto, freno alla concorrenza sleale, strumento di tutela della professionalità. Il mondo orafo ha definito l’incontro come un passo importante verso l’approvazione della legge, i politici hanno promesso disponibilità, impegno, attenzione, ascolto. Cose che non si negano mai a nessuno. Per l’approvazione, si vedrà…

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