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	<title>Vioro Magazine &#187; innovazione</title>
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	<description>Il magazine dei gioielli</description>
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		<title>The art of gems</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:11:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Passion Topaz, Plastic Presetting, Marcasite Rose Cut, Zirconia… Pietre naturali oppure create dall’abilità tecnica e inventiva di Swarovski Gems rilanciano nel mondo l’arte del gioiello. Per la prima volta a VICENZAORO Winter, il brand austriaco garantisce qualità assolute con la forza del suo prestigio. Insomma, la sua presenza a Vicenza è uno dei clou di gennaio. In un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/swarovski.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5732]"><img class="alignleft size-full wp-image-5731" title="swarovski" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/swarovski.jpg" alt="swarovski" width="280" height="239" /></a>Passion Topaz, Plastic Presetting, Marcasite Rose Cut, Zirconia… Pietre naturali oppure create dall’abilità tecnica e inventiva di <span style="color: #ff0000;"><em>Swarovski Gems</em></span> rilanciano nel mondo l’arte del gioiello. <em>Per la prima volta a VICENZAORO Winter</em>, il brand austriaco garantisce qualità assolute con la forza del suo prestigio. Insomma, la sua presenza a Vicenza è uno dei clou di gennaio. In un irresistibile crescendo le sue gemme occupano infatti i primi posti nei campi più disparati della fashion: occhiali, orologi, lifestyle, abbigliamento, elettronica. E naturalmente gioielli. Proverbiale precisione artistica del taglio, disponibilità di quantità e qualità, uniformità nei colori… E’ lo stile della Casa, ma punti alti nell’evoluzione gioielliera li troviamo nell&#8217;assortimento di tagli, dimensioni, colori di “Passion Topaz” ottenuto attraverso un processo brevettato nel rispetto rigoroso di ogni regola ambientale ed etica, formidabile alternativa ai topazi colorati per irradiazione. Oppure con la Marcasite Rose Cut, taglio corona a 24 faccette, una prova di artistica tecnicalità. Ed infine l&#8217;altra innovazione per il 2012, il Plastic Presetting: in una capsula di plastica colorata è incastonata una pietra a taglio tondo di 2,5 mm (naturale o creata in laboratorio) per un uso molto facile e creativo: un altro colpo di genio.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Eccentriche ma posate</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 13:21:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Argenteria storica nel padovano, specialista in posateria e in oggetti preziosi per la casa, azienda leader del settore, Rino Greggio da tempo non ha più frequentato VICENZAORO. Ora torna. “Curiosamente – osserva Corrado Villarà, direttore creativo – i gioielli da tavola e quelli da indosso ora coesistono in azienda”. Quattro collezioni di gioielli in argento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/rino-greggio.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5553]"><img class="alignleft size-full wp-image-5554" title="rino greggio" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/rino-greggio.jpg" alt="rino greggio" width="202" height="327" /></a>Argenteria storica</em> nel padovano, specialista in posateria e in oggetti preziosi per la casa, azienda leader del settore, <span style="color: #ff0000;"><em>Rino Greggio</em></span> da tempo non ha più frequentato VICENZAORO. Ora torna. “Curiosamente – osserva Corrado Villarà, direttore creativo – i gioielli da tavola e quelli da indosso ora coesistono in azienda”. Quattro collezioni di <em>gioielli in argento</em> pronte per il lancio, a gennaio il debutto ufficiale. La prima collezione ricorda l’orgoglio produttivo dell’azienda, le posate (quelle di Greggio si trovano anche al Quirinale). Rino Greggio le miniaturizza e nel renderle gioielli fissa la fashion ad un tempo in cui il gusto dell’argento a tavola costituiva uno stile di vita. Non per caso questa collezione è stata chiamata ‘Memorie’. Le Posate hanno atteso un anno prima di essere servite sul mercato. Perché? “Abbiamo lavorato per la perfezione”. Anche per un certo grado di ammirevole stravaganza.</p>
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		<title>Choice notes/4</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 15:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Futuro e quindi giovani. Occorrerà dunque offrire oggi ai giovani delle opportunità per costruire il loro futuro. La Fiera di Vicenza ha dichiarato di essere disponibile alla &#8220;scommessa&#8221; e la scommessa la gioca sul serio. A VICENZAORO Choice è stata dedicata infatti a quindici giovani designer la New Directions Hall, uno spazio di incontro con l&#8217;innovazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/trendvision.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5078]"><img class="alignleft size-full wp-image-5081" title="trendvision" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/trendvision.jpg" alt="trendvision" width="295" height="200" /></a>Futuro e quindi giovani. Occorrerà dunque offrire oggi ai giovani delle opportunità per costruire il loro futuro. La Fiera di Vicenza ha dichiarato di essere disponibile alla &#8220;scommessa&#8221; e la scommessa la gioca sul serio. A <span style="color: #ff0000;">VICENZAORO Choice</span> è stata dedicata infatti a quindici giovani designer la New Directions Hall, uno spazio di incontro con l&#8217;innovazione di forme e di materie, con la creatività, la capacità artigianale. Un incubatore, bella iniziativa per una Fiera che vuole essere la piattaforma del rilancio culturale del settore.</p>
<p>Ai giovani, al di sotto dei 30 anni, italiani e stranieri, la Fiera rivolge inoltre il concorso internazionale di idee &#8220;Next Jeneration Jewellery Talent Contest&#8221; il cui tema è <em><span style="color: #ff0000;">Souvenir d&#8217;Italie</span></em>, inteso sia come oggetto (necessariamente un gioiello) della memoria sia come riferimento formale, artistico, tecnologico, materico, storico e paesaggistico del territorio italiano. La data di scadenza della presentazione dei progetti, inediti, è il 16 marzo 2012.</p>
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		<title>La cultura di sistema</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Augusto Ungarelli, neo presidente del Club degli Orafi, argomenta e difende le ragioni del made in Italy. Oltre ad invocare l’attuazione di tutti i possibili strumenti di tutela e di equa concorrenza, individua nella formazione delle risorse umane un importante fattore di rilancio e crescita. Nel frattempo il Club – contenitore di esperienze e interessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ungarelli1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4871]"><img class="alignleft size-full wp-image-4874" title="ungarelli" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ungarelli1.jpg" alt="ungarelli" width="245" height="212" /></a><span style="color: #ff0000;">Augusto Ungarell</span><span style="color: #ff0000;">i</span>, neo <span style="color: #ff0000;">presidente del Club degli Orafi</span>, argomenta e difende le ragioni del made in Italy. Oltre ad invocare l’attuazione di tutti i possibili strumenti di tutela e di equa concorrenza, individua nella formazione delle risorse umane un importante fattore di rilancio e crescita. Nel frattempo il Club – contenitore di esperienze e interessi diversi lungo la filiera che si integrano secondo una cultura di sistema – vara il progetto “L’intelligenza italiana” che nasce dal “basso”, cioè dalle problematiche reali di settore.</p>
<p><strong>Augusto Ungarelli, piovono critiche e autocritiche sul settore italiano del gioiello: mancano cultura d’impresa, identità, design, strategia distributiva. Che fare?</strong><br />
Il nostro mondo vive da tempo momenti di forte criticità e necessita di una visione attenta e strategie precise, non prive di rischio, per difendere e tutelare il made in Italy, per proteggere la capacità di creare, innovare e produrre con qualità nel nostro Paese. La competizione internazionale e le mutate condizioni degli scenari mondiali obbligano noi imprenditori ad una esasperata attenzione al nostro modo di fare impresa, a superare i campanilismi. Noi come Club stiamo promuovendo nuove alleanze e partnership. Vogliamo farlo basandoci sull’esperienza della nostra storia trentennale di associazione, uniti dal 1980, che fa convivere insieme le diverse anime del mondo del gioiello: l’unione fa la forza.<span id="more-4871"></span><br />
<strong> Per il Club una possibile strategia di rilancio del gioiello italiano passa attraverso tre “R”: radici, responsabilità, ricerca. Spieghi il contenuto di questa formula.</strong><br />
Radici: reagire alla sfida dei Paesi produttori a basso costo puntando sull’unicità di prodotto di grande tradizione. Responsabilità: garantire l’eccellenza e l’etica di prodotto. Ricerca: proiettarsi in un futuro innovativo di stile e nuovi mercati.<br />
<strong> Il Club sta inoltre lavorando ad un progetto chiamato “L’intelligenza italiana”. Bel titolo, può anticipare qualcosa in proposito?</strong><br />
“L’intelligenza italiana” nasce da un percorso comune di ricerca e dialogo tra i soci del Club che ci ha portati a individuare in mestiere, stile, cultura, etica, fiducia, i pilastri fondamentali per poter competere sui mercati globali con successo e con la sicurezza di una specifica identità. E’ un progetto di cui siamo molto fieri, perché nasce dal “basso”, dalle problematiche reali di settore. La comunicazione del concetto di “Intelligenza Italiana” passa attraverso un’intensa attività di PR, primo passo verso l’esterno.<br />
<strong> Antonio Catalani, professore alla Bocconi, dice che è ormai ingenuo pensare che il “saper fare” sia garanzia di risultati economici e crescita perché con questa competenza ne occorrono altre di carattere organizzativo, distributivo, di marketing. Secondo la teoria di Catalani l’orgoglio di essere produttori appartiene ad una visione romantica e passata. Cosa risponde da produttore</strong>?<br />
Il professor Catalani ha ragione. L’orgoglio di essere produttori italiani di grande qualità è ancora molto attuale, ma è un vantaggio competitivo se integrato a moderne capacità gestionali d’alto livello. Il passato va riattualizzato e utilizzato come elemento distintivo di una storia, di una tradizione da trasmettere e da comunicare, senza esser schiavi del passato. Essenziale è la formazione di professionalità nuove e qualificate per il nostro mondo. E’ un percorso che il comparto orafo deve impegnarsi ad intraprendere rapidamente, senza esitazione, con la collaborazione di istituzioni formative. Abbiamo la fortuna di avere disponibili scuole di eccellenza di ogni livello, da imprenditore non posso che stimolarne l’incontro e la collaborazione.<br />
<strong> Una questione di risorse umane, dunque.<br />
</strong> Abito e lavoro a Valenza, distretto famoso nel mondo per l’artigianalità del gioiello d’alto livello, ogni giorno vivo sulla mia pelle la forza e le contraddizioni di questo tessuto che permette di produrre eccellenza. Oggi questa cultura produttiva è in sofferenza e rischia di essere smantellata dalla crisi, rischiamo quindi di perdere un valore aggiunto difficilmente riproducibile altrove. E’ responsabilità degli imprenditori intervenire attivamente per preservare tutto ciò, valorizzando le risorse umane ed auspicando la sensibilità e la collaborazione degli organi istituzionali verso un progetto di innovazione dei distretti.<br />
<strong> Produzioni provenienti da lontano, poi marchiate made in Italy. Forse l’outsourcing fa del bene ai conti delle aziende, ma di sicuro non all’immagine di eccellenza italiana. Quali sono invece le ragioni per restare a produrre in Italia?</strong><br />
Produrre gioielli in Italia è garanzia di qualità, creatività, stile. Oggi le imprese italiane che hanno superato la crisi per competere con il low cost sono state costrette a ristrutturarsi, offrendo prodotti e servizi frutto di investimenti in ricerca, creatività, innovazione con il valore aggiunto dell’italianità. Questa non nasce spontaneamente, né si può semplicemente “acquistare”, ma è frutto di investimento in quella che abbiamo definito l’“intelligenza italiana”. Produrre in Italia è una risorsa che appartiene a donne e uomini ed alle imprese che rendono possibile l’esistenza di un tessuto produttivo vitale, che è anche occupazione, competenze che non si disperdono: in poche parole è conservazione di una ricchezza patrimonio di tutto il Paese. Sono motivi etici importanti, in cui molti imprenditori ancora credono contribuendo all’esistenza ed al valore del made in Italy.<br />
<strong> E come lo difendiamo?<br />
</strong> La protezione della proprietà intellettuale deve essere centrale nella strategia operativa delle imprese e del nostro Club. Ma altri, oltre a produrre, sono i fattori che determineranno il successo o l’insuccesso delle aziende: da una parte la capacità degli imprenditori di gestire ed amministrare le stesse, dall’altra la capacità di penetrare nuovi mercati, e ciò non dipende esclusivamente dall’abilità degli imprenditori, ma dalla capacità concreta del nostro Paese a fare sistema e ottenere reciprocità di trattamenti nelle tassazioni all’ingresso, normative contro la contraffazione a difesa del made in Italy.<br />
<strong> Sentito dire nell’ultima edizione della Fiera di Vicenza che il nuovo mantra per il settore non deve essere più “fare sistema”, ma “cultura”. Detto però che il “fare sistema” non ha avuto esiti particolarmente brillanti, ci salverà la cultura?</strong><br />
Il mondo del gioiello è molto individualista e non molto capace di alleanze. Però il Club è una testimonianza vivente di come far sistema e cultura allo stesso tempo. La nostra mission e struttura è un catalizzatore per voci discordanti e diverse che trovano spazio e possibilità di integrazione, di rispetto e conoscenza reciproci. Un esempio, l’incontro del luglio scorso che abbiamo organizzato è stato particolarmente significativo con la presenza dei massimi esponenti mondiali di World Gold Council, De Beers e Platino in un momento di grande turbolenza e stress per l’andamento delle materie prime. Un evento eccezionale e unico: oggi l’Italia e l’Europa in generale hanno una minor attrattività rispetto ai paesi emergenti a cui sono indirizzati la maggior parte degli investimenti. Eppure questi importanti personaggi hanno accettato il nostro invito per iniziare un nuovo dialogo. Hanno fiducia in noi e nel rapporto pluriennale che abbiamo col mercato. Sistema, alleanze e cultura non si improvvisano, si costruiscono negli anni come i brand e poi i risultati si vedono.</p>
<p><strong>Chi è<br />
</strong> Augusto Ungarelli, classe 1950, laurea in architettura, è amministratore unico di Vendorafa Lombardi. E’ stato eletto nuovo presidente del Club degli Orafi nel maggio scorso. Egli è inoltre vicepresidente del consiglio di amministrazione di Promoteo, consorzio del Politecnico di Torino, sede di Alessandria.</p>
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		<title>Computer, computer delle mie brame</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 09:18:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nonostante i dubbi ormai praticamente dissolti, lo shopping di lusso online avanza con entusiasmo, non c&#8217;è praticamente griffe che non disponga di boutique virtuale. E così, attorno al fenomeno spuntano applicazioni per dispositivi mobili (come l&#8217;iPhone) e computer sempre più sofisticate e divertenti. Boucheron, illustre gioielliere parigino (gruppo PPR), lancia adesso la novità myBoucheron.com, pescando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/boucheron1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4671]"><img class="alignleft size-full wp-image-4673" title="boucheron" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/boucheron1.jpg" alt="boucheron" width="333" height="190" /></a>Nonostante i dubbi ormai praticamente dissolti, lo shopping di lusso online avanza con entusiasmo, non c&#8217;è praticamente griffe che non disponga di boutique virtuale. E così, attorno al fenomeno spuntano applicazioni per dispositivi mobili (come l&#8217;iPhone) e computer sempre più sofisticate e divertenti. <span style="color: #ff0000;">Boucheron</span>, illustre gioielliere parigino (gruppo PPR), lancia adesso la novità <a href="http://www.myboucheron.com/" target="_blank"><strong>myBoucheron.com</strong></a>, pescando agli albori del consumismo di massa quando il sogno di un acquisto poteva manifestarsi attraverso un cartamodello. Il concetto è questo: se in foto il gioiello ti piace e se una volta acquistato online e finalmente indossato a casa non ti dovesse piacere più, che succede? Chiaro, esiste il diritto di recesso, ma vuoi mettere la delusione e la seccatura? Con myBoucheron.com esiste invece la rivoluzionaria possibilità di provare il gioiello o l&#8217;orologio scelto comodamente a casa, davanti allo schermo del proprio computer, trasformato in uno specchio magico. E già: basterà  scegliere il gioiello che si vuol provare, stampare, ritagliare ed infilare la sagoma al dito o al polso. E poi, nello schermo del computer, grazie alla webcam attivata, il cartamodello si trasformerà nel gioiello desiderato. Tutto in perfetta riservatezza ed intimità. Per una volta la tecnologia non è una minacciosa distrazione per il consumatore, ma un alleato del gioielliere.</p>
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		<title>Vioro America è mobile</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 08:40:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima l’edizione di maggio solo su iPad, adesso l’edizione speciale Vioro America disponibile gratuitamente su multipiattaforma per smartphone e tablet. Le pubblicazioni della Fiera di Vicenza sono entrate quindi nel futuro dell’editoria attraverso la meraviglia dei dispositivi mobili. Con le opportunità offerte da questi mezzi di comunicazione, la distribuzione dei magazine viene insomma potenziata massimizzando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ipad_america.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4541]"><img class="alignleft size-full wp-image-4542" title="ipad_america" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ipad_america.jpg" alt="ipad_america" width="252" height="352" /></a>Prima l’edizione di maggio solo su iPad, adesso l’edizione speciale <span style="color: #ff0000;">Vioro America</span> disponibile gratuitamente su multipiattaforma per smartphone e tablet. Le pubblicazioni della Fiera di Vicenza sono entrate quindi nel futuro dell’editoria attraverso la meraviglia dei dispositivi mobili. Con le opportunità offerte da questi mezzi di comunicazione, la distribuzione dei magazine viene insomma potenziata massimizzando la sua diffusione. L’implementazione dei servizi online è una delle priorità del nuovo corso della Fiera di Vicenza nell’ottica di dare un nuovo mezzo di promozione all’industria orafa, fornendo un importante ed esclusivo strumento per l’operatività dei buyer.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Scaricare gratuitamente Vioro America. Istruzioni per l&#8217;uso</span></strong></p>
<p>1) Visitate l&#8217;indirizzo web con il proprio browser mobile <a href="http://america.vioromagazine.it" target="_blank"><strong>http://america.vioromagazine.it</strong></a> con ogni smartphone o tablet pc. E&#8217; richiesta la connessione a internet.</p>
<p>2) Attendere qualche secondo per caricare Vioro America.</p>
<p>3) Per aggiungere l&#8217;applicazione sul vostro smartphone o tablet pc, cliccate sul vostro browser mobile &#8220;Aggiungi ai Preferiti&#8221; e successivamente &#8220;Aggiungi a Home&#8221;.</p>
<p>4) Confermate cliccando &#8220;Aggiungi&#8221;</p>
<p>Grazie a questa multipiattaforma è possibile condividere su facebook, twitter, oppure inviare un&#8217;email ad un amico con il link della rivista.</p>
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		<title>Appunti da VICENZAORO Charm/2</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 15:30:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con spazi tematici come l&#8217;Inspirational Gallery o l&#8217;Officina Creativa o con il talk show inaugurale &#8220;Chi ha paura&#8230;?&#8221;, VICENZAORO Charm ha probabilmente esacerbato i termini della lotta ormai titanica tra alto e basso, tra lusso e accessibilità, tra &#8220;vero&#8221; e &#8220;falso&#8221;, tra il concetto di prezzo e quello di valore, anche tra chi insiste nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/duepunti.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4505]"><img class="alignleft size-full wp-image-4504" title="duepunti" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/duepunti.jpg" alt="duepunti" width="254" height="176" /></a>Con spazi tematici come l&#8217;Inspirational Gallery o l&#8217;Officina Creativa o con il talk show inaugurale &#8220;Chi ha paura&#8230;?&#8221;, VICENZAORO Charm ha probabilmente esacerbato i termini della lotta ormai titanica tra alto e basso, tra lusso e accessibilità, tra &#8220;vero&#8221; e &#8220;falso&#8221;, tra il concetto di prezzo e quello di valore, anche tra chi insiste nel mantenere tutto in Italia e chi invece non vede alternative nel servirsi di manifatture a basso costo provenienti da altri continenti. E&#8217; chiaro, non se ne esce, ognuno ha le sue buone ragioni per prendere una direzione o il suo contrario. Il Grande Timoniere Mao Tse-Tung sentenziò confucianamente: &#8220;grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è ottima&#8221;. Più che ottimo, pare invece che oggi lo sgretolarsi accelerato dell&#8217;idea che il gioiello debba essere fatto in materiali preziosi abbia motivazioni economiche prima che concettuali, che prevalga la necessità sul pensiero. Altri tempi (appena un decennio fa) quando il connubio plastica + diamanti appariva un vezzo snob. E allora, parafrasando: &#8220;<span style="color: #ff0000;">grande è l&#8217;ibridazione sotto il cielo</span>&#8220;. Ma c&#8217;è tuttavia chi riesce a trovare in questo contesto occasione per spensierati divertissement, come nel caso della novità presentata a Vicenza da Blue White Group. La società milanese ha creato il marchio Due Punti, colorata deviazione alla sua produzione di alta gioielleria. Si tratta di un anello in silicone su cui è incastonato un brillante da due punti. E l&#8217;idea ha incontrato l&#8217;incondizionato entusiasmo di un illustre diamantaire, dichiaratosi prontissimo a coglierne le potenzialità commerciali.</p>
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		<title>Caparbio nero</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 16:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maison ginevrina de Grisogono festeggia quest&#8217;anno il 15esimo anniversario del lancio del diamante nero, innovazione che le diede la fama internazionale e che cambiò definitivamente il modo di guardare il diamante (si pensi ad esempio al successivo uso delle gemme &#8220;icy&#8221;, merito ancora di Fawaz Gruosi, fondatore di de Grisogono, nella foto). Per l&#8217;occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/gruosi.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g3798]"><img class="alignleft size-full wp-image-3799" title="gruosi" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/gruosi.jpg" alt="gruosi" width="214" height="358" /></a>La maison ginevrina <span style="color: #ff0000;">de Grisogono</span> festeggia quest&#8217;anno il 15esimo anniversario del lancio del diamante nero, innovazione che le diede la fama internazionale e che cambiò definitivamente il modo di guardare il diamante (si pensi ad esempio al successivo uso delle gemme &#8220;icy&#8221;, merito ancora di Fawaz Gruosi, fondatore di de Grisogono, nella foto). Per l&#8217;occasione il marchio lancia la continuazione della collezione “noire” con bracciali in galuchat nero o bianco e diamanti neri, un anello in oro rosa con diamante nero di più di 20 carati, mentre a Baselword 2011 spazio ad una nuova collezione di orologi eloquentemente denominata “Black For Ever&#8221;. Ricordando gli inizi di questa avventura di stile in un&#8217;intervista esclusiva di Vioro Magazine che sarà pubblicata nel prossimo numero di maggio, Gruosi afferma: &#8220;Praticamente, tutti mi consigliavano di lasciar perdere, a tutt’oggi mi rendo conto di aver fatto un’ottima scelta seguendo il mio istinto e il mio gusto personale e i risultati mi hanno dato ragione&#8221;.</p>
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		<title>Rebecca 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 11:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarichi l&#8217;app gratuitamente sull&#8217;iPhone o l&#8217;iPad, sfogli il catalogo e scegli, ti scatti una foto e provi il gioiello scelto vedendo immediatamente l&#8217;effetto che fa. Lo stesso puoi fare naturalmente con una foto del fidanzato, della moglie, dell&#8217;amico e via elencando. E se vuoi addirittura conoscere i pareri della tua cerchia di amici basta condividere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/rebeccapp.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g3702]"><img class="alignleft size-full wp-image-3701" title="rebeccapp" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/rebeccapp.jpg" alt="rebeccapp" width="202" height="306" /></a>Scarichi l&#8217;app gratuitamente sull&#8217;iPhone o l&#8217;iPad, sfogli il catalogo e scegli, ti scatti una foto e provi il gioiello scelto vedendo immediatamente l&#8217;effetto che fa. Lo stesso puoi fare naturalmente con una foto del fidanzato, della moglie, dell&#8217;amico e via elencando. E se vuoi addirittura conoscere i pareri della tua cerchia di amici basta condividere con loro la foto, pubblicandola su Facebook. Infine, se scatta l&#8217;impulso all&#8217;acquisto, cerchi il concessionario più vicino a te: grazie alla localizzazione GPS il telefonino o il tablet sanno dove ti trovi. Dal virtuale al reale: <span style="color: #ff0000;">Rebecca</span>, uno dei marchi italiani più forti nel bijoux fashion (23 milioni di euro di fatturato), ha colto al volo i passi da gigante che sta facendo la tecnologia mobile.</p>
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		<title>Adesso il Far East innova</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
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		<description><![CDATA[La vitalità del Far East, ormai non più solo temibile competitor sulle quantità facendo leva sul basso prezzo, ma anche proiettato verso l&#8217;innovazione di prodotto. E&#8217; ad esempio notizia recente che il brevetto internazionale Coronet Solitaire (una corona di sette brillanti montati senza griffe circondano un ottavo brillante posto al centro ottenendo l&#8217;effetto di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/aaronshumcoronet.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g3635]"><img class="alignleft size-full wp-image-3643" title="aaronshumcoronet" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/aaronshumcoronet.jpg" alt="aaronshumcoronet" width="274" height="187" /></a>La vitalità del Far East, ormai non più solo temibile competitor sulle quantità facendo leva sul basso prezzo, ma anche proiettato verso l&#8217;innovazione di prodotto. E&#8217; ad esempio notizia recente che il brevetto internazionale <span style="color: #ff0000;">Coronet Solitaire</span> (<em>una corona di sette brillanti montati senza griffe circondano un ottavo brillante posto al centro ottenendo l&#8217;effetto di un luminosissimo solitario, nella foto</em>), di proprietà dell&#8217;azienda cinese Aaron Shum e diventato brand (è anche distribuito in Italia da Govoni) è stato premiato con l&#8217;Hong Kong Top Brands, promosso dall&#8217;Hong Kong Brand Development Council proprio al fine di incoraggiare le aziende locali a lavorare sulla qualità e perciò migliorare la percezione dell&#8217;immagine dell&#8217;industria della gioielleria made in Hong Kong (e Shenzhen).</p>
<p>Arriva oggi la notizia che il marchio <span style="color: #ff0000;">Miiori New York</span>, di proprietà di Jacob&#8217;s Jewelry, società armena con centro produttivo a Bangkok, presenterà alla prossima fiera di Basilea il nuovo brevetto studiato in modo che un pavé di pietre preziose cambi colore col movimento di chi lo indossa o di chi lo osserva. Non più statico, insomma, ma cangiante (dai 2 ai 3 colori). Si tratta di una innovazione nel metodo di incassatura e di posizionamento delle singole pietre che dà anche la possibilità di celare (e disvelare) un logo o le iniziali: perfetta per rispondere ai desideri di personalizzazione della clientela.</p>
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