25 gennaio 2012

Va’ dove ti porta il business. A Oriente

tiffanyAppena siglata la joint venture di distribuzione negli Emirati con Damas Jewellery, delizia e poi croce e del made in Italy orafo, che con probabilità sarà operativa nel secondo trimestre 2012, Tiffany & Co. guarda al futuro, e ancora più a Est. Il quotidiano indiano Economic Times ha infatti scritto ieri che Tiffany sta trattando con Reena Wadhwa, già attrice e riconvertitasi in imprenditrice del settore dei beni di lusso (e già partner di Gucci), il suo ingresso nel mercato dell’India. “Il brand americano – scrive l’Economic Times – vuole correre ai ripari visti i cali di fatturato negli ultimi mesi del 2012 negli Usa e in Europa e ha perciò valutato l’India come una opportunità di lungo termine, puntando ad aggiudicarsi una fetta sostanziosa di un mercato del lusso che oggi vale 5,8 miliardi di dollari, la cui crescita fino al 2015 viene stimata in un 20% annuo per un valore di 14,7 miliardi”.

Tag:brand, mercato
31 dicembre 2011

Quel che è successo. Buon anno a tutti

Un mercato fieristico improntato alla dura selezione, la deriva inflazionistica della materie prime con una correzione al ribasso nell’ultimo trimestre, la clamorosa acquisizione di Bulgari da parte di LVMH e l’altrettanto clamorosa vendita della famiglia Oppenheimer della quota di maggioranza di De Beers, le vendite record delle aste di gioielli, il progressivo avvicinamento della moda al mondo del gioiello. Ecco una selezione delle notizie più interessanti del settore in questo 2011 ormai agli sgoccioli.

14 gennaio 2011 Il giorno precedente l’apertura di VICENZAORO Richline International annuncia l’accordo preliminare per l’acquisizione di Rosato da perfezionare entro febbraio 2011. In primavera l’operazione sarà annullata. Rosato passerà sotto il controllo di Brosway a novembre.

pavilion20 gennaio 2011 Chiude VICENZAORO con un risultato selettivo. 19 mila ingressi, +8% gli stranieri, +2,5% gli italiani. Intanto la Fiera di Vicenza presenta il piano FDV 2011/2015 con il progetto del nuovo padiglione monoplanare di oltre 15.000 mq ad una sola campata. Accanto ad esso sorgerà inoltre un parcheggio multipiano. I lavori cominceranno nel gennaio prossimo.

21 febbraio 2011 Il World Gold Council comunica i dati sulla domanda mondiale di oro nel 2010. Anno record per quantità e per il valore più alto di sempre (la quotazione si è rivalutata mediamente del 26%): 3.812,2 tonnellate per circa 150 miliardi di dollari Usa. La gioielleria è aumentata del 17% grazie ai mercati dell’Asia, in particolare cinesi e indiani.

trapani7 marzo 2011 Annuncio shock: la maggioranza del capitale di Bulgari passa sotto il controllo di LVMH. L’amministratore delegato Francesco Trapani entrerà nel comitato esecutivo di Lvmh, assumendo anche la direzione di tutte le attività orologeria e gioielleria della conglomerata francese.

11 marzo 2011 FederDettaglianti diffonde i risultati di un sondaggio sulle vendite del Natale 2010. Metà degli intervistati denuncia cali tra l’11 e il 30%.

23 marzo 2011 Scompare Elizabeth Taylor, il cui nome rimarrà per sempre nella storia del cinema, ma anche in quella dei gioielli. A dicembre l’asta di Christie’s della sua collezione batterà tutti i record di vendita.

31 marzo 2011 Chiude Baselworld: 103.200 presenze (+2,5%). Per il settore degli orologi i riscontri sono da record, ma per la gioielleria il sentimento è più sfumato: meno buyer, di buona qualità e molto ma molto selettivi.

12 aprile 2011 Varda Shine, managing director di DTC, annuncia alla Reuters che anche nel 2011 saliranno i prezzi del grezzo, ma non con l’impeto del 2010. Tutto è dovuto alla domanda, altro che speculazione. A ottobre, tuttavia, la bolla si sgonfierà un po’.

kate29 aprile 2011 Nozze reali tra William, erede al trono dei Windsor, e Kate Middleton che indossa orecchini in platino e diamanti raffiguranti una foglia di quercia e relativa ghianda creati dal gioielliere londinese Robinson Pelham per combinarsi alla tiara di Cartier del 1936, di proprietà della regina Elisabetta.

3 maggio 2011 Dopo 65 anni alla presidenza di Confindustria Federorafi è eletta una donna e per di più giovane: per un settore pesantemente al maschile come quello orafo un’autentica rivoluzione. E’ Licia Mattioli, quarantenne, amministratore delegato dell’azienda Antica Ditta Marchisio di Torino.

vioroipad19 maggio 2011 Vioro Magazine lancia, prima rivista di settore, l’edizione digitale gratuita per iPad.

5 luglio 2011 La Salvatore Ferragamo, appena quotata alla borsa di Milano, annuncia a Parigi il lancio per ottobre della sua collezione di gioielleria, la cui creatività e produzione è affidata a Gianni Bulgari.

Agosto 2011 La quotazione dell’oro schizza al prezzo massimo di 1913 dollari/oncia. E’ record storico. Adesso l’oro è ripiegato sotto i 1600 dollari/oncia.

5 settembre 2011 Altra innovazione digitale della Fiera di Vicenza in collaborazione con Pentastudio: è lanciata la App VICENZAORO per iPhone e iPad, la guida per orientarsi più agevolmente all’interno delle manifestazioni orafe.

12 settembre 2011 Scompare all’età di 81 anni Francesco Roberto, grande esperto di pietre e di mercati, figura di spicco nel panorama “sindacale” (è stato, tra gli altri, presidente di Federpietre).

15 settembre 2011 Chiude VICENZAORO di settembre con 22.100 presenze di operatori professionali e ripropone l’andamento delle fiere più recenti: il mercato è seriamente selettivo.

dolce&gabbana22 settembre 2011 Domenico Dolce e Stefano Gabbana annunciano la collezione Dolce & Gabbana di gioielli. “Una collezione preziosa che riscopre una certa eredità italiana: le madonnine, i cammei, i coralli, i cornetti”.

17 ottobre 2011 Secondo l’Osservatorio Altagamma 2011 il settore gioielli e orologi di lusso è destinato nel 2011 ad una crescita in valore del 18% . Ciò grazie ad “una situazione dei consumi (di fascia alta e altissima) ancora superiore alle attese”, destinata a confermarsi anche nel 2012.

1 novembre 2011 L’assemblea plenaria del Kimberley Process acconsente all’esportazione di diamanti grezzi estratti da due giacimenti della regione di Marange (nello Zimbabwe). La decisione rafforza le feroci polemiche sulla serietà etica del commercio delle gemme.

4 novembre 2011 Altra notizia shock: la famiglia Oppenheimer cede alla Anglo American la quota di maggioranza della De Beers. L’industria del diamante non avrà più gli Oppenheimer tra i suoi punti di riferimento.

buccellati9 novembre 2011 Dopo oltre 4 decadi di separazione, i Buccellati annunciano la loro riunificazione. La riunione conta sulla Simest, finanziaria pubblica di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero, come partner con il 49% del capitale.

15 novembre 2011 Venduto all’asta per 12,4 milioni di dollari il Sun Drop Diamond, il più grande diamante giallo al mondo, purezza VVS1, 110,03 carati, estratto nel 2010 in Sud Africa. Per le vendite all’incanto è boom di incassi.

22 novembre 2011 FederDettaglianti pubblica i risultati del sondaggio sull’andamento del mercato in Italia nel periodo maggio-agosto. Quel che in aprile sembrava un anno in recupero, appare invece essere nuovamente interlocutorio: per il 39% degli intervistati le vendite sono diminuite fra il 5 e il 10% rispetto al primo quadrimestre, per il 13% fra l’11 e il 20%, e per il 14% fra il 21 ed il 30%.

30 novembre 2011 La Camera dei deputati approva il testo di legge sulla regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici, che prevede l’obbligo di fornire al consumatore una dichiarazione dei materiali gemmologici venduti (solo su richiesta). Manca ora l’approvazione del Senato.

9 dicembre 2011 Chow Tai Fook, la più grande catena di gioielleria al mondo, che domina il mercato retail del Far East (secondo la società Frost & Sullivan detiene in Cina una quota di mercato pari al 12,6%) raccoglie dal collocamento alla borsa di Hong Kong 2 miliardi di dollari contro i 3 ipotizzati.

Liz Taylor Christie’s14 dicembre 2011 L’evento gioielliero dell’anno è l’asta newyorchese di Christie’s della collezione privata di Elizabeth Taylor. Il totale dell’incasso ammonta a 157 milioni di dollari (oltre ai gioielli, anche abiti haute couture, accessori e arte), superando ogni aspettativa. Una conferma del fatto che mai come adesso, in tempi di massima turbolenza finanziaria, le aste di gioielleria godono di grosse attenzioni come solida alternativa di investimento.

30 dicembre 2011

Consumi di Natale e strategie

Alcuni probabilmente ricorderanno la poesia di Vincenzo Cardarelli avendola imparata a memoria a scuola: “Autunno, Già lo sentimmo venire nel vento d’agosto, nelle piogge di settembre…” Tornano in mente quei malinconici versi a proposito dei consumi natalizi in Italia: i primi dati sono crudi, gioielli compresi. Un andamento che i più acuti già ipotizzavano durante VICENZAORO di settembre, vedendoci giusto. Consola invece leggere le cronache dello shopping natalizio negli Stati Uniti. Tra i dettaglianti intervistati ad esempio dal National Jeweler molti hanno affermato di essere tornati addirittura ai livelli di vendita pre-crisi, diciamo: il 2007. Altri, invece, hanno dichiarato minor traffico in negozio, ma acquisti di un certo valore. Insomma, se l’Italia affronta un periodo tra i più critici della sua storia, fortuna vuole per i produttori made in Italy che nel mondo (anche nei problematici Stati Uniti, non più stella polare dell’export italiano) le cose vadano in maniera assai diversa. Ulteriore indicazione di quella che deve essere una concreta ed univoca strategia (delle Istituzioni, delle Fiere, delle Associazioni di categoria) a sostegno delle nostre produzioni di gioielleria.

13 dicembre 2011

Se lo dice la “bibbia”…

wwdIeri WWD, quotidiano considerato la “bibbia” del fashion system non solo Usa ma del mondo intero, ha dedicato un lungo articolo alla gioielleria di fascia alta. Il succo del discorso lo si intuisce già dal titolo che leggete accanto: “grandi prezzi, grande domanda”, ulteriore conferma che le fasce alte sono intoccate dalla gelata dei consumi e che se ne infischiano degli aumenti dei prezzi. Secondo David Wu, retail analyst del Telsey Advisory Group, tra il marzo 2010 e il settembre 2011 l’aumento medio dei prezzi è stato infatti del 23%. Nonostante ciò la domanda dei consumatori resta forte. Wu, tuttavia, prevede una inevitabile pressione sui margini in conseguenza dell’impennata dei prezzi delle materie prime avvenuta durante l’estate scorsa a partire dalla prossima primavera. Nell’articolo a tenere alta la bandiera italiana c’è Faraone Mennella, marchio in verità più newyorkese che tricolore (ma il grosso della produzione avviene a Arezzo). Uno stupefatto Amedeo Scognamiglio, cofondatore del marchio, afferma che “quando la quotazione dell’oro è ai massimi, sono i gioielli in solo oro ad essere venduti per primi”. Altra conferma: il metallo sotto forma di gioiello come riserva. Alla faccia dei cambiamenti.

Tag:lusso, mercato
4 dicembre 2011

La legge dei numeri e quella sulle gemme

Alcune cose interessanti successe in settimana che val la pena di segnalare. Prima di tutto il favoloso trimestre di Tiffany & Co. Il gioielliere di New York ha raggiunto nei tre mesi terminati a fine ottobre ricavi per 821,8 milioni di dollari (+17% a valute costanti), mentre l’utile è stato di 89,7 milioni di dollari (+63%). Nei primi nove mesi l’utile di Tiffany è arrivato a 260,8 milioni di dollari (+39%). Cifre impressionanti, alla faccia della competizione e della congiuntura. E poi c’è chi dice che il brand non conta.

Impressionano anche alcune cifre dell’indagine di R&S-Mediobanca sui conti di otto principali gruppi della moda italiana: Max Mara, Only the brave (Diesel), Tod’s, Zegna, Armani, Prada, Ferragamo, Dolce & Gabbana (con gli ultimi due entrati di recente nel settore della gioielleria). Quel che impressiona maggiormente, al di là dei conti e delle performance che ne fanno le corazzate del made in Italy, è questo: dal 2006 al 2010 i magnifici otto hanno realizzato utili per 3,3 miliardi, ma di questi solo 700 milioni sono stati distribuiti in dividendi. Tutto il resto, 2,7 miliardi, sono stati usati per il consolidamento patrimoniale. Ciò significa che in questi cinque anni hanno potuto investire 1,7 miliardi con mezzi propri, irrobustendo soprattutto la rete commerciale. Proprietà e managemet hanno creduto in quel che facevano e ci hanno investito su. Si diventa grandi così, magari senza l’ausilio del dettaglio tradizionale.

gemmeInfine, il 30 novembre scorso, la Camera dei deputati ha approvato finalmente il testo unificato delle proposte di legge Mazzocchi e Mattesini sulla regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici, quella che prevede l’obbligo di fornire al consumatore una dichiarazione in cui sono descritti i materiali gemmologici venduti, siano essi sfusi o montati (ma solo su richiesta). Un testo che ha trovato d’accordo tutte le parti della filiera, dai produttori ai dettaglianti passando per i dealer. Tocca ora al Senato, ci si augura in fretta, manovre finanziarie permettendo.

1 dicembre 2011

Una riflessione a margine

1 dicembre, in fondo al mese c’è Natale. Tre settimane di shopping e c’è un’associazione di consumatori che ha invocato il Governo italiano di anticipare la stagione delle svendite al 10 dicembre, probabilmente visti i risultati del week end del Thanksgiving negli Usa. Dall’altra parte dell’oceano, infatti, vendite record per 52 miliardi di dollari. La parte del leone l’hanno fatta le grandi catene e i centri commerciali, ma anche i gioiellieri indipendenti, come scrive il National Jeweler, si sono dichiarati soddisfatti. Bridal, diamanti e gioielli in argento tra le categorie più richieste, ma anche il gioiello in oro ha goduto dei favori del pubblico. In generale, la cifra strabiliante in relazione alla congiuntura economica è stata possibile grazie agli sconti, i dettaglianti hanno agito sui margini. Ecco, quella dei margini è una questione annosa e spinosa nei rapporti dentro la filiera orafa, con i produttori che più o meno velatamente lamentano l’ostinazione da parte dei dettaglianti di applicare margini da “tempi di vacche grasse”. Viceversa, David Lamb, managing director jewellery del World Gold Council, spiega in un’intervista su Vioro Magazine di gennaio 2012, che in India i gioielli in oro di fascia bassa (principalmente a 22 carati) sono posti in vendita con margini del 12-13%. Non sono solo un’economia che tira e una prospettiva di un futuro migliore ad alimentare i consumi orafi indiani, anche il prezzo è una componente fondamentale per attirare i clienti. Senza scendere ai livelli indiani, non esiste in Italia margine di manovra?

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