Il gruppo Damiani vuol crescere anche attraverso le licenze. Dopo i marchi fashion Jil Sander, Martin Margiela, Gianfranco Ferré, e dopo i brand “rombanti” Ferrari, Maserati e Ducati, ora nella galleria del gioielliere milanese entra a far parte John Galliano. La partnership con l’eccentrico e flamboyant stilista inglese rinforza dunque la volontà di Damiani di mettere a disposizione dei brand internazionali le sue competenze nell’alta gioielleria ed il proprio network distributivo. Oro in diverse tonalità, diamanti bianchi e neri, peridoto, perle giapponesi, rodocrosite, tormalina rossa, topazio blu, quarzo fumé, onice: elementi e materiali sembrano accostati in modo apparentemente casuale, in realtà rispondono al proverbiale estro pirotecnico di Galliano, uno spirito interpretato dai maestri orafi di Damiani per combinazioni moderne ma dal sapore di un lusso d’altri tempi.
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Recenti esperienze vissute dal settore hanno insegnato che non tutto ciò che fa o dice la moda è oro colato. E poi tra moda e gioielli esistono delle differenze se non proprio insormontabili, molto complicate da coniugare. Meglio allora tenersi strette quelle differenze piuttosto che scimmiottare modi che non appartengono alla cultura del gioiello. Però è sempre opportuno guardare al mondo della moda, confrontarsi, se non altro per avere materia su cui riflettere. Fa riflettere, ad esempio, quel che ha detto in un’intervista al quotidiano La Repubblica Mario Boselli (nella foto LaPresse), eletto per la quarta volta presidente della Camera della Moda Italiana. A proposito delle sfilate milanesi, da qualche tempo oggetto di polemiche al calor bianco, Boselli dice, testualmente: “il ruolo di Milano nella rappresentazione del prêt-à-porter alto non è mai stato in discussione. Le altre capitali della moda sono New York per la promozione e il branding, Londra per i giovani, Parigi per l’alta moda. Ma nessuna di queste piazze ha un sistema industriale e produttivo alle spalle come il nostro. L’85% di quello che si vede sfilare a Milano Moda Donna è made in Italy, a Parigi le griffe francesi sono sotto il 50%. Milano è la vetrina per tutti i protagonisti della filiera tessile abbigliamento italiana”. Fatti tutti i dovuti distinguo, pare l’identikit della Fiera di Vicenza. E se dunque sacrosanto è il pressing degli orafi nei confronti delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni per poter finalmente contare su strumenti di tutela delle produzioni assediate da concorrenze più o meno lecite e danneggiate da un sistema di dazi e di controlli asimmetrico, è forse opportuno chiedersi, oggi più che mai, se questa difesa non debba transitare attraverso un’unica piazza commerciale, forte, riconosciuta e condivisa da tutto il sistema.
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Ancora un salto indietro a VICENZAORO Charm per parlare di moda e di gioielli, un rapporto forse necessario in termini creativi e mercantili, ma non privo di tribolazioni, false partenze, ambizioni spezzate. Il “caso Mariella Burani” è forse il paradigma in negativo di questa liaision. Reduce dall’esperienza Burani è il romagnolo Gimmi Baldinini (a destra nella foto) della griffe omonima nota per le calzature, incontrato in Fiera perché invitato da Assogemme per il salone Gem World. Baldinini orafo non è, ma il ciclone Burani ha travolto anche lui, egli è stato però capace di riprendere il controllo della sua azienda tra somme imponenti investite, reclamate, promesse e perdute. Una disavventura finanziaria più che di prodotto e di mercato. Baldinini non si è perso d’animo e il suo marchio, fortissimo in Russia, viaggia quest’anno con un +30% di fatturato. L’emiliano Marco Marchi (a sinistra) di Liu-Jo rappresenta invece il rovescio della medaglia: sul rapporto di licenza tra il suo brand e Nardelli Gioielli splende il sole. Una delle pochissime case history di questo tipo a funzionare. Marchi ha visitato la Fiera per festeggiare il mirabolante +212% dell’azienda orafa campana. Esiste un segreto? Dare alla licenza il valore della relazione personale, senza pressioni o smanie di massimizzare l’investimento. Insomma, Liu-Jo ha lavorato con pazienza e fiducia, traendone grandi benefici. Lo champagne stappato era del tutto giustificato.
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E proprio vero: il primo amore non si scorda mai. E così tra la novità che Rosato porta a VicenzaOro First, c’è ‘Unique’, collezione versatile, scomponibile, divertente. Soprattutto inconfondibile: il soggetto è infatti la borsetta, qui realizzata in argento con un accorgimento “tattico”: il fiocco è staccabile e diventa un accessorio per creare altri gioielli o altri modi di indossare gli stessi.
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Effetto sorprendente della crisi: il gioiello corre in soccorso della moda. Ed infatti, la haute couture parigina (nella foto, un abito Christian Dior) alla ricerca di novità che rilancino un settore giudicato in declino di creativi, ordini, clienti si affida all’alta gioielleria nell’intenzione di trasformare la kermesse in una “settimana del lusso” a 360 gradi, vetrina privilegiata delle esclusività eccellenti. E’ notizia di ieri, infatti, che la Chambre Syndicale parigina ha deciso di introdurre nel calendario delle sfilate alta moda una giornata dedicata ai gioielli. Già a partire dalla prossima edizione, 25-28 gennaio 2010, sette tra i più importanti nomi dei preziosi, francesi ça va sans dire, affiancheranno i capi delle maison di moda.
I magnifici sette sono Boucheron, Cartier, Chanel Joaillerie, Chaumet, Christian Dior Joaillerie, Mellerio e Van Cleef & Arpels. Riceveranno solo su appuntamento giovedì 28 gennaio.
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L’irresistibile richiamo della moda ha stavolta contagiato Roberto Bravo. L’azienda ha infatti collaborato con la stilista Victoria Gres in occasione della Ukrainian Fashion Week, svoltasi a Kiev. I gioielli delle fiabesche collezioni ‘Noah’s Ark’, ‘Feya’ e ‘Monarch Butterfly’ si sono combinati alle fantasiose creazioni della Gres, ispirate ad una donna che vive perfettamente a suo agio a Parigi senza dimenticare le tradizioni stilistiche russe. L’esperimento ha ottenuto un successo ben oltre il pronostico, rinforzando l’immagine di Roberto Bravo nel mercato dell’Ucraina e delle repubbliche confinanti e palesando l’indomito spirito commerciale di un marchio sempre attento a cogliere tutte le opportunità.
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