30 aprile 2011

Occhio alla quercia

kateCi informano che continua sostenuta la domanda di repliche dell’anello di fidanzamento regalato a novembre da William a Kate Middleton – l’originale è in platino, diamanti e zaffiro. Ma da ieri, giorno del matrimonio tra l’erede al trono Windsor e la bella borghese, ora duchessa di Cambridge (nella foto dal sito del Telegraph), è ipotizzabile un rinnovato “effetto Kate“. Tra il corredo nuziale già ampiamente vivisezionato da centinaia di siti internet compare il delizioso paio di orecchini in platino e diamanti raffiguranti una foglia di quercia e relativa ghianda creati dal gioielliere londinese Robinson Pelham per combinarsi alla tiara di Cartier del 1936, di proprietà della regina Elisabetta, ispirati allo stemma della famiglia Middleton realizzato per ragioni di etichetta. Un esperto del ramo ha commentato: “una miscela originale tra modernità e continuità”. E il simbolo si farà presumibilmente moda.

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27 settembre 2010

La moda dei cambiamenti

marchiIn pieno svolgimento a Milano la settimana della moda: passerelle, vip, buyer, party, tendenze e business. Torna però in mente il breve colloquio avuto a VICENZAORO Choice con Marco Marchi, amministratore delegato di Liu-Jo (più o meno 200 milioni di euro di fatturato), da un po’ presenza fissa in Fiera per “accompagnare” una delle poche liaison riuscite tra moda e gioiello, il marchio Liu-Jo Luxury in licenza a Nardelli Gioielli (nella foto LaPresse, Marchi, al centro, è con Domenico Nardelli e Barbara D’Urso che indosserà l’orologio Liu-Jo in Tv). Marchi ha una visione fresca e controcorrente della cose, ad esempio: sfilate no (”uno spreco da mezzo milioni di euro”), Facebook sì (Liu-Jo ha 70 mila “amici” registrati). Insomma, tutta l’attenzione e le risorse economiche vanno rivolte verso il consumatore, basta con riti che sono sostanzialmente autoreferenziali. Questa freschezza, e i risultati economici di questa realtà a metà strada tra fast fashion e moda pronta di lusso, ha finalmente convinto la Camera Nazionale della Moda Italiana ad accogliere Liu-Jo tra i suoi iscritti dopo anni di indifferenza snob. Il fatto è che Marchi la mette giù dura: “se alla Camera non si vorranno capire i cambiamenti del mercato, noi possiamo fare a meno di loro”. Che c’entra questo con la gioielleria? E’ la visione che c’entra, la capacità di vedere le cose in modo diverso e innescare i mutamenti. Cosa di cui ce n’è bisogno come l’aria.

22 luglio 2010

Damiani per Galliano: licenza di fashion

John Galliano necklaceIl gruppo Damiani vuol crescere anche attraverso le licenze. Dopo i marchi fashion Jil Sander, Martin Margiela, Gianfranco Ferré, e dopo i brand “rombanti” Ferrari, Maserati e Ducati, ora nella galleria del gioielliere milanese entra a far parte John Galliano. La partnership con l’eccentrico e flamboyant stilista inglese rinforza dunque la volontà di Damiani di mettere a disposizione dei brand internazionali le sue competenze nell’alta gioielleria ed il proprio network distributivo. Oro in diverse tonalità, diamanti bianchi e neri, peridoto, perle giapponesi, rodocrosite, tormalina rossa, topazio blu, quarzo fumé, onice: elementi e materiali sembrano accostati in modo apparentemente casuale, in realtà rispondono al proverbiale estro pirotecnico di Galliano, uno spirito interpretato dai maestri orafi di Damiani per combinazioni moderne ma dal sapore di un lusso d’altri tempi.

3 giugno 2010

Una per tutti(?)

Immagine 2Recenti esperienze vissute dal settore hanno insegnato che non tutto ciò che fa o dice la moda è oro colato. E poi tra moda e gioielli esistono delle differenze se non proprio insormontabili, molto complicate da coniugare. Meglio allora tenersi strette quelle differenze piuttosto che scimmiottare modi che non appartengono alla cultura del gioiello. Però è sempre opportuno guardare al mondo della moda, confrontarsi, se non altro per avere materia su cui riflettere. Fa riflettere, ad esempio, quel che ha detto in un’intervista al quotidiano La Repubblica Mario Boselli (nella foto LaPresse), eletto per la quarta volta presidente della Camera della Moda Italiana. A proposito delle sfilate milanesi, da qualche tempo oggetto di polemiche al calor bianco, Boselli dice, testualmente: “il ruolo di Milano nella rappresentazione del prêt-à-porter alto non è mai stato in discussione. Le altre capitali della moda sono New York per la promozione e il branding, Londra per i giovani, Parigi per l’alta moda. Ma nessuna di queste piazze ha un sistema industriale e produttivo alle spalle come il nostro. L’85% di quello che si vede sfilare a Milano Moda Donna è made in Italy, a Parigi le griffe francesi sono sotto il 50%. Milano è la vetrina per tutti i protagonisti della filiera tessile abbigliamento italiana”. Fatti tutti i dovuti distinguo, pare l’identikit della Fiera di Vicenza. E se dunque sacrosanto è il pressing degli orafi nei confronti delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni per poter finalmente contare su strumenti di tutela delle produzioni assediate da concorrenze più o meno lecite e danneggiate da un sistema di dazi e di controlli asimmetrico, è forse opportuno chiedersi, oggi più che mai, se questa difesa non debba transitare attraverso un’unica piazza commerciale, forte, riconosciuta e condivisa da tutto il sistema.

Tag:fiera, moda
31 maggio 2010

Gente di moda

liujo2Ancora un salto indietro a VICENZAORO Charm per parlare di moda e di gioielli, un rapporto forse necessario in termini creativi e mercantili, ma non privo di tribolazioni, false partenze, ambizioni spezzate. Il “caso Mariella Burani” è forse il paradigma in negativo di questa liaision. Reduce dall’esperienza Burani è il romagnolo Gimmi Baldinini (a destra nella foto) della griffe omonima nota per le calzature, incontrato in Fiera perché invitato da Assogemme per il salone Gem World. Baldinini orafo non è, ma il ciclone Burani ha travolto anche lui, egli è stato però capace di riprendere il controllo della sua azienda tra somme imponenti investite, reclamate, promesse e perdute. Una disavventura finanziaria più che di prodotto e di mercato. Baldinini non si è perso d’animo e il suo marchio, fortissimo in Russia, viaggia quest’anno con un +30% di fatturato. L’emiliano Marco Marchi (a sinistra) di Liu-Jo rappresenta invece il rovescio della medaglia: sul rapporto di licenza tra il suo brand e Nardelli Gioielli splende il sole. Una delle pochissime case history di questo tipo a funzionare. Marchi ha visitato la Fiera per festeggiare il mirabolante +212% dell’azienda orafa campana. Esiste un segreto? Dare alla licenza il valore della relazione personale, senza pressioni o smanie di massimizzare l’investimento. Insomma, Liu-Jo ha lavorato con pazienza e fiducia, traendone grandi benefici. Lo champagne stappato era del tutto giustificato.

Tag:moda
12 gennaio 2010

O la borsa o Unique

KIT UNIQUE BE proprio vero: il primo amore non si scorda mai. E così tra la novità che Rosato porta a VicenzaOro First, c’è ‘Unique’, collezione versatile, scomponibile, divertente. Soprattutto inconfondibile: il soggetto è infatti la borsetta, qui realizzata in argento con un accorgimento “tattico”: il fiocco è staccabile e diventa un accessorio per creare altri gioielli o altri modi di indossare gli stessi.

Tag:argento, moda
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