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	<title>Vioro Magazine &#187; moda</title>
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	<description>Il magazine dei gioielli</description>
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		<title>Occhio alla quercia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 23:02:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci informano che continua sostenuta la domanda di repliche dell&#8217;anello di fidanzamento regalato a novembre da William a Kate Middleton &#8211; l&#8217;originale è in platino, diamanti e zaffiro. Ma da ieri, giorno del matrimonio tra l&#8217;erede al trono Windsor e la bella borghese, ora duchessa di Cambridge (nella foto dal sito del Telegraph), è ipotizzabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/kate1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4232]"><img class="alignleft size-full wp-image-4235" title="kate" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/kate1.jpg" alt="kate" width="218" height="274" /></a>Ci informano che continua sostenuta la domanda di repliche dell&#8217;anello di fidanzamento regalato a novembre da William a Kate Middleton &#8211; l&#8217;originale è in platino, diamanti e zaffiro. Ma da ieri, giorno del matrimonio tra l&#8217;erede al trono Windsor e la bella borghese, ora duchessa di Cambridge (<em>nella foto dal sito del Telegraph</em>), è ipotizzabile un rinnovato &#8220;<span style="color: #ff0000;">effetto Kate</span>&#8220;. Tra il corredo nuziale già ampiamente vivisezionato da centinaia di siti internet compare il delizioso paio di orecchini in platino e diamanti raffiguranti una foglia di quercia e relativa ghianda creati dal gioielliere londinese Robinson Pelham per combinarsi alla tiara di Cartier del 1936, di proprietà della regina Elisabetta, ispirati allo stemma della famiglia  Middleton realizzato per ragioni di etichetta. Un esperto del ramo ha commentato: &#8220;una miscela originale tra modernità e continuità&#8221;. E il simbolo si farà presumibilmente moda.</p>
<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/oakearrings.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4232]"><img class="aligncenter size-full wp-image-4233" title="oakearrings" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/oakearrings.jpg" alt="oakearrings" width="257" height="308" /></a></p>
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		<title>La moda dei cambiamenti</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 11:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In pieno svolgimento a Milano la settimana della moda: passerelle, vip, buyer, party, tendenze e business. Torna però in mente il breve colloquio avuto a VICENZAORO Choice con Marco Marchi, amministratore delegato di Liu-Jo (più o meno 200 milioni di euro di fatturato), da un po&#8217; presenza fissa in Fiera per &#8220;accompagnare&#8221; una delle poche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/marchi.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g3069]"><img class="alignleft size-full wp-image-3071" title="marchi" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/marchi.jpg" alt="marchi" width="399" height="275" /></a>In pieno svolgimento a Milano la settimana della moda: passerelle, vip, buyer, party, tendenze e business. Torna però in mente il breve colloquio avuto a VICENZAORO Choice con Marco Marchi, amministratore delegato di <span style="color: #ff0000;">Liu-Jo</span> (più o meno 200 milioni di euro di fatturato), da un po&#8217; presenza fissa in Fiera per &#8220;accompagnare&#8221; una delle poche liaison riuscite tra moda e gioiello, il marchio Liu-Jo Luxury in licenza a Nardelli Gioielli (<em>nella foto LaPresse, Marchi, al centro, è con Domenico Nardelli e Barbara D&#8217;Urso che indosserà l&#8217;orologio Liu-Jo in Tv</em>). Marchi ha una visione fresca e controcorrente della cose, ad esempio: sfilate no (&#8221;uno spreco da mezzo milioni di euro&#8221;), Facebook sì (Liu-Jo ha 70 mila &#8220;amici&#8221; registrati). Insomma, tutta l&#8217;attenzione e le risorse economiche vanno rivolte verso il consumatore, basta con riti che sono sostanzialmente autoreferenziali. Questa freschezza, e i risultati economici di questa realtà a metà strada tra fast fashion e moda pronta di lusso, ha finalmente convinto la Camera Nazionale della Moda Italiana ad accogliere Liu-Jo tra i suoi iscritti dopo anni di indifferenza snob. Il fatto è che Marchi la mette giù dura: &#8220;se alla Camera non si vorranno capire i cambiamenti del mercato, noi possiamo fare a meno di loro&#8221;. Che c&#8217;entra questo con la gioielleria? E&#8217; la visione che c&#8217;entra, la capacità di vedere le cose in modo diverso e innescare i mutamenti. Cosa di cui ce n&#8217;è bisogno come l&#8217;aria.</p>
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		<title>Damiani per Galliano: licenza di fashion</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 15:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gruppo Damiani vuol crescere anche attraverso le licenze. Dopo i marchi fashion Jil Sander, Martin Margiela, Gianfranco Ferré, e dopo i brand “rombanti” Ferrari, Maserati e Ducati, ora nella galleria del gioielliere milanese entra a far parte John Galliano. La partnership con l’eccentrico e flamboyant stilista inglese rinforza dunque la volontà di Damiani di mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/John-Galliano-necklace.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g2829]"><img class="alignleft size-full wp-image-2830" title="John Galliano necklace" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/John-Galliano-necklace.jpg" alt="John Galliano necklace" width="275" height="407" /></a>Il <span style="color: #ff0000;">gruppo Damiani</span> vuol crescere anche attraverso le licenze. Dopo i marchi fashion Jil Sander, Martin Margiela, Gianfranco Ferré, e dopo i brand “rombanti” Ferrari, Maserati e Ducati, ora nella galleria del gioielliere milanese entra a far parte <span style="color: #ff0000;">John Galliano</span>. La partnership con l’eccentrico e flamboyant stilista inglese rinforza dunque la volontà di Damiani di mettere a disposizione dei brand internazionali le sue competenze nell’alta gioielleria ed il proprio network distributivo. Oro in diverse tonalità, diamanti bianchi e neri, peridoto, perle giapponesi, rodocrosite, tormalina rossa, topazio blu, quarzo fumé, onice: elementi e materiali sembrano accostati in modo apparentemente casuale, in realtà rispondono al proverbiale estro pirotecnico di Galliano, uno spirito interpretato dai maestri orafi di Damiani per combinazioni moderne ma dal sapore di un lusso d’altri tempi.</p>
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		<title>Una per tutti(?)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:58:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Recenti esperienze vissute dal settore hanno insegnato che non tutto ciò che fa o dice la moda è oro colato. E poi tra moda e gioielli esistono delle differenze se non proprio insormontabili, molto complicate da coniugare. Meglio allora tenersi strette quelle differenze piuttosto che scimmiottare modi che non appartengono alla cultura del gioiello. Però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-25.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g2709]"><img class="alignleft size-full wp-image-2708" title="Immagine 2" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-25.jpg" alt="Immagine 2" width="264" height="260" /></a>Recenti esperienze vissute dal settore hanno insegnato che non tutto ciò che fa o dice la moda è oro colato. E poi tra moda e gioielli esistono delle differenze se non proprio insormontabili, molto complicate da coniugare. Meglio allora tenersi strette quelle differenze piuttosto che scimmiottare modi che non appartengono alla cultura del gioiello. Però è sempre opportuno guardare al mondo della moda, confrontarsi, se non altro per avere materia su cui riflettere. Fa riflettere, ad esempio, quel che ha detto in <span style="color: #ff0000;">un&#8217;intervista al quotidiano La Repubblica Mario Boselli </span>(<em>nella foto LaPresse</em>), eletto per la quarta volta presidente della Camera della Moda Italiana. A proposito delle sfilate milanesi, da qualche tempo oggetto di polemiche al calor bianco, Boselli dice, testualmente: &#8220;il ruolo di Milano nella rappresentazione del prêt-à-porter alto non è mai stato in discussione. Le altre capitali della moda sono New York per la promozione e il branding, Londra per i giovani, Parigi per l&#8217;alta moda. Ma nessuna di queste piazze ha un sistema industriale e produttivo alle spalle come il nostro. L&#8217;85% di quello che si vede sfilare a Milano Moda Donna è made in Italy, a Parigi le griffe francesi sono sotto il 50%. Milano è la vetrina per tutti i protagonisti della filiera tessile abbigliamento italiana&#8221;. Fatti tutti i dovuti distinguo, pare l&#8217;identikit della Fiera di Vicenza. E se dunque sacrosanto è il pressing degli orafi nei confronti delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni per poter finalmente contare su strumenti di tutela delle produzioni assediate da concorrenze più o meno lecite e danneggiate da un sistema di dazi e di controlli asimmetrico, è forse opportuno chiedersi, oggi più che mai, se questa difesa non debba transitare <span style="color: #ff0000;">attraverso un&#8217;unica piazza commerciale</span>, forte, riconosciuta e condivisa da tutto il sistema.</p>
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		<title>Gente di moda</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:09:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora un salto indietro a VICENZAORO Charm per parlare di moda e di gioielli, un rapporto forse necessario in termini creativi e mercantili, ma non privo di tribolazioni, false partenze, ambizioni spezzate. Il “caso Mariella Burani” è forse il paradigma in negativo di questa liaision. Reduce dall’esperienza Burani è il romagnolo Gimmi Baldinini (a destra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/liujo2.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g2689]"><img class="alignleft size-full wp-image-2688" title="liujo2" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/liujo2.jpg" alt="liujo2" width="330" height="268" /></a>Ancora un salto indietro a VICENZAORO Charm per parlare <span style="color: #ff0000;">di moda e di gioielli</span>, un rapporto forse necessario in termini creativi e mercantili, ma non privo di tribolazioni, false partenze, ambizioni spezzate. Il “caso Mariella Burani” è forse il paradigma in negativo di questa liaision. Reduce dall’esperienza Burani è il romagnolo <span style="color: #ff0000;">Gimmi Baldinini</span> (<em>a destra nella foto</em>) della griffe omonima nota per le calzature, incontrato in Fiera perché invitato da Assogemme per il salone Gem World. Baldinini orafo non è, ma il ciclone Burani ha travolto anche lui, egli è stato però capace di riprendere il controllo della sua azienda tra somme imponenti investite, reclamate, promesse e perdute. Una disavventura finanziaria più che di prodotto e di mercato. Baldinini non si è perso d’animo e il suo marchio, fortissimo in Russia, viaggia quest’anno con un +30% di fatturato. L’emiliano <span style="color: #ff0000;">Marco Marchi</span> (<em>a sinistra</em>) di Liu-Jo rappresenta invece il rovescio della medaglia: sul rapporto di licenza tra il suo brand e Nardelli Gioielli splende il sole. Una delle pochissime case history di questo tipo a funzionare. Marchi ha visitato la Fiera per festeggiare il mirabolante +212% dell’azienda orafa campana. Esiste un segreto? Dare alla licenza il valore della relazione personale, senza pressioni o smanie di massimizzare l’investimento. Insomma, Liu-Jo ha lavorato con pazienza e fiducia, traendone grandi benefici. Lo champagne stappato era del tutto giustificato.</p>
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		<title>O la borsa o Unique</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:47:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E proprio vero: il primo amore non si scorda mai. E così tra la novità che Rosato porta a VicenzaOro First, c’è ‘Unique’, collezione versatile, scomponibile, divertente. Soprattutto inconfondibile: il soggetto è infatti la borsetta, qui realizzata in argento con un accorgimento “tattico”: il fiocco è staccabile e diventa un accessorio per creare altri gioielli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/KIT-UNIQUE-B.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1831]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1833" title="KIT UNIQUE B" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/KIT-UNIQUE-B-300x209.jpg" alt="KIT UNIQUE B" width="300" height="209" /></a>E proprio vero: il primo amore non si scorda mai. E così tra la novità che <span style="color: #ff0000;">Rosato</span> porta a VicenzaOro First, c’è ‘Unique’, collezione versatile, scomponibile, divertente. Soprattutto inconfondibile: il soggetto è infatti la borsetta, qui realizzata in argento con un accorgimento “tattico”: il fiocco è staccabile e diventa un accessorio per creare altri gioielli o altri modi di indossare gli stessi.</p>
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		<title>Moda e gioiello: alleanza parigina</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:05:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Effetto sorprendente della crisi: il gioiello corre in soccorso della moda. Ed infatti, la haute couture parigina (nella foto, un abito Christian Dior) alla ricerca di novità che rilancino un settore giudicato in declino di creativi, ordini, clienti si affida all’alta gioielleria nell’intenzione di trasformare la kermesse in una “settimana del lusso” a 360 gradi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Christian-Dior-Haute-Couture-Paris-Spring-Summer-2007-2.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1717]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1718" title="Christian Dior Haute Couture Paris, Spring-Summer 2007 (2)" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Christian-Dior-Haute-Couture-Paris-Spring-Summer-2007-2-199x300.jpg" alt="Christian Dior Haute Couture Paris, Spring-Summer 2007 (2)" width="199" height="300" /></a>Effetto sorprendente della crisi: il gioiello corre in soccorso della moda. Ed infatti, la <span style="color: #ff0000;">haute couture </span>parigina (<em>nella foto, un abito Christian Dior</em>) alla ricerca di novità che rilancino un settore giudicato in declino di creativi, ordini, clienti si affida all’<span style="color: #ff0000;">alta gioielleria</span> nell’intenzione di trasformare la kermesse in una “settimana del lusso” a 360 gradi, vetrina privilegiata delle esclusività eccellenti. E’ notizia di ieri, infatti, che la Chambre Syndicale parigina ha deciso di introdurre nel calendario delle sfilate alta moda una giornata dedicata ai gioielli. Già a partire dalla prossima edizione, 25-28 gennaio 2010, sette tra i più importanti nomi dei preziosi, francesi <em>ça va sans dire</em>, affiancheranno i capi delle maison di moda.  I magnifici sette sono Boucheron, Cartier, Chanel Joaillerie, Chaumet, Christian Dior Joaillerie, Mellerio e Van Cleef &amp; Arpels. Riceveranno solo su appuntamento giovedì 28 gennaio.</p>
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		<title>Bravo anche in Ucraina</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’irresistibile richiamo della moda ha stavolta contagiato Roberto Bravo. L&#8217;azienda ha infatti collaborato con la stilista Victoria Gres in occasione della Ukrainian Fashion Week, svoltasi a Kiev. I gioielli delle fiabesche collezioni ‘Noah’s Ark’, ‘Feya’ e ‘Monarch Butterfly’ si sono combinati alle fantasiose creazioni della Gres, ispirate ad una donna che vive perfettamente a suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/128-3047.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1530]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1531" title="128-3047" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/128-3047-200x300.jpg" alt="128-3047" width="200" height="300" /></a>L’irresistibile richiamo della moda ha stavolta contagiato <span style="color: #ff0000;">Roberto Bravo</span>. L&#8217;azienda ha infatti collaborato con la stilista Victoria Gres in occasione della Ukrainian Fashion Week, svoltasi a Kiev. I gioielli delle fiabesche collezioni ‘Noah’s Ark’, ‘Feya’ e ‘Monarch Butterfly’ si sono combinati alle fantasiose creazioni della Gres, ispirate ad una donna che vive perfettamente a suo agio a Parigi senza dimenticare le tradizioni stilistiche russe. L’esperimento ha ottenuto un successo ben oltre il pronostico, rinforzando l’immagine di Roberto Bravo nel mercato dell’Ucraina e delle repubbliche confinanti e palesando l’indomito spirito commerciale di un marchio sempre attento a cogliere tutte le opportunità.</p>
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		<title>Gioielli d&#8217;Italia, l&#8217;Italia s&#8217;è desta</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 10:41:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato un mese di agosto torrido, non solo per la temperatura. Torrido per le notizie giunte da Rosato e da MBFG, due tra le società protagoniste dell&#8217;operazione finanziaria più rilevante di sempre per il settore: la creazione di un gruppo di aziende orafe facenti capo ad una holding della moda. Rosato (nella foto, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/hurley.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1167]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1180" title="hurley" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/hurley-300x213.jpg" alt="hurley" width="270" height="192" /></a>E&#8217; stato un mese di agosto torrido, non solo per la temperatura. Torrido per le notizie giunte da <span style="color: #ff0000;">Rosato</span> e da <span style="color: #ff0000;">MBFG</span>, due tra le società protagoniste dell&#8217;operazione finanziaria più rilevante di sempre per il settore: la creazione di un gruppo di aziende orafe facenti capo ad una holding della moda. Rosato (<em>nella foto, la testimonial Elizabeth Hurley</em>), dopo esser tornata in possesso dei fondatori, si è rivolta al tribunale per chiedere il concordato preventivo, oberata da 80 milioni di euro di debito su un giro d&#8217;affari di circa 20 milioni di euro, cercando in questo modo di sanare i conti e continuare l&#8217;attività attraverso una newco. I debiti di MBFG arrivano addirittura a quasi mezzo miliardo di euro dopo una semestrale pessima che ha inoltre costretto la Borsa italiana a sospendere il titolo a tempo indeterminato. A tale proposito, proponiamo il commento sulla ritirata di MBFG dal settore orafo pubblicato sull&#8217;ultimo numero di Vioro Magazine attualmente in distribuzione.<span id="more-1167"></span></p>
<p><strong>Aut aut</strong> Si è destata da un sogno, l’Italia dei gioielli o almeno quella esigua parte dell’Italia gioielliera che (eccezionalmente) aveva negli anni recenti seguito i consigli degli economisti. “Aggregatevi e fate squadra. O rassegnatevi a perire”, questo era il consiglio. Facendo violenza alla propria natura (i gioiellieri nascono lupi solitari), alcuni imprenditori orafi si guardarono allora intorno e scoprirono quanto fosse scarso tra i colleghi il reciproco appetito. Nessuno aveva voglia dell’altro, nè fusioni nè inclusioni. Il comparto orafo italiano, in controtendenza dunque con il settore del lusso mondiale, mostrava un’anoressia invincibile.</p>
<p><strong>Altri imprenditori</strong> del più vasto settore lusso si mostrarono però di diverso parere: “Il mercato della gioielleria a livello mondiale cresce a tassi importanti. – ebbe occasione di osservare Giovanni Burani di MBFG (Mariella Burani Fashion Group) consultando i dati del 2005 – Il nostro segmento di riferimento, il lusso accessibile, è solo marginalmente sfruttato nella gioielleria branded”.  Detto fatto, i Burani – che avevano già acquisito Facco Corporation – nel tardo 2006 provvidero ad arruolare Rosato e Valente (più tardi fu il turno di Calgaro) nella sub-holding Gioielli d’Italia, che rispondeva a MBFG. Un bel malloppo di marchi, un ricco e vario ventaglio di target, un portafoglio diversificato includente fashion di ogni tipo. Nei disegni, si prospettava un percorso vincente simile a quello che Burani aveva sperimentato con Antichi Pellettieri, il polo della pelletteria.</p>
<p><strong>Impressione generale</strong> Pur se altri marchi orafi come Damiani o Morellato o Cielo Venezia raggruppavano a loro volta marchi, il dato principale restava che gli imprenditori dell’abbigliamento stavano assorbendo il gioiello, centralizzando funzioni manageriali e coordinamenti operativi. Era probabilmente un’impressione generale, dato che non risultano operazioni simili della stessa portata. Ma tanto è bastato per pensare che il gioiello stava perdendo la propria secolare specificità per diventare un elemento tra tanti nell’arte ma soprattutto nella pratica dell’abbigliarsi. Non un giudizio: un fatto, che nella vulgata si traduceva però in una resa. Addio autonomia.</p>
<p><strong>“Siamo diversi”</strong> Ad inizio luglio 2009 un comunicato di MBFG ha informato che Burani ha ceduto il 51% di Calgaro a Calgaro medesimo, il quale dunque è tornato a possiedere il 100% di se stesso. Dal fondatore al fondatore passando per il fashion brand. Attenzione: identico ritorno c’era stato in maggio, perchè la quota di Rosato in Burani è tornata allo stesso Rosato. Del resto, a fine aprile Walter Burani, presidente del consiglio di amministrazione, aveva annunciato a fronte di una situazione economica non brillante per il gruppo: “stiamo implementando iniziative complementari di creazione del valore che comprendono l’ulteriore razionalizzazione del gruppo con opportuni disinvestimenti di attività non core e/o poco redditizie”. Mancano per adesso notizie di Facco (51% del capitale) e di Valente (60%), ma ci basterà citare a mo’ di commento un pensiero di Simona Rosato per stabilire una distanza concettuale che non si è saldata: “Con Burani ho compreso molte cose, ho ampliato la distribuzione nel Medio Oriente e in Russia, aperto boutique monomarca a Firenze, Milano e Roma&#8230; Ma la materia prima della gioielleria è costosa, implica l’investimento di un capitale non paragonabile a quello impiegato in altri settori e questo condiziona la maniera stessa di ragionare. Le dinamiche di mercato seguono vie diverse”. Eravamo nell’autunno 2008, la bufera finanziaria aveva appena cominciato a fischiare e qualcosa si stava muovendo nel non facile rapporto fashion/gioiello. La morale? Nessuna per ora, e poi in questo settore ci dichiariamo relativisti. Di stretta osservanza. Pur se rimane il fatto di un repentino rigetto difficile da ipotizzare, pareva quello un modo finalmente efficace ed efficiente, solido e organizzato, per dare al settore orafo una concreta opportunità futura: il gioiello percepito anche dall’esterno come creatore di valore e perciò ammesso nel gran mondo, rutilante e remunerativo, della moda. Trattato alla pari. Per adesso quella opportunità si è interrotta.</p>
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		<title>Facco Corporation cede la licenza Sweet Years Jewels</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 12:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facco Corporation comunica la cessione dal 1 settembre della licenza di Sweet Years Jewels e si concentra sui suoi marchi fashion: Facco Gioielli (+27% il fatturato nel 2009) e quelli in licenza Braccialini Gioielli e Baldinini Jewellery.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1138" title="_MG_1597" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/MG_1597-300x193.jpg" alt="_MG_1597" width="300" height="193" /><span style="color: #ff0000;">Facco Corporation</span> comunica la cessione dal 1 settembre della licenza di Sweet Years Jewels e si concentra sui suoi marchi fashion: Facco Gioielli (+27% il fatturato nel 2009) e quelli in licenza Braccialini Gioielli e Baldinini Jewellery.<span id="more-1137"></span></p>
<p>Particolarmente soddisfatta degli ottimi risultati ottenuti negli ultimi mesi con il marchio Facco Gioielli, i piani di sviluppo di Facco Corporation prevedono la concentrazione sul mondo del gioiello fashion e da oggi, 1 settembre, l’azienda vicentina cede la licenza di Sweet Years Jewels concordata nel 2006 con il marchio milanese. Facco Gioielli è sicuramente sulla strada giusta. Lo testimonia il 27% di fatturato in più realizzato fino ad oggi rispetto all’anno scorso. “Mix tra collezioni nate dal mood passionale che ci caratterizza, scelte strategiche e politiche di vendita dettate anche dal contesto, ma soprattutto ritmo serrato di una squadra, la nostra, che ci conferma vincenti”, conclude Gilberto Facco (<em>al centro n</em><em>ella foto con Carla Braccialini e Gimmi Baldinin</em>i). E non solo. A fianco del mondo fashion di Facco Gioielli c’è il <em>Simbolo d’oro e d’amore</em> per ogni occasione di regalo: Charms &amp; Charms. Non solo gioiello in oro, ma soprattutto servizio al cliente gioielliere. Per concludere. infine, la conferma di Braccialini Gioielli e Baldinini Jewellery: due marchi in licenza con forti caratteristiche fashion e due mondi sinergici per Facco Corporation.</p>
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