3 agosto 2010

Oro in discesa

goldGli economisti sono sempre bravi a dirti cos’è successo, mai quel che succederà. Nel senso che non ci azzeccano troppo, ma ciò non gli impedisce di provarci. A dispetto di quanto affermava nel novembre scorso Marc Faber, ritenuto uno dei più importanti guru della finanza (”l’oro non scenderà più sotto i 1.000 dollari/oncia”), Natixis Commodity Markets, società di consulenza finanziaria, prevede che dopo aver toccato il record storico di 1.265 dollari/oncia a giugno, il metallo ora scenda: “esiste il potenziale per una futura debolezza”, dice Natixis. Già nel terzo trimestre del 2010 l’oro punta a quota 1.050 con una previsione di media annuale attorno ai 1.125 dollari/oncia. Tendenza che si rafforzerà nel 2011, quando l’oro scenderà sotto la soglia psicologica di 1.000, per una media di 950. L’argento seguirà il trend, arrivando a 16 dollari/oncia nel quarto trimestre. In controtendenza, invece, i metalli del gruppo del platino: l’anno prossimo il platino è destinato ad una quotazione media di 1.700 dollari/oncia, il palladio di 510. Chiediamoci: quelli di Natixis avranno visto giusto?

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20 maggio 2010

VICENZAORO Charm: parliamo di dazi e di leggi

tajaniVICENZORO Charm, meno due giorni. La manifestazione sarà inaugurata sabato prossimo dall’onorevole Antonio Tajani (nella foto), vice presidente della Commissione Europea per l’industria e l’imprenditoria. Il taglio del nastro sarà preceduto dal seminario Quale Europa per il gioiello italiano promosso da Fiera di Vicenza e Provincia di Vicenza per un confronto sul tema dei dazi nel settore manifatturiero orafo-argentiero-gioielliero made in Italy. Ad aprire i lavori in sala Fogazzaro alle 10 saranno il presidente della Fiera Roberto Ditri e Dino Secco, vice presidente della Provincia di Vicenza. Presente, oltre a Tajani, anche l’onorevole Catia Polidori, relatrice della legge che disciplina la materia dei titoli e dei marchi orafi alla commissione attività produttive della Camera dei Deputati. Nel numero di maggio Vioro Magazine ha intervistato la stessa Polidori sull’argomento. Di seguito il testo dell’intervista.

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13 maggio 2010

I muscoli dell’oro

68Si tratterà solo di pura coincidenza, ma capita sempre più spesso che a ridosso degli appuntamenti fieristici l’oro ci ricordi la sua (cara) esistenza e mostri i muscoli. Ad una decina di giorni da VICENZAORO Charm e a dispetto di tutti gli indici in calo dopo il pauroso crollo borsistico causato dal rischio fallimento della Grecia, la quotazione del metallo si è nuovamente impennata, superando i 1230 dollari/oncia. Si compra oro, soprattutto in Europa, perché si vuole comprare protezione, è l’opinione comune. Il fatto è che chi investe in oro, il metallo neanche lo vede. Si tratta cioè di investment demand, lingotti di carta (la domanda effettuata attraverso Etf o certificati simili è balzata dell’85% nei primi tre mesi dell’anno). E che sia così lo conferma anche il World Gold Council secondo cui né l’industria né nell’attività di gioielleria stanno dando il contributo al nuovo rush: nel primo trimestre del 2010, la domanda di oro legata alla gioielleria è scesa del 20%. Di buono c’è che l’euro si indebolisce, scivolando sotto quota 1,26 rispetto al dollaro: un chance per gli esportatori. E tra poco c’è Las Vegas!

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10 maggio 2010

Rosato passione gitana

Carmen earringsUna novità d’ispirazione spagnola e gitana per la nuova collezione in oro firmata Rosato che sarà presentata a VICENZAORO Charm. Il suo nome è infatti ‘Carmen’ e vede l’oro giallo lavorato in filigrana con dettagli in smalto nero e impreziosito da gocce in onice. La nuova collezione si compone di anelli, bracciali, orecchini e collane il cui look somiglia molto ad un delicato e raffinato pizzo spagnolo, una ricercata manifattura che si inserisce in uno dei filoni estetici più esplorati dai creativi orafi in questa stagione.

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29 marzo 2010

Cina. Per il WGC è boom d’oro

Immagine 1Secondo il World Gold Council, la domanda di oro della Cina dovrebbe raddoppiare nei prossimi 10 anni sia per i consumi di gioielleria, sia per investimento. Leggendo questa notizia diffusa oggi da vari siti economici italiani, torna in mente ciò che anni fa affermava un dirigente della Fiera di Vicenza. Prevedeva che sarebbe stata la Cina a sostituire gli Usa come paese guida del mercato orafo mondiale, liberando il settore dalla “trappola” della sovraproduzione. Pare che avesse visto giusto. Negli ultimi cinque anni, scrive infatti il Council, la domanda di oro della Cina, secondo consumatore mondiale dopo l’India, è aumentata in media del 13% annuo, raggiungendo 423 tonnellate nel 2009 (pur se il consumo pro-capite di gioielleria è al momento molto basso, 0,26 grammi). A questi ritmi l’industria aurifera cinese non sarà in grado di tenere il passo con i crescenti consumi domestici, nonostante l´incremento di capacità che dal 2007 ha fatto della Paese il primo produttore mondiale di oro. Di questo passo le miniere cinesi potrebbero addirittura esaurirsi nel giro di sei anni.

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24 marzo 2010

Andiamoci cauti

imageTiffany & Co. rende noto uno smagliante bilancio relativo al quarto trimestre 2009 con ricavi a 981,4 milioni di dollari (nel 2008 furono 837,6, +17%). L’utile operativo è stato di 132,2 milioni contro 37,4 milioni del 2009. Nel fiscal year chiuso a gennaio 2010 Tiffany ha registrato un fatturato di 2,71 miliardi di dollari (-5% rispetto ai 12 mesi precedenti). Sale invece a 264,8 milioni (da 220 milioni) il risultato netto. Intanto Basilea è alle battute conclusive (chiude domani). Il sito Rapaportnews segnala un incremento di presenze da lunedì nei padiglioni 2 e 3 (gioielleria e pietre) ed i vertici della fiera stimano un’affluenza attorno alle 100.000 presenze (+5% rispetto al 2009). E nel sito del National Jeweler si dà conto delle impressioni ricavate sin qui dalla fiera svizzera, titolo: “giudizi positivi, ma cauti“. La cautela del caso potrebbe magari rintracciarsi nel fatto che la settimana scorsa uno dei maggiori grossisti italiani ha venduto in una giornata di lavoro oreficeria per un totale di 27 grammi. Fosse stato metallo puro il ricavo sarebbe stato qualcosa in più di 700 euro. Roba da nicchia.

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