Ci informano che continua sostenuta la domanda di repliche dell’anello di fidanzamento regalato a novembre da William a Kate Middleton – l’originale è in platino, diamanti e zaffiro. Ma da ieri, giorno del matrimonio tra l’erede al trono Windsor e la bella borghese, ora duchessa di Cambridge (nella foto dal sito del Telegraph), è ipotizzabile un rinnovato “effetto Kate“. Tra il corredo nuziale già ampiamente vivisezionato da centinaia di siti internet compare il delizioso paio di orecchini in platino e diamanti raffiguranti una foglia di quercia e relativa ghianda creati dal gioielliere londinese Robinson Pelham per combinarsi alla tiara di Cartier del 1936, di proprietà della regina Elisabetta, ispirati allo stemma della famiglia Middleton realizzato per ragioni di etichetta. Un esperto del ramo ha commentato: “una miscela originale tra modernità e continuità”. E il simbolo si farà presumibilmente moda.

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Italia batte resto del mondo nella specialità design & creatività. Più che una notizia è l’ennesima conferma di una leadership ancora saldissima a dispetto dei sentimenti “declinisti”. A Basilea la settimana scorsa sono stati infatti premiati i vincitori dell’ultimo concorso “Platinum Design Awards” organizzato da Platinum Guild International. Una giuria internazionale di giornalisti trade ha scelto tra i 36 gioielli selezionati, suddivisi in tre categorie: tendenze, bridal e gioielli da uomo. E, infatti, come si comprende dalle classifiche, l’Italia gioielliera (in questo caso nell’esclusivo platino) ha avuto decisamente la meglio sulla concorrenza.
I vincitori
Tendenze 1° posto: “Animalier” di Roberto Coin (prima foto dall’alto), 2° posto: Jochen Pohl, 3° posto: “Manchette” di Isabelle Langlois
Bridal 1° posto: “Unique” di Picchiotti (seconda foto), 2° posto: “Vendetta” di Gebrueder Schaffrath, 3° posto: “Prime of Life” di Hans D Krieger
Uomo 1° posto: “Free” di Philippe Tournaire, 2° posto: “Scorpion” di Paolo Piovan Gioielli (terza foto), 3° posto: “The Emotional Compass” di TTF



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Domani apre Basilea (Vioro Magazine è alla Halle 2.0, stand W30). L’Italia gioielliera affronta la otto giorni svizzera con il piglio di una leadership stilistica ancora salda e ancora universalmente riconosciuta. Lo testimonia una preview che Platinum Guild ha diffuso proprio alla vigilia della kermesse da cui abbiamo scelto un tris di anelli di (nell’ordine) Talento Italiano, D’O Roberto Demeglio, Rovian, dai quali emerge il senso di una ricerca molto sofisticata, di “un’estetica ad alta intensità”, come la descrive il comunicato. Di una sensibilità sorprendente, capace di reinventarsi continuamente.



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Con un anello contrarié, un trilogy, una veretta con sette pietre e un girocollo con ciondolo a forma di croce (in 3 misure diverse), il leader del gioiello bridal di fascia alta Polello ha intrapreso la campagna vendite di fine anno. Si tratta dell’estensione della linea lanciata nel 2009 e si tratta soprattutto di gioielleria in platino con diamanti. Un classico su di tono per consumatori dal palato fine.
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“Non può esservi riconoscimento migliore”, ha commentato James Courage (nella foto), Ceo di Platinum Guild International dal 1996, ricevendo il premio Ben Kaiser Lifetime Achievement per il suo operato nel promuovere il ruolo delle donne all’interno del settore della gioielleria, ritirato il 26 luglio scorso a New York durante la serata di gala alla 27esima assemblea annuale della Women’s Jewelry Association (il cui capitolo italiano è stato creato nel maggio scorso, presidente Pilar Coin, direttore marketing del marchio Roberto Coin, vicepresidente, Irene Pivetti, già presidente della Camera dei deputati, ora a capo della fondazione LTBF Learn To Be Free). Premiate nell’occasione anche Susan Jacques, presidente di Borsheims, e Sarah Graham, premio della categoria “Design: Fine Jewelry and Watches”.
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Quando Françoise Izaute, amministratore delegato di Platinum Guild International Italia, ci disse a Basilea che per il platino le cose andavano bene, non pensavamo fino al punto reso noto oggi da GFMS. La società londinese di analisi e consulenza per il settore dei metalli preziosi ha infatti pubblicato il suo Platinum & Palladium Survey 2010 dal quale emerge che l’unica industria che ha fatto registrare nel 2009 un aumento della domanda per il prezioso metallo è stata quella della gioielleria (+38% per 2,26 milioni di once). Il motivo di questa impennata? Essenzialmente, la domanda cinese (particolarmente viva è la fascia di prezzo accessibile) capace di trascinare quella mondiale verso il +35%: un aumento così non si vedeva dal 2004. Intanto, la strategia di marketing del platino si sta raffinando. Come ci ha detto la stessa Izaute, l’obiettivo di PGI non è più solo il segmento bridal, ma il più esteso mondo degli affetti.
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