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	<title>Vioro Magazine &#187; promozione</title>
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	<description>Il magazine dei gioielli</description>
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		<title>La cultura di sistema</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Augusto Ungarelli, neo presidente del Club degli Orafi, argomenta e difende le ragioni del made in Italy. Oltre ad invocare l’attuazione di tutti i possibili strumenti di tutela e di equa concorrenza, individua nella formazione delle risorse umane un importante fattore di rilancio e crescita. Nel frattempo il Club – contenitore di esperienze e interessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ungarelli1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g4871]"><img class="alignleft size-full wp-image-4874" title="ungarelli" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/ungarelli1.jpg" alt="ungarelli" width="245" height="212" /></a><span style="color: #ff0000;">Augusto Ungarell</span><span style="color: #ff0000;">i</span>, neo <span style="color: #ff0000;">presidente del Club degli Orafi</span>, argomenta e difende le ragioni del made in Italy. Oltre ad invocare l’attuazione di tutti i possibili strumenti di tutela e di equa concorrenza, individua nella formazione delle risorse umane un importante fattore di rilancio e crescita. Nel frattempo il Club – contenitore di esperienze e interessi diversi lungo la filiera che si integrano secondo una cultura di sistema – vara il progetto “L’intelligenza italiana” che nasce dal “basso”, cioè dalle problematiche reali di settore.</p>
<p><strong>Augusto Ungarelli, piovono critiche e autocritiche sul settore italiano del gioiello: mancano cultura d’impresa, identità, design, strategia distributiva. Che fare?</strong><br />
Il nostro mondo vive da tempo momenti di forte criticità e necessita di una visione attenta e strategie precise, non prive di rischio, per difendere e tutelare il made in Italy, per proteggere la capacità di creare, innovare e produrre con qualità nel nostro Paese. La competizione internazionale e le mutate condizioni degli scenari mondiali obbligano noi imprenditori ad una esasperata attenzione al nostro modo di fare impresa, a superare i campanilismi. Noi come Club stiamo promuovendo nuove alleanze e partnership. Vogliamo farlo basandoci sull’esperienza della nostra storia trentennale di associazione, uniti dal 1980, che fa convivere insieme le diverse anime del mondo del gioiello: l’unione fa la forza.<span id="more-4871"></span><br />
<strong> Per il Club una possibile strategia di rilancio del gioiello italiano passa attraverso tre “R”: radici, responsabilità, ricerca. Spieghi il contenuto di questa formula.</strong><br />
Radici: reagire alla sfida dei Paesi produttori a basso costo puntando sull’unicità di prodotto di grande tradizione. Responsabilità: garantire l’eccellenza e l’etica di prodotto. Ricerca: proiettarsi in un futuro innovativo di stile e nuovi mercati.<br />
<strong> Il Club sta inoltre lavorando ad un progetto chiamato “L’intelligenza italiana”. Bel titolo, può anticipare qualcosa in proposito?</strong><br />
“L’intelligenza italiana” nasce da un percorso comune di ricerca e dialogo tra i soci del Club che ci ha portati a individuare in mestiere, stile, cultura, etica, fiducia, i pilastri fondamentali per poter competere sui mercati globali con successo e con la sicurezza di una specifica identità. E’ un progetto di cui siamo molto fieri, perché nasce dal “basso”, dalle problematiche reali di settore. La comunicazione del concetto di “Intelligenza Italiana” passa attraverso un’intensa attività di PR, primo passo verso l’esterno.<br />
<strong> Antonio Catalani, professore alla Bocconi, dice che è ormai ingenuo pensare che il “saper fare” sia garanzia di risultati economici e crescita perché con questa competenza ne occorrono altre di carattere organizzativo, distributivo, di marketing. Secondo la teoria di Catalani l’orgoglio di essere produttori appartiene ad una visione romantica e passata. Cosa risponde da produttore</strong>?<br />
Il professor Catalani ha ragione. L’orgoglio di essere produttori italiani di grande qualità è ancora molto attuale, ma è un vantaggio competitivo se integrato a moderne capacità gestionali d’alto livello. Il passato va riattualizzato e utilizzato come elemento distintivo di una storia, di una tradizione da trasmettere e da comunicare, senza esser schiavi del passato. Essenziale è la formazione di professionalità nuove e qualificate per il nostro mondo. E’ un percorso che il comparto orafo deve impegnarsi ad intraprendere rapidamente, senza esitazione, con la collaborazione di istituzioni formative. Abbiamo la fortuna di avere disponibili scuole di eccellenza di ogni livello, da imprenditore non posso che stimolarne l’incontro e la collaborazione.<br />
<strong> Una questione di risorse umane, dunque.<br />
</strong> Abito e lavoro a Valenza, distretto famoso nel mondo per l’artigianalità del gioiello d’alto livello, ogni giorno vivo sulla mia pelle la forza e le contraddizioni di questo tessuto che permette di produrre eccellenza. Oggi questa cultura produttiva è in sofferenza e rischia di essere smantellata dalla crisi, rischiamo quindi di perdere un valore aggiunto difficilmente riproducibile altrove. E’ responsabilità degli imprenditori intervenire attivamente per preservare tutto ciò, valorizzando le risorse umane ed auspicando la sensibilità e la collaborazione degli organi istituzionali verso un progetto di innovazione dei distretti.<br />
<strong> Produzioni provenienti da lontano, poi marchiate made in Italy. Forse l’outsourcing fa del bene ai conti delle aziende, ma di sicuro non all’immagine di eccellenza italiana. Quali sono invece le ragioni per restare a produrre in Italia?</strong><br />
Produrre gioielli in Italia è garanzia di qualità, creatività, stile. Oggi le imprese italiane che hanno superato la crisi per competere con il low cost sono state costrette a ristrutturarsi, offrendo prodotti e servizi frutto di investimenti in ricerca, creatività, innovazione con il valore aggiunto dell’italianità. Questa non nasce spontaneamente, né si può semplicemente “acquistare”, ma è frutto di investimento in quella che abbiamo definito l’“intelligenza italiana”. Produrre in Italia è una risorsa che appartiene a donne e uomini ed alle imprese che rendono possibile l’esistenza di un tessuto produttivo vitale, che è anche occupazione, competenze che non si disperdono: in poche parole è conservazione di una ricchezza patrimonio di tutto il Paese. Sono motivi etici importanti, in cui molti imprenditori ancora credono contribuendo all’esistenza ed al valore del made in Italy.<br />
<strong> E come lo difendiamo?<br />
</strong> La protezione della proprietà intellettuale deve essere centrale nella strategia operativa delle imprese e del nostro Club. Ma altri, oltre a produrre, sono i fattori che determineranno il successo o l’insuccesso delle aziende: da una parte la capacità degli imprenditori di gestire ed amministrare le stesse, dall’altra la capacità di penetrare nuovi mercati, e ciò non dipende esclusivamente dall’abilità degli imprenditori, ma dalla capacità concreta del nostro Paese a fare sistema e ottenere reciprocità di trattamenti nelle tassazioni all’ingresso, normative contro la contraffazione a difesa del made in Italy.<br />
<strong> Sentito dire nell’ultima edizione della Fiera di Vicenza che il nuovo mantra per il settore non deve essere più “fare sistema”, ma “cultura”. Detto però che il “fare sistema” non ha avuto esiti particolarmente brillanti, ci salverà la cultura?</strong><br />
Il mondo del gioiello è molto individualista e non molto capace di alleanze. Però il Club è una testimonianza vivente di come far sistema e cultura allo stesso tempo. La nostra mission e struttura è un catalizzatore per voci discordanti e diverse che trovano spazio e possibilità di integrazione, di rispetto e conoscenza reciproci. Un esempio, l’incontro del luglio scorso che abbiamo organizzato è stato particolarmente significativo con la presenza dei massimi esponenti mondiali di World Gold Council, De Beers e Platino in un momento di grande turbolenza e stress per l’andamento delle materie prime. Un evento eccezionale e unico: oggi l’Italia e l’Europa in generale hanno una minor attrattività rispetto ai paesi emergenti a cui sono indirizzati la maggior parte degli investimenti. Eppure questi importanti personaggi hanno accettato il nostro invito per iniziare un nuovo dialogo. Hanno fiducia in noi e nel rapporto pluriennale che abbiamo col mercato. Sistema, alleanze e cultura non si improvvisano, si costruiscono negli anni come i brand e poi i risultati si vedono.</p>
<p><strong>Chi è<br />
</strong> Augusto Ungarelli, classe 1950, laurea in architettura, è amministratore unico di Vendorafa Lombardi. E’ stato eletto nuovo presidente del Club degli Orafi nel maggio scorso. Egli è inoltre vicepresidente del consiglio di amministrazione di Promoteo, consorzio del Politecnico di Torino, sede di Alessandria.</p>
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		<title>Vicenza in Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:42:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato presentato oggi al Comune di Vicenza il video che sarà proiettato all&#8217;interno del padiglione italiano dell&#8217;Expo di Shanghai (il cui ingresso è di fatto la riproduzione in scala 1:12 del teatro Olimpico vicentino). Il video fa parte di un&#8217;iniziativa promozionale che coinvolge le istituzioni vicentine e la Fiera (e quindi l&#8217;intero made in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/file2.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g2774]"><img class="alignleft size-large wp-image-2776" title="file" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/file2-1024x697.jpg" alt="file" width="387" height="264" /></a>E&#8217; stato presentato oggi al Comune di Vicenza il video che sarà proiettato all&#8217;interno del padiglione italiano dell&#8217;<span style="color: #ff0000;">Expo di Shanghai</span> (il cui ingresso è di fatto la riproduzione in scala 1:12 del teatro Olimpico vicentino). Il video fa parte di un&#8217;iniziativa promozionale che coinvolge le istituzioni vicentine e la Fiera (e quindi l&#8217;intero made in Italy orafo) che sarà a sua volta protagonista di una sfilata dei gioielli in oro della collettiva Gold Expressions il 26 giugno prossimo con conferenza stampa e gala dinner. Al di là della eccezionalità di un evento come l&#8217;Expo, &#8220;la Cina non può più essere dimenticata tra gli obiettivi prioritari dell&#8217;export&#8221;, ha detto Stefano Stenta, membro del CdA della Fiera.</p>
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		<title>Tour americano per Marroni Design</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 07:39:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; cominciata ieri, 10 aprile, la tournée americana di Marroni Design, la bella realtà creativa valenzana. Tre date organizzate in collaborazione con Barneys nei punti vendita di New York, Chicago, Beverly Hills. Good luck!
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-28.png" rel="wp-prettyPhoto[g2307]"><img class="alignleft size-full wp-image-2313" title="Immagine 2" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/Immagine-28.png" alt="Immagine 2" width="352" height="106" /></a>E&#8217; cominciata ieri, 10 aprile, la tournée americana di <span style="color: #ff0000;">Marroni Design<span style="color: #000000;">, la bella realtà creativa valenzana.</span></span> Tre date organizzate in collaborazione con <span style="color: #ff0000;">Barneys</span> nei punti vendita di New York, Chicago, Beverly Hills. Good luck!</p>
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		<title>A VicenzaOro First debutta lo Yearbook</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 13:11:16 +0000</pubDate>
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Sabato 16 gennaio alle ore 16 (in sala Fogazzaro) viene ufficialmente presentata l&#8217;ultima iniziativa editoriale della Fiera di Vicenza curata da Pentasudio: Yearbook 2010. Una directory che raccoglie l’anagrafica delle aziende, il loro profilo aziendale e una foto che evidenzia stile e specializzazione produttiva, permettendo agli operatori di orientarsi nell’offerta proveniente dalla Fiera di Vicenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/FOTOYEARBOOKRITOCCATA2.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1809]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1826" title="FOTOYEARBOOKRITOCCATA" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/FOTOYEARBOOKRITOCCATA2-300x161.jpg" alt="FOTOYEARBOOKRITOCCATA" width="300" height="161" /></a></p>
<p>Sabato 16 gennaio alle ore 16 (in sala Fogazzaro) viene ufficialmente presentata l&#8217;ultima iniziativa editoriale della Fiera di Vicenza curata da Pentasudio: <span style="color: #ff0000;">Yearbook 2010</span>. Una directory che raccoglie l’anagrafica delle aziende, il loro profilo aziendale e una foto che evidenzia stile e specializzazione produttiva, permettendo agli operatori di orientarsi nell’offerta proveniente dalla Fiera di Vicenza con il pregio dell’attualità della produzione e della sua immediata reperibilità. All&#8217;incontro partecipano Roberto Ditri, presidente della Fiera di Vicenza, Giovanna Maggioni, direttore generale dell&#8217;UPA (Utenti Pubblicità Associati), Paolo Dalla Chiara, direttore di Pentastudio. Conduce Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore Radiocor.</p>
<p><span id="more-1809"></span>L’arte del gioiello raccolta, ordinata, illustrata. Questa l’idea che ispira lo Yearbook, progetto che ha trasformato la tradizionale formula del catalogo degli espositori in un annuario che si propone di essere mezzo di consultazione e di lavoro per i buyer al di là e al di fuori del singolo evento fieristico. Lo Yearbook è infatti un volume unico, valevole per l’intero anno solare, che raccoglie l’anagrafica delle aziende presenti ai vari show orafi vicentini, il loro profilo aziendale e soprattutto una foto che evidenzia lo stile e la specializzazione produttiva di ogni azienda rendendoli visibili e valutabili con immediatezza. La ricchezza di questo volume fa eco a quella dell’offerta della Fiera di Vicenza secondo un rapporto dinamico tra momento espositivo e comunicazione d’impresa attraverso il quale la Fiera stessa aggiunge un nuovo tassello alla sua politica commerciale offrendo agli operatori della distribuzione un servizio più efficace e di qualità nell’individuazione dei loro fornitori. Questo lavoro manifesta inoltre un indirizzo culturale non casuale: la volontà della Fiera di Vicenza di focalizzare la sua promozione sulle eccellenze delle aziende, in particolare su design e lavorazioni di pregio, elementi fondamentali per relazionarsi con credibilità in un quadro ipercompetitivo di mercato. E dunque, se resta vero il fatto che i radicali cambiamenti del consumo impongono un approccio molto più <em>market-oriented</em>, la linea editoriale <em>product-oriented</em> dello Yearbook pone appunto l’accento sulla produzione e sulle qualità specifiche e tangibili del gioiello, cose che probabilmente il consumatore aveva “smarrito”, influenzato da suggestioni post-moderne che comunicavano il gioiello come effimero e spumeggiante accessorio-moda. Un sentimento che ora rifluisce rimettendo ordine nella scala dei valori e dei significati più solidi ed autentici.</p>
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		<title>Gli Usa nel mirino dell’ICE</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 12:31:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“If you speak fashion, you speak Italian”, se parli di moda, parli di Italia. Semplice, diretto, perentorio. E’ lo slogan della campagna dell’ICE che promuove la moda italiana negli Stati Uniti, lanciata a metà di ottobre a New York. L’iniziativa parte dalla richiesta delle aziende italiane di interventi concreti a sostegno di comparti quali l’abbigliamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/eva-riccobono-make-up-loreal-paris-per-la-mostra-del-cinema-di-venezia1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1491]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1492" title="eva-riccobono-make-up-loreal-paris-per-la-mostra-del-cinema-di-venezia" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/eva-riccobono-make-up-loreal-paris-per-la-mostra-del-cinema-di-venezia1-200x300.jpg" alt="eva-riccobono-make-up-loreal-paris-per-la-mostra-del-cinema-di-venezia" width="200" height="300" /></a>“If you speak fashion, you speak Italian”, se parli di moda, parli di Italia. Semplice, diretto, perentorio. E’ lo slogan della <span style="color: #ff0000;">campagna dell’ICE</span> che promuove la moda italiana negli Stati Uniti, lanciata a metà di ottobre a New York. L’iniziativa parte dalla richiesta delle aziende italiane di interventi concreti a sostegno di comparti quali l’abbigliamento, gli accessori, i gioielli e tutto il bello del made in Italy. L’ICE, su incarico del ministero dello sviluppo economico, ha risposto con uno stanziamento di oltre 3,5 milioni di dollari per un periodo che va da ottobre 2009 ad aprile 2010 e scegliendo come ambasciatrice la top model Eva Riccobono (<em>nella foto</em>). Oltre ad un articolato piano di comunicazione sui media americani, le prime iniziative del progetto hanno puntato a stimolare i buyer, con due missioni di dettaglianti indipendenti Usa in Italia. Una di queste ha interessato il mondo della gioielleria: una delegazione di retailer provenienti da Pittsburgh, Boston, Palm Beach, Kansas, Rochester, Princeton, Charleston, Baton Rouge, Leakwood, ha infatti visitato a settembre <span style="color: #ff0000;">VicenzaOro Choice</span> e il distretto di Arezzo incontrando alcune aziende del settore. Le missioni dei buyer indipendenti proseguiranno anche nei primi mesi del 2010.</p>
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		<title>Vioro Magazine a ruba al Columbus Day</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 15:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Veneto del turismo, della cultura, delle arti e dell’artigianto, della bellezze naturali e dell’architettura è presente dal 6 al 17 ottobre a New York in occasione del Columbus Day, avvenimento che si celebra lunedì 12 con la famosa parata sulla Fifth Avenue. Nello spazio della Vanderbilt Hall (nella foto) all’interno della Grand Central Station [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/6a00d83452a98069e200e54f16f5718833-640wi.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1464]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1466" title="6a00d83452a98069e200e54f16f5718833-640wi" src="http://www.vioromagazine.it/wp-content/uploads/6a00d83452a98069e200e54f16f5718833-640wi-300x199.jpg" alt="6a00d83452a98069e200e54f16f5718833-640wi" width="300" height="199" /></a>Il Veneto del turismo, della cultura, delle arti e dell’artigianto, della bellezze naturali e dell’architettura è presente dal 6 al 17 ottobre a New York in occasione del Columbus Day, avvenimento che si celebra lunedì 12 con la famosa parata sulla Fifth Avenue. Nello spazio della Vanderbilt Hall (<em>nella foto</em>) all’interno della Grand Central Station (1000 metri quadrati dove transitano ogni giorno dalle 700 alle 800 mila persone) il Veneto mette in mostra le sue eccellenze, tra cui la Fiera di Vicenza con il suo marchio più celebre, <span style="color: #ff0000;">VicenzaOro</span>. Al desk della Fiera grande successo riscuote Vioro Magazine, richiestissima dal pubblico. Un&#8217;altra testimonianza dell&#8217;appeal della rivista, straordinario mezzo di promozione anche a livello consumer.</p>
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