4 aprile 2011

Vioro negli Emirati

mideastDa domani fino al 9 aprile prossimo Vioro Magazine è distribuita alla 30esima edizione del MidEast Watch and Jewellery Show, fiera che si tiene all’Expo Centre di Sharjah, una delle più antiche città degli Emirati Arabi che trova poco a nord di Dubai. In uno spazio di 16 mila metriquadri sono ospitati oltre 450 espositori provenienti da tutte le parti del mondo. Nella scorsa edizione, nell’autunno scorso (questo è l’unico show della Regione del Golfo che si tiene due volte l’anno), sono stati registrati 57 mila visitatori tra operatori trade e pubblico con un incremento del 13% sull’edizione precedente.

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21 marzo 2011

Il cuore del made in Italy

cologniDopo il week end riservato alle celebrazioni del 150esimo dell’unità d’Italia, ci soffermiamo ancora sul made in Italy. Lo facciamo con le parole di Franco Cologni, tra i più grandi manager del settore del lusso al mondo, fondatore e presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte (nella foto), tratte dalla lunga intervista che sarà pubblicata sull’edizione di maggio di Vioro Magazine. “Mi si chiede se l’Italia manifatturiera di oggi sia meritevole della sua tradizione: in Italia abbiamo la fortuna di ospitare tanti maestri che possono essere considerati degni successori del Cellini, e tante aziende (piccole e medie) che, dal dopoguerra in poi, hanno saputo fare dell’Italia uno dei primissimi trasformatori d’oro al mondo. Meritevole o meno di questo immenso patrimonio culturale, il nostro Paese ha comunque il dovere di preservare e valorizzare tale ricchezza per portare avanti una reputazione che allunga le sue radici nel know-how di maestri vissuti secoli fa, quando l’Italia rappresentava solo un’entità geografica ma era già sinonimo di maestria e talento per la straordinaria qualità delle lavorazioni”.

17 febbraio 2011

VICENZAORO vista in TV (in tutto il mondo)

italiamagazineRealizzato nei giorni di VICENZAORO First (con la collaborazione della redazione di Vioro Magazine), è andato in onda ieri sul canale Rai Internazionale, piattaforma satellitare che trasmette in tutto il mondo una selezione di programmi della Rai e programmi originali, il report che fa il punto della situazione dell’industria italiana del gioiello all’interno del programma quotidiano Italia Magazine (clicca per vedere).

31 gennaio 2011

VICENZAORO. Alcuni appunti/la “bussola”

inauguraAncora qualche appunto su VICENZAORO First prima di archiviare l’argomento. Chiudiamo allora con l’evento inaugurale della manifestazione. Tavola rotonda promossa da Vioro Magazine con taglio del nastro finale (nella foto LaPresse, Ding Wei, ambasciatore cinese in Italia, e Roberto Ditri, presidente della Fiera). L’incontro, preceduto dalla visione del video in 3D Jewellery and the city (lo si può guardare nella home page di questo sito), bel montaggio tra lavorazioni orafe, gioielli indossati e scorci suggestivi della città di Vicenza nella meraviglia della tridimensionalità, ha avuto come ospiti Armando Branchini, segretario generale della Fondazione Altagamma, Matteo Marzotto, presidente dell’ENIT e imprenditore, Andrea Morante, amministratore delegato di Pomellato, e Mehul Choksi, presidente del gruppo indiano Gitanjali, ai quali è stata rivolta la domanda: Il gioiello italiano ha bisogno di una nuova “bussola”: dove puntarla?. Domanda opportuna, considerato il fatto che il settore appare quantomai disorientato.

Vivace il dibattito, stimolante negli argomenti toccati nei vari interventi, teso più ad individuare i vizi del comparto che a indicare immediate soluzioni. Tutti si son comunque detti d’accordo che esistono potenzialità per uno sviluppo futuro. Le potenzialità stanno ad esempio nella previsione di Armando Branchini di un raddoppio dei consumi dei beni di lusso da oggi al 2020 grazie ai consumatori di quei Paesi in tumultuosa crescita, soprattutto asiatici. Occorre, tuttavia, un cambio di passo, ha notato Matteo Marzotto, una discontinuità della visione commerciale che continua a mantenere gli Usa come mercato di riferimento. Anche Andrea Morante ha indicato la necessità di un cambio di passo, perché “sin qui gli italiani sono stati bravi a esportare, ma non a conquistare i mercati”. Ma per conquistare occorrono dimensioni produttive e di fatturato che in molti non si possono permettere: uno sfrenato individualismo ha impedito in Italia uno sviluppo industriale (di sistema) del settore. E le aggregazioni, ha laconicamente chiosato Morante “restano un affare complicato”.

Le debolezze strutturali e la mancanza di una chiara e forte identità, simile allo Swiss made degli orologi, non intaccano però il fascino del made in Italy. Se n’è fatto testimonial Mehul Choksi presidente di Gitanjali, la cui società sta acquistando aziende italiane, secondo cui “l’Italia si pone all’avanguardia nell’innovazione stilistica” e questa qualità continua a far breccia nei cuori e nelle preferenze dei consumatori. Si rende allora necessario un riposizionamento, consiglia Branchini, che non cambi la faccia al settore, ma che sappia valorizzare competenze e prodotti ha specificato Marzotto. Senza tralasciare un asset importante come la comunicazione, ha ricordato Choksi, verso target di consumo specifici: per esempio, lo scarso ricorso ai social network su internet simboleggia il ritardo del settore nei confronti del mercato più giovane. Serve un approccio diverso nella cultura d’impresa. Occorrerà, per esempio, come ha affermato Armando Branchini, tener conto dell’evoluzione dei consumatori e non più osservare solo le mosse della concorrenza.

Oriente e internet, dunque: ecco due direzioni su cui puntare con convinzione la bussola.

24 gennaio 2011

E il business diventa “social”

yearbookImperativo categorico: innovare. Innovare tutto: il prodotto, il processo, la distribuzione, la comunicazione. Un contributo alla causa l’ha dato a VICENZAORO First il workshop L’evoluzione della rete: il Web 2.0 a cui hanno partecipato numerosi orafi dando il loro contributo d’esperienza allo sviluppo del dibattito. L’ingegnere Guido Nardo, sviluppatore internazionale con un passato californiano in Facebook, ha illustrato come internet e la sua trasformazione dinamica sia la nuova frontiera della comunicazione che, attraverso l’interazione con i social network, assume una connotazione fortemente partecipativa. Le aziende che oggi desiderano aumentare la propria  competitività sul mercato e rafforzare la propria “web reputation” sentono l’esigenza di avvicinarsi al mondo dinamico dei social network. Il “passaparola” online può diventare uno strumento aggiuntivo di guida all’acquisto anche nel settore orafo sia B2B che B2C. Gold Yearbook, attualmente alla sua seconda edizione (nell’immagine, la copertina), è l’annuario di aziende e di espositori completamente trasferito in rete: dalle sue pagine si può accedere ai siti delle aziende e navigare tra le collezioni. Le fiere orafe con questo nuovo progetto si preparano ad entrare nel mondo dei nuovi media in maniera strutturata grazie all’integrazione di questo portale con i social network più popolari: Facebook e Twitter. Alla fine del workshop Paolo Dalla Chiara, direttore editoriale di Vioro Magazine, ha annunciato che sul sito di Gold Yearbook appariranno da maggio le classiche icone dei due siti “social” più famosi e frequentati e lo YearBook andrà a caccia di amici in tutto il mondo: distributori, retailer, produttori e clienti saranno i principali protagonisti della erigenda community orafa.

11 gennaio 2011

Vioro Magazine di gennaio: una preview

cover117Mentre si è completato il piano di distribuzione del numero 117 di Vioro Magazine (edizione di gennaio 2011), ecco una veloce anticipazione dei contenuti. La rivista parla del negozio di gioielleria e della sua urgenza di sintonizzarsi con l’oggi, capire il consumatore, rendersi conto delle chance che dispone all’interno dell’area in cui opera.

Vioro Magazine si occupa di Brasile, il cui mercato del lusso è aumentato nel 2010 del 23% e fatturato 15,1 miliardi di Reais (circa 6,5 miliardi di euro). Considerato che il New York Times ha scritto di recente che “se gli americani devono stringere la cinghia, i brasiliani conoscono un boom di consumi senza prece­denti”, qual è la realtà di quel mercato e quali opportunità può offrire alla manifattura e al design made in Italy?

L’argomento forte del numero, tuttavia, è l’analisi dell’unica, vera, concreta tendenza di mercato, e cioè la polarizzazione merceologica: alta gamma e low cost si dividono il mercato. Insomma, il fenomeno ha assunto dimensioni ormai impossibili da ignorare. In questo passaggio sono il valore ed il significato del gioiello stesso a subire una trasformazione di carattere epocale. Quale l’impatto sul mercato, sui comportamenti dei consumatori e quali le conseguenze? Fenomeno legato alla congiuntura o destinato a influenzare stabilmente il futuro? Interventi di designer qualificati, di esperti della materia ed interviste a Maria Rosaria Omaggio (autrice del libro “Il significato dei gioielli), a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista d’arte e di costume jewellery in mostra a Torino (fino al 23 gennaio prossimo).

Tag:Vioro
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