Torre del Greco scaccia l’incubo CITES
Soddisfatto, senza perdere l’aplomb. Ciro Condito, presidente di Assocoral, commenta con serenità la notizia che Torre del Greco si augurava di apprendere, e dice: “quel che più conta è che sia stata affermata la verità scientifica, considerando il fatto che anche la FAO aveva affermato che nella proposta americana non c’erano i presupposti per inserire il corallium rubrum nelle specie a rischio“. Insomma, il distretto di Torre del Greco ha evitato che la materia prima artefice della sua fama e del suo successo fosse inserita, in occasione della conferenza internazionale del CITES a Doha nel Qatar chiusasi ieri, nell’Appendice II, complicandone il commercio attraverso estenuanti pratiche burocratiche e perciò mettendo a rischio il tessuto produttivo torrese fatto di almeno 300 aziende con 4000 addetti. La soddisfazione dei torresi per il pericolo scampato non esime certo dall’abbassare la guardia. Le organizzazioni ambientali americane, forti di fondi e di capacità persuasive, le più tenaci a promuovere la proposta (con il supporto anche della Ue), potrebbero riprovarci fra tre anni, nel nuovo round del CITES. “Dobbiamo allora lavorare per far comprendere che i primi interessati a salvaguardare il corallo siamo proprio noi”, afferma Condito. E proprio ieri i vertici di Assocoral hanno incontrato il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, per fare il punto della situazione e capire quali possono essere le azioni da intraprendere per una concreta operazione di informazione sul corallo e sulla sua tutela.





