3 giugno 2010

Una per tutti(?)

Immagine 2Recenti esperienze vissute dal settore hanno insegnato che non tutto ciò che fa o dice la moda è oro colato. E poi tra moda e gioielli esistono delle differenze se non proprio insormontabili, molto complicate da coniugare. Meglio allora tenersi strette quelle differenze piuttosto che scimmiottare modi che non appartengono alla cultura del gioiello. Però è sempre opportuno guardare al mondo della moda, confrontarsi, se non altro per avere materia su cui riflettere. Fa riflettere, ad esempio, quel che ha detto in un’intervista al quotidiano La Repubblica Mario Boselli (nella foto LaPresse), eletto per la quarta volta presidente della Camera della Moda Italiana. A proposito delle sfilate milanesi, da qualche tempo oggetto di polemiche al calor bianco, Boselli dice, testualmente: “il ruolo di Milano nella rappresentazione del prêt-à-porter alto non è mai stato in discussione. Le altre capitali della moda sono New York per la promozione e il branding, Londra per i giovani, Parigi per l’alta moda. Ma nessuna di queste piazze ha un sistema industriale e produttivo alle spalle come il nostro. L’85% di quello che si vede sfilare a Milano Moda Donna è made in Italy, a Parigi le griffe francesi sono sotto il 50%. Milano è la vetrina per tutti i protagonisti della filiera tessile abbigliamento italiana”. Fatti tutti i dovuti distinguo, pare l’identikit della Fiera di Vicenza. E se dunque sacrosanto è il pressing degli orafi nei confronti delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni per poter finalmente contare su strumenti di tutela delle produzioni assediate da concorrenze più o meno lecite e danneggiate da un sistema di dazi e di controlli asimmetrico, è forse opportuno chiedersi, oggi più che mai, se questa difesa non debba transitare attraverso un’unica piazza commerciale, forte, riconosciuta e condivisa da tutto il sistema.

Tag:fiera, moda
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